Trovato morto suicida Chester Bennington, il cantante dei Linkin Park

morto suicida Chester Bennington, il cantante dei Linkin Park


La notizia sta facendo il giro di tutti i notiziari e giornali, il cantante Chester Bennington, membro del famosissimo gruppo dei Linkin Park, è deceduto in seguito ad un’azione suicida per impiccagione.

Bennington aveva solamente 41 anni e il suo corpo senza vita è stato ritrovato nella casa di Palos Verdes Estates, nel sud di Los Angeles.

Secondo quanto emerso il cantante soffriva e tentava di lottare da anni contro la patologia della depressione, responsabile di dipendenze quali la droga e il consumo eccessivo di alcool.

Si spegne così Chester Bennington, nella data del 21 luglio 2017, ricorrente al compleanno dell’amico Chris Cornell, deceduto il 18 maggio 2016, per un’azione suicida. Bennington aveva preso parte alla sua veglia funebre intonando in suo onore i versi della canzone Hallelujah di Leonard Cohen.

Il gruppo dei Linkin Park aveva ottenuto un grande successo dal momento del loro lancio sul mercato discografico, collezionando una serie di successi ed hit, complice un genere nu metal con influenze hip hop e rock.

Il successo globale era giunto con il fortunatissimo disco “disco Hybrid Theory”, replicato poi con il disco intitolato “Meteora”.

Le collaborazioni con altri big della musica giunsero in seguito, passando da collaborazioni con Jay Z, incise nell’album “Collision course”.

Solamente pochi giorni fa, nella data del 17 luglio, l’ultimo concerto dei Linkin Park, tenutosi all’Autodromo di Monza, presso la rassegna I Days Festival, ha visto protagonista oltre 80.000 persone in segno di approvazione per i cantanti.



Una folla reduce dell’ultimo album della band, “One More Light”, uscito nel mese di maggio, con toni più soft e melodici rispetto alla durezza dei brani precedenti che li avevano portati alla ribalta.

L’ultimo concerto ha eletto i Linkin Park come il miglior concerto live dell’estate 2017, mentre ad oggi si piange la morte di uno dei suoi protagonisti.

Bennington avrebbe confidato più volte, secondo alcune notizie riportate sui giornali, di essere stato risucchiato dal vortice della depressione, in un sali e scendi devastante per il fisico e per la mente.

In più di un’occasione il musicista si sarebbe soffermato al pensiero della morte, scrutando l’interno di un abisso oscuro e privo di soluzioni nel mondo reale.

I suoi stati di profondo malessere sarebbero emersi con le violenze subite da ragazzino, ancor prima di cadere nella trappola della dipendenza da droghe e alcool.

In altre occasioni aveva ammesso di far uso di acidi per più di dieci volte nell’arco della stessa giornata, sorprendendosi lui stesso di riuscire ancora a parlare in seguito.

Il cantante era nato nel 1976 a Phoenix, in Arizona, all’interno di una famiglia composta dalla madre infermiera e dal padre poliziotto.

Bennington non aveva nascosto i suoi stati mentali di malessere nemmeno all’interno delle sue canzoni, preannunciando forse nel singolo “Heavy” il suo collasso psicologico.