Verme Solitario, Sintomi e Come Eliminarlo

Verme Solitario, Sintomi e Come Eliminarlo

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La patologia del verme solitario viene solitamente denominata in questo modo per indicare il termine specifico di derivazione del parassita Taenia Solium, detto comunemente “Tenia”.

Cos’è

Il Taenia Solium è in realtà un verme particolarmente diffuso nell’intero emisfero globale che trova il suo habitat all’interno dell’intestino umano.

Prima di completare il suo ciclo di vita nell’organismo umano, il verme solitario passa per un altro ospite particolare: il maiale. Per contrarre il verme solitario è sufficiente consumare della carne di maiale non cotta alla perfezione.

In tutti gli alimenti che siamo soliti acquistare presso macellerie e supermercati troviamo le larve del verme in questione che possono essere annientate solamente tramite cottura.

Le larve del verme solitario, chiamate con il proprio nome scientifico cisticerchi, sono in grado di proliferare all’interno dell’intestino umano, nella zona del duodeno.

Per svilupparsi correttamente e infestare l’intestino con la presenza del verme le larve necessitano di 60 giorni di incubazione.

Al momento dell’infestazione si assisterà quindi ad un processo denominato cisticercosi. La patologia può diffondersi in qualsiasi parte del mondo, tuttavia le zone a più alto contagio risultano essere i territori dell’Africa, America Latina e Asia, ultime Europa e Stati Uniti d’America.

Sintomi

Il ciclo vitale del verme solitario può compiersi solamente in presenza del suo tramite, ovvero il maiale, come anticipato in precedenza.

La contaminazione avviene in principio nel maiale nutrito di cibo contaminato fecale, contente uova di taenia solium. Le larve aderiscono al tessuto della carne dell’animale dove resteranno annidate, sopravvivendo alla macellazione.

In presenza di carne di maiale cruda e poco cotta avverrà il definitivo contagio delle uova che transiteranno così nell’intestino umano. La nutrizione delle taenia solium avverrà direttamente grazie alle sostanze nutritive ingerite dal soggetto umano.

All’interno dell’intestino il parassita impiegherà circa 60 giorni per raggiungere la sua forma adulta, assumendo le dimensioni massime raggiungibili di ben 5 metri.

Una volta adulto il verme solitario inizierà a deporre le uova all’interno dei proglottidi, le sacche espulse in seguito tramite le feci che andranno a contaminare l’alimentazione dei maiali.

Difficilmente l’organismo umano contrae questa tipologia di annidamento, ma in sua presenza l’infezione assumerà il nome di cisticercosi.

La patologia può provocare stati di epilessia, disturbi a livello neurologico, fino al decesso dell’organismo infettato. In una prima forma iniziale di contagio la presenza del verme solitario può passare inosservata anche per diversi mesi.

Il sintomo più evidente è una perdita di peso ponderale sostanziale seppur in presenza di una corretta alimentazione. Ulteriori sintomi possono essere l’astenia, nausea, mal di pancia, vomito.

Al raggiungimento delle larve del sistema nervoso centrale i sintomi subiscono un peggioramento potenzialmente letale se non curato prematuramente.

Come Eliminarlo

Per diagnosticare la presenza del verme solitario all’interno dell’intestino sarà sufficiente un esame di laboratorio sulle proprie feci.

La terapia in presenza accertata del parassita sarò di tipologia farmacologica e potrà sembrare alquanto disgustosa, ma assolutamente necessaria.

Gli interventi dei farmaci permetteranno il distaccamento della testa del verme solitario dal proprio corpo, permettendo in tal modo la sua espulsione per mezzo delle feci.

L’azione farmacologica fungerà da paralizzante per il verme, prescritta generalmente attraverso l’assunzione di succhi di frutta acidi per permettere il passaggio del principio attivo nel muco, mentre in caso di stipsi saranno integrate delle terapie lassative.

La terapia farmacologica funziona per la maggior parte dei casi, mentre in caso contrario si dovrà ricorrere all’intervento di espulsione chirurgica del parassita.

Per favorire la sua espulsione possono essere introdotti alcuni rimedi naturali quali la carota, l’anice, la curcuma e il sesamo che permetteranno di rafforzare lo stato della flora batterica intestinale.

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