Studenti in Protesta contro il caro-Università: le borse di studio non bastano

Più che borse di studio, visto il sistema di pagamento e soprattutto l’aumento dei costi di iscrizione e tassazione, bisognerebbe parlare di semplici “rimborsi”: questa è solo una delle denunce che gli studenti, nelle ultime settimane, stanno portando avanti contro un sistema universitario in cui non sembra più garantito il diritto allo studio.

Le borse non bastano. L’associazione studentesca Link cita innanzitutto la Costituzione, che sancisce che “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”: se i giovani meritevoli non mancano, è invece il secondo aspetto a essere sempre più critico, anche a causa di ritardi e risorse risicate. Per fare un esempio, nella maggioranza dei casi la prima rata della borsa arriva solo a dicembre, due mesi dopo l’inizio dei corsi, e in regioni come Sicilia, Campania e Calabria gli studenti oggi, a 2018 iniziato da oltre tre mesi, aspettano ancora i soldi dello scorso anno accademico.

Ritardi e pochi fondi. La macchina burocratica si è inceppata, lamentano le associazioni studentesche, che ricordano come i fondi per le borse arrivino sia dalle Regioni che dalle coperture del Fondo integrativo statale, che quest’anno vale 217 milioni di euro. Complesso anche il sistema di assegnazione dei soldi nazionali: l’ultimo decreto stabilisce come calcolare i bisogni stagionali delle regioni italiane basandosi non più sulla spesa storica, ma su nuovi valori standard. Ed è arrivato (anche questo) in ritardo di quasi nove mesi dalla data prevista, e attualmente ancora non è stato pubblicato il riparto delle risorse delle Regioni, che doveva essere pronto lo scorso settembre e deve comunque passare prima per la conferenza stato-regioni.

Le iniziative private. Un quadro quasi deprimente, che condiziona anche il profitto degli studenti, visto che le spese non si fermano, e che di sicuro non consente ai più bisognosi in termini finanziari di poter pensare ad altre iniziative o attività parallele; ecco perché la European Funding Guide, start up specializzata in finanziamenti internazionali, e il sito di sconti online Piucodicisconto hanno deciso di lanciare un progetto innovativo per gli studenti “alternativi”.

Un finanziamento innovativo e alternativo. Anziché basarsi tradizionalmente sul rendimento accademico e sulla media dei voti, infatti, le borse di studio assegnate da questo progetto sono destinate ai giovani che si impegnano anche in altri contesti, soprattutto nel campo della beneficenza o del sociale. Tra i profili invitati a candidarsi ci sono ad esempio studenti con “idee folli” che necessitano di un supporto economico per metterle in atto, “fenomeni dei coupon” che strategicamente risparmiano sulle spese per finanziare un progetto non-profit o, ancora, geniali viaggiatori low cost che pensano in grande e cercano sponsor.

Un premio a chi osa. Più in dettaglio, nel bando viene spiegato che il sostegno finanziario – di entità complessiva superiore ai 10 mila euro – è dedicato agli “studenti che si sforzano di rendere possibile l’impossibile, spesso senza fondi o aiuto”, e in modo particolare ai giovani che “non vengono presi sul serio quando sognano in grande”. Le due start up promotrici dell’iniziativa intendono in questo modo incoraggiare studenti dalle performance “ordinarie” a dar vita ai loro progetti “straordinari”, che possano anche avere un effetto positivo sull’Italia.

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