Sindrome dell’Abbandono, come Superarla senza Conseguenze

L’uomo è un essere sociale e non è stato creato per restare da solo; una delle sue più grandi paure è appunto quella dell’abbandono che spesso affligge gran parte delle persone. Restare soli in casa, ad esempio, è la cosiddetta Ecofobia, ma è un elemento troppo restrittivo per quanto riguarda l’articolo e il tema oggetto d’indagine. Noi vogliamo analizzare la vera paura della solitudine, senza nessun rapporto affettivo ed emotivo o qualcuno che si prenda cura di noi.

A volte tutti noi possiamo provare questo timore di origine antica, ma spesso ci conviviamo senza nessun tipo di trauma, svolgendo la nostra routine in maniera ripetitiva e costante, limitando quindi il pensiero stesso. Quando però un evento imprevisto irrompe nella nostra quotidianità ovvero quando la paura stessa diventa insostenibile, allora sfocia in una vera e propria sindrome sfociando nella sintomatologia patologica che comporta un disagio forte, l’angoscia e finanche la depressione.

Non esiste una fase particolare della vita nella quale si ha un picco di questa sindrome, ma spesso l’abbandono è legato alla figura ingombrante di una persona a noi vicina; ingombrante nell’accezione positiva del termine. Pensiamo, ad esempio, a un bambino nei confronti della propria mamma o nella paura stessa di un adulto che possa perdere un amore rilevante o una persona assai cara.

La paura non è solo legata alla convinzione stessa che la persona possa andare via e allontanarsi da noi, ma spesso si fonde a doppio filo con la paura della morte, un trauma connesso indissolubilmente al concetto stesso di abbandono; questa sensazione di continua inquietudine genera ansia in chi prova questo sentimento, sfociando spesso nella patologica convinzione di essere sul ciglio del burrone, a un passo dal baratro. La dipendenza stessa del rapporto non prevede la separazione come eventualità possibile e spesso chi soffre di questo tipo di disturbo tende ad avere un forte controllo sul rapporto e sulla persona cara stessa, proprio per paura di perdere questo legame, cercando di annullare tutte le cause imprevedibili e impreviste.

L’origine di questa sindrome è assai antica e spesso legata ad accadimenti familiari che hanno segnato profondamente la coscienza di chi soffre di questa paura: molto spesso troviamo tracce di abbandoni veri e propri o di rapporti trascurati ovvero di lutti nella vita passata del soggetto.  La persona adulta che può soffrire della sindrome da abbandono è convinta di non poter vivere in modo indipendente, ma solo in funzione di qualcun altro e non ha quindi un’alta considerazione intrinseca di se stesso; nel bambino la questione è differente e legata al rapporto madre-figlio di difficile comprensione e sicuramente molto legato alla dipendenza e ad aspetti istintivi e irrazionali.

In quest’ottica, l’adulto stesso mostra un lato infantile prevalente, il cui inconscio è caratterizzato da questo bisogno di cure da parte delle persone vicine; non ci si rende conto che si possa provvedere da se a questa necessità dando al proprio “fanciullo abbandonato” le sicurezze e le cure di cui necessita, chiaramente a livello psicologico.

Purtroppo questa fragilità emotiva può sfociare in una serie di manifestazioni comportamentali malsane, come già anticipato: gelosia, manipolazione, controllo, ricatti morali, annullamento del proprio io e la perdita di obiettività del rapporto sono solo alcuni di queste emanazioni ordinarie, indicative di un malessere interiore che possono condurre a una dipendenza affettiva e a conseguenze anche gravissime.

Prima dell’insorgenza di questi sintomi e della cronicizzazione della sindrome da abbandono, sarebbe molto utile rivolgersi a uno psicoterapeuta che ci conduca attraverso i meandri del nostro inconscio alla ricerca delle cause scatenanti di questa paura, imparando a gestire e analizzare questi pensieri così ossessivi. La creazione di una forte autostima è il passo successivo, in modo da raggiungere una consapevolezza di se e un amor proprio solido; l’eventuale perdita e l’abbandono, nel caso avvengano, saranno così traumi ed eventi assorbiti e attenuati da queste sicurezze acquisite, lacerando la coscienza individuale non così profondamente come sarebbe avvenuto altrimenti.

Chiaramente non dovremo esagerare sfociando in comportamenti ego-maniaci: anche nella psicologia, così come dicevano i latini, in medio stat virtus. L’equilibrio e la ricerca di una tranquillità interiore sono aspetti molto connessi e universalmente riconosciuti, sia dalle scienze occidentali applicati come la psicologia derivata dalle scuole successive a  Jung e Freud, sia da quelle orientali dove la meditazione e le energie e l’equilibrio di questi sono aspetti riconosciuti e fondanti.

L’abbandono della paura di essere lasciati soli, sarà anche un viatico e il nulla osta a una relazione sana ed espressiva con la possibilità di vivere in toto il rapporto senza annullarsi nei confronti dell’altro. I consigli sono quindi, in sintesi, questi:

  • Familiarizza e renditi consapevole di questa vulnerabilità, accettandola;
  • Fai un salto nel passato, anche grazie alla psicoterapia per comprendere le cause scatenanti del disagio e spiegare razionalmente questa paura;
  • Osserva i sentimenti di abbandono, divenendo consapevole delle manifestazioni quando esse sfociano nei sintomi che tutti intorno a te vedono. Bisogna convivere con essa stando soli con se stessi e analizzandosi piano piano fino a giungere a una sorta di patto emotivo;
  • Evita partner instabili o che non vogliono impegnarsi pur se attraenti. Ricerca, invece, una relazione equilibrata che mostri stabilmente le due differenti identità, senza alterazioni di sorta. Non si deve essere dediti all’altro in modo totale, ma inclini a se stessi e coerenti con il proprio io.
  • Lascia al partner il suo spazio, senza farti sopraffare dalla gelosia e dalla smania del controllo.

Site Footer

Questo sito fa uso dei cookie, anche di terze parti, per garantire ai suoi utenti un'esperienza di uso ottimale. Continuare nella navigazione (scroll, click, ...) equivale all'accettazione dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi