Trucco Egiziano: Truccarsi come Cleopatra o un Faraone della Civiltà Egizia

Indice dei Contenuti

L’Egitto è uno dei paesi più studiati per la sua storia millenaria e le connotazioni scientifiche e culturali che ha avuto di riflesso sui periodi storici successivi, influenzandone le tematiche a tutti i livelli, siano essi religiosi, politici, astronomici, architettonici e finanche cosmetici.

La storia egiziana inizia con l’unione tra i territori del Basso e Alto Egitto, netta contrapposizione che esiste ed esisterà nel mondo fino alla notte dei tempi: il primo faraone che regnò sul territorio unito su Menes, ma i più famosi che ricordiamo sono sicuramente Tutankhamon il giovane, Akhenaton l’eretico e le figure femminili di potere come Nefertiti e l’emblematica, enigmatica Cleopatra VII, iconografia specifica di bellezza, potere e femminilità.

I Faraoni erano incarnazioni della divinità, simboli di un potere verticalmente assegnato dall’alto alla persona fisica che regnava su un’intera popolazione e su due distinte fazioni: il copricapo e il bastone, illustrati e disegnati nelle opere dell’epoca, sottolineavano questa nuova collocazione territoriale, simbolismo dell’unione avvenuta.  Le piramidi stesse, erano collocate in contrapposizione alle costellazioni celesti che gli antichi Egizi ritenevano importanti, non si sa ancora per quali motivi scatenanti, sicuramente legati a doppio filo alla società e al potere religioso che permeava totalmente la vita quotidiana del popolo Egizio.

Le piramidi divenivano esse stesse tombe nelle quali inserire tutti gli elementi e le persone che avrebbero dovuto servire il faraone anche nel regno dei morti; orpelli e trucchi compresi.

Questa volontà e connotazione molto importante e ingombrante degli elementi storico-religiosi, si riflette anche sulla connotazione che abbiamo utilizzato per rappresentare le immagini dell’epoca, nelle pellicole più famose ambientate nel periodo storico egiziano e/o nell’antico Egitto.

Il trucco egiziano è divenuto un must, grazie agli artisti del make-up che ne hanno evidenziato caratteristiche e particolarità; parliamo di una vera e propria opera d’arte, una tecnica sopraffina di trattamento del viso teso a sottolinearne gli elementi più distintivi dell’anima stessa della persona, gli occhi su tutti.

La capostipite di questo movimento cosmetico è stata sicuramente Liz Taylor che, interpretando Cleopatra, ha affascinato il modo grazie alla sua interpretazione, alla sua femminilità congenita e allo splendore delle sue fattezze dovuto proprio a questo tipo di make up innovativo e scandaloso per l’epoca: il trucco egiziano. Da quel momento il trucco egiziano stesso era quello della procace e avvenente Liz Taylor, mentre si coccolava nel bagno di latte in cui immaginiamo avvolta Cleopatra al fine d’idratare la propria meravigliosa pelle.

Da allora molti truccatori si sono esercitati nell’applicazione di questa nuova tecnica, studiandone le caratteristiche e cercando di applicare varianti e originalità per modernizzare e rendere questo make-up utilizzabile dalla donna e dall’uomo del nuovo millennio, sempre rimanendo però fedeli all’originale filosofia.

Gli elaborati maquillage hanno trovato applicazione sia per le donne, sia per gli uomini, pensando ai faraoni nell’antico Egitto e alle maschere indossate, piene di gioielli, molto colorate e luminose. All’interno delle piramidi, prima citate, sono stati rinvenuti numerosi reperti sui quali erano raffigurate scene quotidiane rappresentative dei momenti di vita vissuta dal popolo egiziano e la cosmetica era molto avanzata da questo punto di vista: le donne e gli uomini appartenenti alle classi dirigenti e nobili conoscevano l’utilizzo del trucco e lo utilizzavano sovente, pur non possedendo conoscenze avanzate nei prodotti di bellezza. La sperimentazione e l’uso di tecniche arcaiche erano alla base di tutto.

Le caratteristiche chiave del trucco egiziano sono le sfumature brillanti, i colori luminosi e le tinte vivide in grado di creare make-up di classe e raffinatezza, illuminando, come già anticipato, il viso stesso e la bellezza di ogni donna o uomo, assurgendone il ruolo divino in terra: il trucco egiziano, se ben fatto, farà apparire la donna come una Dea, gratificandone la vanità e il bisogno di sentirsi apprezzata.

