Salvini detta le condizioni dell’incontro con Macron



Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è dichiarato pronto all’incontro con il presidente francese Emmanuel Macron, ma sotto alcuni dettagli da lui stesso predisposti come riportato dal quotidiano il Giornale.

La Francia ha difatti richiamato il proprio ambasciatore Christian Masset attraverso una mossa diplomatica senza precedenti al culmine delle tensioni tra Parigi e Roma. La portavoce francese ha spiegato il richiamo dell’ambasciatore a Roma ‘per consultazioni dopo che per vari mesi la Francia è stata soggetta ad attacchi infondati e senza precedenza, dichiarazioni oltraggiose’.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è detto pronto e disponibile al dialogo, voltando pagina per il bene del proprio popolo. Nonostante la nuova presa di posizione il ministro dell’Interno Salvini ha stabilito tre questioni fondamentali che dovranno essere rispettate dai francesi.

Nel giorno del 21 gennaio scorso il ministero degli Esteri francese aveva richiamato Teresa Castaldo, l’ambasciatrice italiana a Roma, a seguito delle parole del ministro del Lavoro Luigi di Maio in merito alla moneta coloniale, definite ‘inaccettabili’ dalla Francia. I rapporti con il paese francese sono stati condizionati dal tema acceso sull’immigrazione al momento dell’insediamento del Governo giallo-verde.



Secondo Parigi tali attacchi contro il paese non si verificavano dal periodo della Seconda Guerra Mondiale. All’interno della nota francese si legge: “Le ultime ingerenze costituiscono una provocazione aggiuntiva e inaccettabile”.

“Noi siamo pronti e disponibili con spirito costruttivo a voltare pagina per il bene del nostro popolo” ha sottolineato Matteo Salvini. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inoltre spiegato: “Bisogna difendere e preservare l’amicizia con la Francia ed esprime tutta la sua inquietudine sul caso diplomatico parlando di grande preoccupazione per la situazione. Chiedendo di ristabilire subito il clima di fiducia”.

Il premier Giuseppe Conte ha inoltre aggiunto: “Il rapporto tra Italia e Francia ha una radice antica di ordine culturale ed economico e non può essere messo in discussione. Di Maio ha incontrato i gilet gialli come leader di partito” difendendo l’incontro con il ministro del Lavoro.