Esauriente Salute Regimi alimentari ferrei: ecco cosa succede al corpo

Regimi alimentari ferrei: ecco cosa succede al corpo

Regimi alimentari ferrei ecco cosa succede al corpo

Quali sono le conseguenze di un’alimentazione ipocalorica particolarmente restrittiva e prolungata nel lungo periodo? Mettersi a dieta spesso non basta e la maggior parte di noi, almeno una volta nella vita, si è ritrovato alle prese con un’alimentazione eccessivamente ferrea a rischio per la salute dell’organismo.

In inglese viene definita “crash diet” ed indica i regimi alimentare intensivi a dura prova per il metabolismo, il corpo e la mente. Secondo gli ultimi dati evidenziati dall’European Society of Cardiology questi regimi alimentari “pericolosi” rallenterebbero, anche se in via transitoria, le funzionalità cardiache, in particolar modo la capacità di pompare il sangue.

Le diete eccessivamente restrittive, al limite del digiuno e molto spesso fautrici del digiuno stesso, comportano alcuni effetti negativi spiegati dal medico nutrizionista Filip Koidis nel corso del breve e del lungo periodo con un effetto di conseguenze semestrale.

In presenza di un’alimentazione restrittiva l’organismo umano tende a consumare minore energia, riducendo l’effetto termogenico impiegato per la digestione, rallentando il metabolismo generale e quello basale a riposo, modificando l’umore del soggetto, assimilando ogni caloria introdotta come invece non avviene in presenza di un’alimentazione regolare.

Il corpo subisce inevitabilmente delle conseguenze a partire già da 12 ore di regime alimentare ipocalorico restrittivo preparandosi al digiuno e utilizzando tutti gli zuccheri ingeriti come carburante.

A partire dalle 24 ore la diminuzione del glucosio comporta un’innalzamento dei valori di cortisolo, promuovendo una sensazione di gonfiore maggiore rispetto al periodo precedente la dieta.

48 ore dopo il glucosio appare totalmente consumato mentre l’organismo stesso non risulta in grado di distinguere il digiuno dalla scarsità di cibo, rallentando il metabolismo per risparmiare energie. In questa fase ogni caloria introdotta sarà quindi immagazzinata.

Circa 72 ore dopo l’organismo tende a bruciare massa muscolare in alternativa a quella magra, mentre successivamente ad una settimana il pensiero dell’alimentazione tende a trasformarsi in una vera e propria ossessione, con carenze nutrizionali evidenti, soprattutto a carico delle vitamine.

Dopo un mese di tempo il rischio di cadere nella fame nervosa si fa drasticamente più elevato, mentre in corrispondenza di un semestre l’organismo risulta modificato al punto da assimilare ogni grasso introdotto.