Vuoto a Rendere: cos’è e come funziona

Vuoto a Rendere cos’è e come funziona

Il vuoto a rendere sta prendendo piede anche in Italia, dopo il successo in tutta Europa e in particolare in Germania. In realtà, il vuoto a rendere era utilizzato anche dai nostri nonni quando erano giovani. Infatti, mentre ieri si riutilizzavano le bottiglie di vetro o si riconsegnavano per ottenere qualche spicciolo, oggi si utilizzano le bottiglie di plastica per guadagnare qualche centesimo sulla spesa oppure per denaro.

Per chi possiede un’attività, gestire il vuoto a rendere può risultare un’operazione complessa. Tale operazione può essere semplificata grazie all’uso di specifici software gestionali per il settore delle bevande che si occupano, tra le altre cose, della gestione degli imballi, dei depositi cauzionali e dei vuoti a rendere.

 

Definizione ed esempio pratico

Il vuoto a rendere è un contenitore che può essere di vetro, plastica o altro materiale che si può recuperare. “A rendere” significa che si ottiene una piccola rendita se si restituisce il contenitore vuoto. La rendita può essere un buono spesa presso i supermercati che hanno le macchine dove inserire le bottiglie, oppure dei centesimi.

Infatti, in Germania il modello funziona anche perché le macchinette danno dei centesimi di euro reali in base al numero di bottiglie che vengono inserite nella macchinetta a una a una. La cosa può coinvolgere anche le lattine, perché contengono alluminio.

I vantaggi di questa operazione non solo solo economici, ma anche ambientali. Infatti, restituire bottiglie e contenitori è anche un aiuto all’ambiente in due modi diversi.

Da un lato, si può riciclare il materiale, come per esempio per le bottiglie di plastica che possono essere utilizzate per creare nuovi oggetti. Dall’altro, si può utilizzare di nuovo della bottiglia come contenitore da riempire. Infatti, secondo il decreto 142 del 2017 sul vuoto a rendere, ogni bottiglia utilizzata o contenitore di generi alimentari si può utilizzare per un massimo di 10 volte prima di buttare via.

Quindi, se si ha una bottiglia di plastica, si può utilizzare 10 volte prima di buttarla, anche se in tanti non ci pensano. Una volta utilizzata, si potrà comunque guadagnare dalla bottiglia inserendola in una macchinetta per il riciclo e ottenendo così ulteriori vantaggi.

In Germania, dove il vuoto a rendere è ormai una prassi comune, i rifiuti si sono ridotti del 96% per il vetro e del 80% per la plastica.

Chi ricicla viene pagato da 0,08 a 0,25 euro. In più, queste realtà alcune volte mettono un sovrapprezzo sul contenitore. Per esempio, se si acquista una bottiglietta d’acqua in Olanda si ha un sovrapprezzo di 25 centesimi. Questi vengono restituiti a chi acquista quando si inserisce la bottiglietta vuota nel distributore.

In Italia, questo metodo di riutilizzo di riciclo è stato utilizzato fino agli anni Ottanta. Nel 2017, il decreto Galletti voleva far ritornare questa buona pratica, ma la cosa non ha avuto successo

Infatti, in Germania ogni attività commerciale che si occupa di alimentari ha l’obbligo di accettare che le persone restituiscano i contenitori. Invece, in Italia ci sono negozi che lo fanno e negozi che non lo fanno, anche perché c’è la libertà di scelta secondo la normativa. In teoria, il prezzo di ogni lattina restituita va dai 0,05 fino ai 0,30 euro per le bottiglie.

 

Dove finiscono le bottiglie?

In Italia, la normativa invitava bar e ristoranti a sterilizzare le bottiglie restituite prima dell’utilizzo. Per fare questo, le attività commerciali avrebbero dovuto avere dei magazzini particolari e quindi costi in più. Per questo, la cosa è poi caduta in disuso. Un metodo più semplice di vuoto a rendere è quello di restituire la bottiglia per riciclare il materiale. Questo va poi in ditte specializzate e diventa materia prima per nuovi oggetti.