Esauriente Economia Riforma pensioni: Lega e M5s pronti a tagliare quelle d’oro

Riforma pensioni: Lega e M5s pronti a tagliare quelle d’oro

Riforma pensioni Lega e M5s pronti a tagliare quelle d'oro

Le pensioni più alte, denominate comunemente pensioni d’oro, saranno soggette alla perequazione incrementata nel 2019, ma non soltanto. Come preannunciato dai programmi elettori della Lega e del Movimento 5 Stelle saranno diverse le nuove modifiche sull’argomento.

Lo stesso leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha pubblicato un video all’interno del social network Facebook evidenziando il punto della trattativa tra Lega e M5s promettendo il carcere per tutti gli evasori fiscali, oltre al taglio netto sulle pensioni d’oro.

Nel frattempo non sono ancora stati specificati i punti salienti dei nuovi provvedimenti che potrebbero essere introdotti con l’effettiva formazione del Governo esecutivo, ma in tutta probabilità i tagli saranno indirizzati alle pensioni al di sopra dei 5 mila euro mensili.

Dal 1 gennaio 2019 inoltre le pensioni assumeranno un importo maggiorato rispetto a quanto assistito in precedenza in seguito alle rivalutazione dei trattamenti previdenziali. Il tema delle pensioni sarà quindi rivalutato in conseguenza all’incremento dell’inflazione impedendo la svalutazione dell’assegno in correlazione al passare del tempo.

Tale metodo prevederà una suddivisione in cinque scaglioni di reddito con percentuali di rivalutazione, sotto una valutazione inferiore per tutte le pensioni più corpose con modifiche non significative per il resto dei pensionati a somme inferiori ai 5 mila euro.

Entrambi i partiti risultati vittoriosi all’interno delle scorse elezioni del 4 marzo, la Lega e il Movimento 5 Stelle, risultano entrambi d’accordo a riguardo del superamento della Legge Fornero in previsione dell’introduzione della Quota 100 e Quota 41.

Durante la campagna elettorale inoltre entrambi gli schieramenti politici si sono espressi anche sulla possibilità di erogare un   reddito di cittadinanza e un aumento delle pensioni minime. Tra le diverse proposte e versioni di modifica la più accreditata rimane quella del taglio delle pensioni d’oro superiori ai 5 mila euro.

I due partiti puntano così al taglio delle pensioni d’oro sotto un’approvazione popolare in attesa di un’approvazione esecutiva delle promesse rilasciate in campagna elettorale.

Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, ha sottolineato: “I 41 anni per la pensione di anzianità e quota 100 rappresentano alcuni aspetti importanti del problema, ma non vanno dimenticati anche i temi della flessibilità in uscita, con la possibilità di andare in pensione dopo i 62 anni”.