Pragmatico, Significato e Comportamento di una Persona Pragmatica

Significato

Il termine “Pragmatico” non è certo un termine colloquiale, né molto utilizzato nella lingua parlato, ma ne troviamo sempre più traccia quando leggiamo un libro tecnico oppure quando leggiamo un articolo di un giornalista molto avvezzo ad utilizzare simili termini arcaici. Pragmatismo, infatti, deriva dal greco e si traduce semplicemente con il verbo azione; il pragmatismo ha caratterizzato addirittura un movimento filosofico a sostegno dell’attività pratica in contrapposizione a quella teorica e astratta, finalizzata a focalizzare mente e corpo direttamente per la realizzazione di un fine concreto.

Questa filosofia ebbe origine negli Stati Uniti, alla fine del XIX secolo e successivamente prese piede anche nel vecchio continente; fu la prima corrente di pensiero americana creata ed elaborata autonomamente. Il padre ispiratore fu Ralph Wando Emerson e un suo discepolo, John Dewey, in seguito rielaborò i principi descritti in una nuova filosofia chiamata Strumentalismo.

Il termine pragmatism stesso fu un neologismo coniato da Peirce, uno dei due fondatori del movimento, mutuando il senso dalle scritture di un filosofo del passato, Immanuel Kant che distingueva la cosiddetta ragion pratica in contrapposizione a una ragion pragmatica, rappresentante la razionalità finalizzata a un concreto obiettivo.  Anche se in fondo c’è una certa differenza concettuale tra i principi enunciati dal filosofo tedesco e quelli più moderni del movimento del pragmatismo.

Cosa significa, però, nella sua concezione moderna e quali sono le caratteristiche di una persona che è definita pragmatica nel linguaggio tradizionale?

Comportamento di una Persona Pragmatica

Le persone pragmatiche sono quelle orientate al fare più che al pensare, focalizzate sulla concretezza e sul materialismo meno surreale possibile: la persona che si taccia di quest’attributo, solitamente ha ben chiari e definiti gli obiettivi realistici, li visualizza e attua ogni singola azione o passo al raggiungimento tangibile di questi traguardi. Il termine pragmatico deriva, come abbiamo detto, dal greco “pragmatikòs” e a livello etimologico significa appunto azione, attinente ai fatti, concernente le cose. Come anticipato nella descrizione storica precedente, ha avuto un chiaro riflesso anche nella materia filosofica, sostenendo la tesi principe secondo la quale la verità più profonda di un assioma stia nella verifica della sua applicazione e nell’utilità reale contestuale: in questo senso, dà il perché delle cose nelle cose stesse, denunciando il bisogno di essere presenti a se stessi e non trascendere.

In quest’ottica, la contemplazione e la meditazione chiaramente di pura impronta orientale, sono escluse, lasciando lo spazio all’intervento e all’azione preponderante sul mondo e sulla sua essenza intrinseca. Questa concezione e il ritorno alle applicazioni più tecniche, perdute nella notte dei tempi, si sono riflesse sulla forma mentis degli individui nell’ultimo secolo, tanto da far divenire l’espressione dell’essere pragmatico, una vera e propria ragione di vita e di approccio alle circostanze.

Essere Concreti

Se siamo dei pragmatici, saremo quindi orientati sistematicamente a realizzare concretamente i nostri obiettivi, focalizzandoci razionalmente sui passi successivi da intraprendere, uno alla volta, fino a raggiungere il fulcro della nostra attenzione. Per fare ciò, applicheremo energie e forze mentali nei gesti, nelle azioni e nell’utilizzo di mezzi e qualsiasi cosa ci sia utile alla generazione di esiti concreti e tangibili, fisicamente rappresentati e visualizzati grazie ai cinque sensi.

Il pragmatico non cerca di raggiungere i sogni, né si lascia andare a sentimenti di sorta, ma rivolge il proprio sguardo alla concretezza, cercando di comprendere gli aspetti pratica delle cose al fine di eseguire azioni e reazioni nel miglior modo possibile: in questo senso somiglia molto ad un approccio scientifico e puntiglioso.