Le testimonianze giunte sino ai giorni nostri di queste pratiche dell’antico Egitto, siano esse relative al look, alle acconciature dei capelli e al trucco stesso, sono state sicuramente fenomeno interessante e trend apprezzato; l’avvicinamento ad una cultura così diversa dalla nostra e così lontana nel tempo e nello spazio è un fenomeno che alimenta spesso i trend e le mode attuali (pensiamo ai tatuaggi e ai piercing caratterizzanti le culture tribali, ora divenute moda ai giorni nostri).

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste il trucco egiziano e quali sono gli elementi e i materiali da utilizzare.

Occhi

La parte più importante di un vero trucco egiziano, riguarda gli occhi, vero e proprio elemento fondante l’intero maquillage. Nel passato, si utilizzava la malachite, un carbonato di rame di colore verde intenso, quasi smeraldo, e la galena, un solfuro di piombo che invece possedeva tinte molto scure. Questi elementi erano diluiti in una soluzione fatta d’acqua, resine e grassi per fare presa sul viso stesso ed erano poi applicate sugli occhi tramite piccoli legnetti intrisi della colorazione, opportunamente miscelata per ottenere il colore desiderato. Purtroppo si trattava di sostanze a elevata tossicità, ma di certo non si poteva pretendere che gli antichi Egizi sapessero di questo.

Gli occhi dovevano essere trattati e marcati da linee molto forti, disegnando l’intero contorno della palpebra. Queste dovevano essere poi colorate in modo sfumato e per mezzo delle dita intrise del colore desiderato; ad esempio, per creare un verde sfumato, si utilizzava appunto la malachite unica a grassi animali e miele.

La tecnica del tratteggio dell’occhio, proseguiva con un collirio nero, il mirwed, applicato sempre con un bastoncino ed era l’antenato del moderno eyeliner, un vero e proprio must per il trucco della donna moderna, irrinunciabile.

In conclusione, un altro bastoncino era intriso di polvere nera, chiamata kohl ed era poi inserito all’interno dell’occhio a palpebra chiusa. Per conferire all’occhio un aspetto allungato, si procedeva da questo punto fino a disegnare una linea nera verso l’esterno, seguendo le fattezze del viso stesso; il risultato era un viso con un fascino inebriante e coinvolgente.

Viso e Labbra

La pelle delle donne e degli uomini egizi, era protetta dal clima e dall’ambiente desertico nel quale vivevano, mediante l’utilizzo di un preparato, un unguento protettivo, realizzato con miele ed essenze profumate di diversa origine. Si procedeva poi a spalmarselo su tutto il corpo, viso compreso.

Già al tempo le guance rosse erano molto ricercate dalle donne, quindi si applicava dell’ocra rossa sul viso per donare alla faccia stessa un aspetto salutare, sinonimo di benessere, lontano dal candore.  L’antesignano del rossetto era prodotto con la stessa ocra rossa, cui però andavano aggiunti grassi, resine e oli per conferire rotondità, profondità e consistenza, oltre che donare un rossore ancor più accentuato.

Corpo

Questa parte ha destato molta curiosità in chi ha studiato i comportamenti e gli usi del mondo Egizio. Si è scoperta la creazione di una crema scrub in grado di ripulire la pelle stessa dalle sue impurità, fatta con il solito miele, molto utilizzato, carbonato di sodio e sale marino in grani grossi. Grazie all’applicazione di questa sorta di crema, gli antichi egizi riuscivano a levigare e ammorbidire la propria pelle.

Ancor più sorprendente è la scoperta di un vero e proprio trattamento anti-age, sintomatico della voglia di non invecchiare già presente millenni or sono nell’essere umano. Per fare questo, gli Egizi preparavano unguenti e utilizzavano sostanze naturali da applicare sulla pelle, il cui scopo ultimo era quello di distenderne le cellule di contrasto alla formazione delle rughe.

Addirittura le donne egiziane utilizzavano un estratto della pianta di ligustro, dal colore rosso vivido per dipingere le proprie unghie, in maniera simile a quanto si utilizza lo smalto odierno.

Se pensiamo che millenni addietro, già gli antichi Egizi, sia uomini, sia donne, fossero attenti alla cura del proprio corpo e manifestavano questa esigenza sperimentando e utilizzando le sostanze che avevano a disposizione, allora possiamo comprendere meglio l’attuale scenario moderno, rimanendo senza parole però per il livello di elaborazione e raffinatezza del trucco e della cosmetica già raggiunto nell’antichità.

Site Footer

Questo sito fa uso dei cookie, anche di terze parti, per garantire ai suoi utenti un'esperienza di uso ottimale. Continuare nella navigazione (scroll, click, ...) equivale all'accettazione dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi