Roma, al via la manifestazione unitaria dei sindacati: ‘Il governo torni indietro dal digitale’



La manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil, dapprima prevista in piazza del Popolo e poi spostata, si è soffermata sulla necessità di un ritorno da parte del Governo rispetto alla realtà virtuale.

Il tema del confronto ha sottolineato la necessità di prestare un maggiore ascolto ai lavoratori, ritornando per la prima volta in piazza a Roma dal 2013. La manifestazione è iniziata partendo da piazza della Repubblica concludendosi in piazza San Giovanni.

I segretari Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno sottolineato: “Meno stati sui social, più stato sociale. Subito una legge per la non autosufficienza. Non siamo il vostro bancomat. C’è solo una razza quella umana” tra gli slogan della manifestazione.

Nel complesso sono stati programmati 1.300 pullman, 12 treni straordinari, 2 navi e oltre mille arrivi con voli. Sul palco la presenza e la testimonianza di un’infermiera del 118, una pensionata, una delegata della scuola e un lavoratore edile, , un rider, un delegato dell’ex Ilva di Taranto.



“È meglio che il governo torni indietro perché altrimenti va a sbattere. Credo che sia una bella giornata. La gente che è venuta vuole cambiare, vuole partecipare e non è contenta di quello che sta succedendo” ha dichiarato Landini.

“Ci vuole una trattativa che modifichi radicalmente la legge Fornero perché quota 100 non basta: c’è ancora un problema per le donne e per i giovani”.

“Il governo esca dalla realtà virtuale e si cali nel mondo reale, del lavoro. Il governo deve cambiare la linea economica perché l’Italia è ad un passo dalla recessione economica e bisogna cambiare assolutamente rotta” ha spiegato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

Il leader della Uil Barbagallo si è soffermato sulle questioni: “Non può essere autoreferenziale perché l’economia sta andando male e un governo del cambiamento non può cambiare il Paese in peggio.

Noi siamo sempre stati per il confronto” ribadisce ancora Barbagallo che spiega come contatti con l’esecutivo, dopo l’ultimo incontro con il premier Giuseppe Conte, non ci siano stati. Eravamo rimasti che ci saremmo rivisti e Conte sa che non è per dirci buongiorno”.