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Ventenne ucciso a Genova e poliziotto indagato, Salvini: “Da cittadino e ministro sono vicino all’agente”

Ventenne ucciso a Genova e poliziotto indagato, Salvini Da cittadino e ministro sono vicino all'agente

Jefferson Tomalà, 20enne originario dell’Ecuador, è deceduto nella giornata di domenica scorsa nella città di Genova a seguito di un trattamento sanitario obbligatorio, Tso, all’interno del quale era stato ferito un agente a coltellate.

Attraverso il social network Twitter il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato: “Non solo da ministro, ma da cittadino italiano e da papà sarò vicino in ogni modo possibile a questo poliziotto che ha fatto solo il suo dovere salvando la vita a un collega” il tutto accompagnato dall’hastag #iostoconchicidifende.

Il giovane 20enne è stato ucciso dallo sparo di un secondo agente intervenuto a difesa del proprio collega. Il capo della Polizia Gabrielli ha invece spiegato: “Ho trovato bene entrambi gli agenti, il collega ferito ancora con i postumi è scosso, ringrazio i medici e la struttura sanitaria per la cura dell’aspetto chirurgico ma anche per quello psicologico, molto importante”.

“Queste vicende lasciano sempre un aspetto di amarezza, perché quando muore una persona, anche se è una persona che delinque, che si è posta in una condizione di offesa nei nostri confronti, credo che non sia mai una cosa positiva e mi fa piacere che di questo ne abbia contezza anche il collega, perché mai dobbiamo perdere quel profilo di umanità che alla fine contraddistingue la nostra attività” ha aggiunto Gabrielli.

Il capo della Polizia ha inoltre rivelato l’ormai vicina dotazione per le forze dell’ordine dei taser, le pistole elettriche già in uso all’interno degli Stati Uniti, al fine di poter agire sulle persone senza provocare danni mortali rispettando determinati intervalli di tempo in merito all’impiego delle stesse.

Il corpo di Jefferson Tomalà sarà sottoposto all’autopsia nella giornata di lunedì prossimo, ma dalle indiscrezioni emerse il ragazzo sembrerebbe aver riportato ben cinque colpi d’arma da fuoco.

In merito alla vicenda il pm Walter Cotugno ha richiesto gli accertamenti necessari riferiti all’utilizzo della pistola d’ordinanza da parte del poliziotto, al fine di verificare le procedure seguite oppure i colpi protratti in eccesso sulla vittima.

“All’agente che ha sparato a mio figlio dico che è un incompetente e non merita la divisa, se la deve togliere” ha dichiarato la madre del 20enne.

Gli stessi legali della famiglia hanno evidenziato: “Ci sono dati oggettivi che ci fanno porre delle domande: era necessario tutto questo, sparare a un ragazzo di 20 anni armato solo di un coltellino da cucina? Il giovane non era un delinquente, gli agenti in casa erano almeno otto e lui è stato colpito ad altezza uomo, non alle parti basse o alle braccia per disarmarlo”.