Singhiozzi in Gravidanza: Cause, Rimedi e Conseguenze

Come sappiamo, la gestazione, detta anche gravidanza, è uno dei periodi più belli della vita di una donna, ma è anche un lasso di tempo durante il quale una coppia diventa estremamente fragile e piena di preoccupazioni e ansie sul nascituro, sul futuro e sul presente.

La donna porta nel proprio utero il prodotto della fecondazione e il termine gravidanza deriva naturalmente dall’aggettivo sostantivato latino gravidus, letteralmente appesantito, gravato, proprio a sottolineare questo stato pregnante del soggetto femminile che porta con se un nuovo nascituro (e a volte più di uno).

Durante la gravidanza, i fenomeni fisiologici e naturali noti, possono assumere ben altro carattere e incutere a volte timore, soprattutto in chi affronta questa particolare fase della vita per la prima volta.

Il singhiozzo avviene dopo la contrazione ripetuta e involontaria del muscolo diaframma, definita mioclonica, con frequenza alta, più volte al minuto; anche in questo caso la parola deriva dal latino singultus per indicare l’atto stesso del respiro durante il singhiozzo. Deriva da un’azione involontaria, non provocata dalla coscienza, durante la quale la contrazione del diaframma è seguita dalla chiusura delle corde vocali provocando il classico suono onomatopeico che associamo idealmente al singhiozzo stesso: hic.

In gravidanza il singhiozzo è comunque un evento normale, poiché riflette le modifiche fisiologiche di un corpo che si adatta a questa nuova e particolare modalità di funzionamento. Pur essendo un evento di poco conto normalmente, bisogna comunque prestare attenzione nel caso di attacchi di singhiozzo per una mamma in gravidanza, perché l’evento di contrazione del diaframma riduce l’attività respiratoria e durante la gestazione questi fenomeni vanno controllati sul nascere, senza ansie, ma con cognizione di causa.

Perché viene il Singhiozzo

Come abbiamo accennato il singhiozzo è una semplice contrazione del diaframma, il muscolo connesso, spesso indotta dall’irritazione del nervo frenico. Il rumore che proviene da un soggetto che manifesta questo fenomeno fisiologico, è dovuto alla chiusura improvvisa della valvola situata tra l’apparato digerente e quello respiratorio, la glottide vicina alle corde vocali che sono coinvolte in questa dinamica.

Come ben noto, l’ossigeno è un elemento molto irritante dei tessuti e, durante la gravidanza, nella donna accade un aumento di questo in modo anche consistente, nell’ordine del 30-40% in più; questo processo, oltre a infiammare il nervo frenico, altera i meccanismi fisiologici normali della respirazione, inducendo a volte il singhiozzo stesso.

Dopo aver mangiato, inoltre, possiamo riscontrare questo fenomeno soprattutto se abbiamo consumato il nostro pasto troppo velocemente o abbiamo mangiato molto, proprio per la creazione di gas interni e la conseguente irritazione dei tessuti interni e del nervo protagonista. In casi molto più rari, il singhiozzo può indicare patologie e scompensi degli organi interni come i reni, i polmoni o l’apparato gastro-intestinale. Se l’attacco si risolve senza alcun intervento di sorta o comunque grazie a un rimedio domestico, non  bisogna preoccuparsi, mentre occorre rivolgersi a un medico se il singhiozzo diviene cronico e non passa: senza frenesia, né ansia che alimentano anzi il fenomeno fisiologico stesso. Se persiste per ore o si ripresenta frequentemente allora può essere indizio di qualche patologia, ma l’utilizzo del verbo potere non è casuale: se gli attacchi avvengono nella stessa giornata, crescono d’intensità e hanno una frequenza di ciclo ogni una o due ore, allora si può pensare a uno scompenso epatico o, più raramente, renale.

La reale causa del singhiozzo è però ancora sconosciuta, nonostante l’indicazione del nervo frenico, ma non ci sono studi approfonditi al riguardo, perché non ci sono conseguenze di questo particolare fenomeno.

Singhiozzo Feto

Il bambino nella pancia della mamma non risentirà né subirà conseguenze dal singhiozzo materno; pur tuttavia potrà anch’esso manifestare il singhiozzo stesso. Se avrai la sensazione di qualcosa che pulsi nella tua pancia, non dovrai preoccuparti troppo perché probabilmente sono degli spasmi del piccolo che cresce e che inizia a esprimere tutti i comportamenti fisiologici normali degli esseri umani formati, soprattutto durante il nono mese. Non sono rari i casi nei quali, durante la registrazione del battito cardiaco fetale, si possa identificare un rumore sordo simile al tipico suono del singhiozzo.

Il feto, come ben sappiamo, non respira nell’utero e utilizza la placenta temporaneamente per procacciarsi l’ossigeno di cui ha bisogno, poiché i polmoni sono collassati, in attesa di funzionare, una volta nati. Nonostante l’assenza di attività respiratoria autonoma e propria, il singhiozzo fetale prova la voglia del nascituro nell’iniziare a contrarre ed estendere i muscoli della gabbia toracica associati alla respirazione. Se poi è presente molto liquido amniotico, quello nel quale è immerso il feto stesso, il singhiozzo ha anche una funzione vera e propria nell’impedire al liquido presente di entrare nei polmoni in modo da consentire queste prove di respirazione successiva, senza danno alcuno; se pure il feto dovesse ingerire del liquido, questo sarà prontamente espulso da questi spasmi e forse andrebbe ricercata in quest’ottica la causa generatrice di questo processo fisiologico.

Rimedi

Molti dei presunti rimedi del singhiozzo sono leggende, dicerie spesso legate al carattere superstizioso tipico del popolo. Molti di noi si sono sentiti dire che sarebbe bastato essere traumatizzati da un grosso spavento per veder passare magicamente il singhiozzo stesso, ma non esiste una correlazione positiva degna di nota. Semmai si può pensare che lo spavento tolga l’ansia e la preoccupazione che spesso genera e alimenta il fenomeno stesso; oramai sappiamo che, concentrandoci su un determinato problema, questo non sparisca, anzi, si amplifichi.

Per quello che ne sappiamo, vale sempre la medesima regola di buon senso: aspettando qualche minuto, lo spasmo tenderà a regredire fino a scomparire.

Possiamo comunque ricorrere a dei rimedi che non comportano certamente danni, sperimentando su noi stessi, conseguenze e risultati:

  • Beviamo rapidamente piccoli sorsi d’acqua non troppo fredda;
  • Beviamo un cucchiaino d’aceto o di limone;
  • Tratteniamo il respiro per un po’;
  • Starnutiamo.

Nel caso fosse un bambino ad aver a che fare con un singhiozzo, non spaventiamolo, ma tranquillizziamolo e cerchiamo di indurre lo starnuto stimolando il nasino con un piccolo massaggio.

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