Esauriente Salute Un test del sangue per prevedere la nascita del bambino

Un test del sangue per prevedere la nascita del bambino

Un test del sangue per prevedere la nascita del bambino

Un test del sangue potrebbe sostituire la classica ecografia e prevedere la data per il parto delle gestanti in 8 casi su 10. Grazie ad un semplice prelievo si potrebbero così prevedere anche le nascite premature, rappresentanti il 6,7% delle casistiche secondo i dati statistici registrati.

Le nascite premature si dimostrano ad alto rischio di mortalità infantile, in incremento soprattutto all’interno dei paesi meno sviluppati. Il nuovo studio è stato realizzato all’interno della Stanford University, pubblicato successivamente sulla rivista Science.

Il nuovo test del sangue potrebbe comportare un risultato efficace su 75-80 gestanti su 100, per un prezzo complessivo inferiore rispetto al costo delle ecografie.

In fase odierna il gold standard si trova in fase di ultimazione per la stima corretta dell’età gestazionale, ovvero il numero di settimane dall’inizio della gravidanza, con la finalità di poter prevedere il termine della stessa, la data del parto, l’imaging tramite ultrasuoni, il calcolo dell’ultima mestruazione.

Gli ultrasuoni si dimostrano un calcolo piuttosto preciso ma eccessivamente costoso, mentre il calcolo basato sull’ultimo ciclo mestruale non risulta sempre corretto, soprattutto in presenza di un ciclo irregolare.

Formulare una data poco precisa del parto può così portare ad una nascita prematura con un possibile parto cesareo. I ricercatori si erano già soffermati in passato sull’importanza della quantità dell’Rna circolante per studiare lo sviluppo del feto.

Sulla base degli studi raccolti sull’Rna di un gruppo di gestanti le previsioni sulla data del parto si sono dimostrate particolarmente veritiere. “Il modello fornisce una visione con super-elevata risoluzione della gravidanza e dello sviluppo umano che non era mai stata ottenuta prima” ha spiegato Thuy Ngo, autore dello studio.

Gli studiosi hanno analizzato il sangue materno suddividendo 9 diverse tipologie di cellule Rna di provenienza dalla placenta, ottenendo una precisione di calcolo pari al 45% della totalità delle gestanti partecipanti allo studio, realizzando un modello campione applicato alle donne in stato di gravidanza.