Visita Fisiatrica: cos’è, come si svolge e a cosa serve

Visita Fisiatrica

La fisiatria è quella branca della medicina che si occupa di prevenire, diagnosticare e curare le disabilità che possono essere provocate da malattie invalidanti di vario genere. Il medico specialista di questa particolare disciplina (nota anche come medicina fisica e riabilitativa) è il fisiatra; questi può occuparsi di un paziente sia in maniera autonoma sia avvalendosi delle competenze di altri specialisti, come ad esempio neurologi, ortopedici, reumatologi, logopedisti e altri.

Cos’è la visita fisiatrica e come si svolge

La visita fisiatrica è il consulto specialistico che prevede il controllo del paziente da parte di un fisiatra. Dal punto di vista pratico, non serve alcuna preparazione particolare: basta prenotare la visita presso una struttura del Servizio Sanitario Nazionale oppure rivolgersi ad una privata; molte di queste offrono la possibilità agli utenti di prenotare la visita online, attraverso il proprio portale, come ad esempio quello di ionoforetica.it.

Per quanto riguarda lo svolgimento della visita, il paziente non deve effettuare alcun test o altra azione propedeutica. Il consulto ha in genere una durata che oscilla tra i venti e i trenta minuti; la prima fase consiste nell’anamnesi del paziente da parte del fisiatra; questi raccoglie tutte le informazioni necessarie a ricostruire la storia clinica del paziente, registrando le abitudini alimentari, lo stile di vita, la presenza di eventuali patologie di qualsiasi natura; infine il medico si informa su eventuali trattamenti farmaceutici in corso al momento della visita.

A tal proposito, magari dopo aver avuto un primo contatto con lo specialista da consultare, è bene portare con sé un’adeguata documentazione clinica (magari le ultime analisi del sangue, radiografie recenti o altro, a seconda anche del tipo di visita al quale sottoporsi). La seconda fase della visita consiste nell’esame obiettivo delle condizioni del paziente: il fisiatra controlla la postura, i riflessi, l’equilibrio e tutte le altre funzioni dell’apparato osteoarticolare.

In base ai riscontri emersi durante questa parte del consulto, il fisiatra può disporre ulteriori accertamenti, qualora abbia rilevato disturbi particolarmente gravi la cui natura ed entità deve essere appurata per mezzo di un esame più approfondito (che può richiedere un consulto integrativo da parte di un altro specialista). La visita fisiatrica si conclude con la formulazione di una diagnosi che descrive il quadro clinico complessivo in base a quanto evidenziato dall’esame del paziente. Il fisiatra, come detto, può disporre ulteriori esami oppure avviare un processo di riabilitazione per curare il disturbo o la disabilità riscontrata.

A cosa serve la visita fisiatrica

Come qualsiasi altro consulto specialistico, anche la visita fisiatrica può essere effettuata sia a scopo preventivo sia a scopo curativo. Nel primo caso serve principalmente a prevenire l’emergere di disturbi futuri; nel secondo, invece, si rende necessaria in quanto esiste una precisa sintomatologia che deve essere esaminata per individuare la causa del problema che limita le funzioni del paziente. Da questo punto di vista, la visita fisiatrica serve non solo a formulare una diagnosi precisa ma anche ad impostare il percorso terapeutico per il trattamento di eventuali disabilità di natura fisica; nella maggior parte dei casi, il paziente deve sottoporsi a cure fisioterapiche o riabilitative, affidandosi a personale specializzato in grado di impostare in maniera scientifica l’intera fase di trattamento.

Nel periodo successivo alla prima visita fisiatrica, qualora il fisiatria abbia riscontrato delle anomalie e imposto al paziente un trattamento fisioterapico, vengono disposte delle periodiche verifiche di controllo. Queste sono necessarie per seguire lo sviluppo del disturbo o della patologia riscontrata e gli effetti del trattamento riabilitativo sul paziente, così da poterne monitorare i progressi o introdurre un nuovo elemento fisioterapico per migliorare il quadro clinico complessivo, tenendo conto dei fattori esterni che possono determinarne il cambiamento rispetto alla prima visita.