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Stipendi, tutti gli aumenti per fascia d’anzianità, ma arriva la beffa dal 2019

Stipendi, tutti gli aumenti per fascia d’anzianità, ma arriva la beffa dal 2019

In questa mensilità in corso di giugno dovrebbero vedersi aumentare anche gli stipendi salariali per un’esigibilità anticipata al 22, nella giornata di venerdì anziché nella giornata di sabato.

Nonostante un aumento degli stipendi alcune problematiche potrebbero però insorgere con l’arrivo del 2019, in prossimità del rinnovo del contratto al 31 dicembre prossimo, esigendo una risposta in correlazione “dell’elemento perequativo” sancito con l’introduzione del contratto 2016/2018.

L’elemento perequativo ha permesso agli stipendi bassi di percepire circa 80 euro di aumento, una predisposizione che sarà protratta sino al termine della mensilità di dicembre 2018.

In assenza di interventi tempestivi gli stipendi subiranno una diminuzione pari al 50% verso i salari dei dipendenti della scuole pubbliche, prevedendo un taglio più consistente in correlazione alle somme più basse. I docenti presentanti un’anzianità media subiranno un taglio sino a 3/4 dello stipendio, prevedendo invece per i dipendenti Ata una detrazione a 29 euro.

Con l’arrivo del prossimo autunno gli stipendi potrebbero così vedersi diminuire entrando a far parte per la prima volta di una manovra ai danni dei lavoratori dipendenti, instaurando un primato all’interno della storia repubblicana.

In previsione di un taglio sugli 80 euro introdotti dal Governo Renzi la faccenda potrebbe assumere caratteri critici riferiti agli stipendi più bassi, per un risvolto insostenibile riferito soprattutto ai lavoratori Ata.

A partire da gennaio 2019 li stipendi subiranno un taglio pari a 29 euro, oltre un terzo sugli 80 euro concessi dal precedente Governo Renzi, mentre gli stipendi dei giovani docenti delle scuole primarie subirà un taglio pari a 19 euro circa.

L’esigibilità dell’erogazione del pagamento stipendiale viene attualmente corrisposta e suddivisa al giorno 23 di ogni mese attraverso una rata ordinaria; al 27 di ogni mese attraverso una rata ordinaria comparto Sanità; entro 10 giorni lavorativi dal termine Emissione Urgente e Speciale.

Con il termine di esigibilità ci si riferisce all’accredito effettivo posto all’interno dell’istituto di credito impostato per la ricezione del pagamento dello stipendio professionale.