Violenza Ostetrica: di che cosa si tratta?

Violenza Ostetrica di che cosa si tratta

Che cos’è la violenza ostetrica e per quale motivo è spesso difficoltoso riconoscerla per le donne che ne sono vittime? Mercoledì 20 settembre è stata ufficialmente presentata a Roma la prima ricerca nazionale sulla violenza ostetrica.

Un tema troppo spesso ignorato e purtroppo troppo spesso passato in “sordina”, privo di conseguenze disciplinari da parte di chi avrebbe dovuto scegliere il mestiere dell’ostetrica per vocazione.

Dal 2003 sono state contate oltre 1 milione di donne in Italia che ha affermato di di aver subito una qualche forma fisica o psicologica di violenza nel momento delicato del travaglio e del parto.

La terminologia  “violenza ostetrica” non è molto conosciuta ancora nel nostro paese, un concetto che raggruppa tutte le azioni subite da parte della gestante senza il proprio consenso, la mancanza di tatto e rispetto da parte delle ostetriche e di atteggiamenti profondamente rappresentativi delle disuguaglianze di genere, come ha chiarito l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La violenza ostetrica è difficile da riconoscere e da trasformare in un vero e proprio reato a causa di un mancato riconoscimento in generale verso le donne alla loro prima esperienza di parto atte a manifestare il trauma subito da alcuni atteggiamenti poco professionali, da una parte perché alcune pratiche mediche vengono legittimate collettivamente.

La questione è emersa in alcune zone del Sudamerica grazie ad organizzazioni non governative e i gruppi femministi. L’OMS stesso ha rilevato che il numero di donne ad aver subito una violenza ostetrica sfocia in un quadro allarmante e numeroso.

Sotto tale violenza si trovano veri e propri abusi: fisico diretto, abuso verbale, procedure mediche coercitive o non acconsentite come la sterilizzazione, rifiuto alla terapia del dolore da parte del personale medico, carenza di riservatezza, gravi violazioni della privacy, trascuratezza nell’assistenza al parto con complicazioni, fino a mettere in serio pericolo la salute della donna e del neonato.

La lista degli abusi prosegue soprattutto nei confronti di madri adolescenti, madri affette dal virus del’HIV, madri appartenenti a condizioni disagiate, ecc.

Una vera e propria mancanza di professionalità e umanità in un settore lavorativo in cui di umanità e pazienza bisogna invece essere fortemente dotati.

La violenza ostetrica non si riferisce generalmente alle ostetriche in sé ma si estende a tutto il personale ospedaliero presente al momento del parto e del travaglio.

La proposta di legge si concentra sulla salute materno-infantile a livello nazionale, chiedendo di ridurre i tagli cesarei non necessarie e  tutte le pratiche lesive dell’integrità psico-fisica della donna.