Esauriente Economia Tasse sui rifiuti: attenzione alle bollette “gonfiate”

Tasse sui rifiuti: attenzione alle bollette “gonfiate”

Tasse sui rifiuti attenzione alle bollette gonfiate

La classica tassa sui rifiuti, denominata TARI, è finalizzata alla copertura dei costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a responsabilità di tutti i cittadini privati, ai titolo locali o aree dove si producono materiali di scarto.

A proposito della tassa TARI si dovrà prestare particolare attenzione alla voce “Dettaglio immobili”, variabile da Comune a Comune, soprattutto a riguardo delle assenti uniformità negli avvisi spediti dai Sindaci alle relative famiglie dei cittadini.

Negli stessi avvisi si troverà quindi l’ammontare del Tributo da corrispondere, il quale risulta nettamente maggiorato della quota provinciale. I Comuni si servono dei dati catastali per erogare l’ammontare della cifra sull’imposta, comportando quindi un aumento in presenza della quota fissa e della quota variabile.

La quota fissa rappresenta viene determinata da un costo al metro quadro che dovrà essere moltiplicato in rapporto al totale dei metri costituenti l’intera superficie dell’immobile.

La quota variabile rappresenta un’aggiunta che dipenderà dal numero effettivo degli occupanti dell’immobile, ovvero a seconda del numero effettivo dei residenti all’interno.

Per apporre un esempio, prendendo in esame il costo della quota fissa nella città di Milano, il costo prevederà 1,46504 euro al metro quadro a persona, da moltiplicarsi in rapporto al numero degli abitanti all’interno dell’immobile.

Il deputato Giuseppe L’Abbate ha spiegato: “La quota variabile dovrebbe riportare un valore apprezzabile in corrispondenza del solo appartamento, e la cifra 0 in relazione alla pertinenze. Se per il garage, ad esempio, compare un valore superiore, è quella la cifra che abbiamo versato in più e di cui possiamo richiedere il rimborso entro cinque anni dal versamento”.

Il presidente del Movimento difesa del cittadino, Francesco Luongo, ha inoltre aggiunto: “Purtroppo le cartelle di pagamento dei vari Comuni hanno una veste grafica diversa tra loro e spesso sono poco trasparenti”.

Risulta così estremamente complicato muoversi in autonomia in presenza dell’imposta TARI per verificare di non essere “truffati” in qualche modo dagli importi relativi ai conteggi effettuati dai vari Comuni.

In presenza di un effettivo errore di calcolo il Comune avrà 180 giorni di tempo per risarcire il cittadino, mentre se tale somma non sarà erogata entro 60 giorni si potrà presentare istanza presso la Commissione Tributaria Provinciale.