Se siamo dei pragmatici, quando dovremo affrontare il problema, non rimugineremo sulle cause che l’hanno generato, ma ridurremo le nostre energie alla sola mera soluzione, in modo efficace ed efficiente, nel minor tempo possibile e con una positiva conclusione della questione. Non ci ridurremo alle sole azioni, ma raggiungeremo una vera e propria forma mentale improntata alla praticità e alla ricerca di aspetti utili in tutte le situazioni di problem solving, ottimizzando le risorse scarse che sono appannaggio degli esseri umani.

I pragmatici non stanno fermi, né si lasciano trascinare per inerzia, semmai sono intraprendenti e trasmettono sicurezza anche nelle persone che li circondano; spesso sono scelti dalle migliori organizzazioni  e posti come leader proprio per questa loro peculiare natura che li rende abili nel dirimere questioni e veicolare energie di un intero team.  In quest’ambito, la persona che è contraddistinta da una forte propensione al pragmatismo, riuscirà a prendere in mano le situazioni anche più complesse, dipanando matasse anche complesse e modificando la realtà senza lasciarsi fuorviare da futili riflessioni e ricerca del senso della vita o significati aulici.

Lavoro

Per chi ci offre un lavoro, caratteristiche come intraprendenza e praticità sono spesso molto ricercate, come abbiamo accennato nel paragrafo precedente. Agire in modo pragmatico, infatti, consente alla persona di razionalizzare le situazioni e i molteplici aspetti dell’attività lavorativa, semplificando i processi, epurandoli da attributi non significativi, fuorvianti e non necessari. Se assegniamo un compito a un soggetto portatore sano di questo attributo, riusciremo presto a verificare l’atteggiamento poco ansioso e costruttivo della persona che riuscirà a portarlo a termine con successo e in breve tempo, caratterizzando la propria azione attraverso la definizione di meta-mete, milestones via via sempre più pregnanti fino al risultato finale.

Quest’aspetto è quasi assicurato, perché il pragmatico è capace di definire obiettivi e assegnare priorità a questi, in modo concreto, obiettivo e oggettivo, senza disperdere la propria azione in perdite di tempo e distrazioni irrazionali spesso poco utili, finanche dannose.  Queste persone sono organizzate, determinate e consapevoli di se e del loro agire; di solito non si scoraggiano di fronte a un fallimento, ma imparano da questo, ponendo la prima pietra per una nuova partenza. In quest’ottica, il pragmatico è una persona molto avvezza alle caratteristiche dello startupper, la nuova figura emergente nel panorama mondiale del business che si sta innovando e ammodernando.

Vita Personale

Il pragmatico ha anche una vita personale, non è certo un asociale, ma riflette le sue peculiarità anche in quest’ambito, spesso legato invece ad aspetti irrazionali ed emotivi. I soggetti di questo tipo sono capaci di ragionare e progettare la vita di coppia e la propria in ragione di passaggi di crescita mai banali, anzi, voluti e programmati. Il loro agire è spesso legato a risolvere i problemi che gli si pongono di fronte, nonché le diverse circostanze all’interno delle quali si devono muovere consapevolmente: il pragmatico sa che non esiste la perfezione intesa come idea platonica utopica, ma cerca di raggiungere il miglior livello possibile, dati i mezzi e le risorse disponibili. In questo senso, la perfezione e la ricerca del dettaglio non è proprio una caratteristica naturale di queste persone, di solito lontane dall’arte e da tutto ciò che non possa essere incastrato in un pratico concetto; seppur le azioni sono programmate per raggiungere il massimo livello di felicità, benessere o lavoro, non cercano la perfezione, ma la perfettibilità.

Nelle relazioni sociali, il loro agire è emblematico: di sicuro il pragmatico non si fermerà di fronte alle difficoltà iniziali, ma le affronterà con determinazione, carattere e piglio, oltre che con razionalità, accettando errori, conseguenze e fallimenti, anche amorosi.  Se abbiamo a che fare con un pragmatico, secondo il livello di questa caratteristica presente nel soggetto, vedremo una voglia irrefrenabile nel ricercare il miglior grado possibile di benessere e miglioramento del rapporto, in senso molto pratico. Non   vedremo mai un pragmatico ululare alla luna o restare traumatizzato di fronte all’amico del cuore nel letto con la propria donna, ma, lo ritroveremo intento ad eliminare l’ansia e l’esasperazione dell’evento disfunzionale, in cerca della miglior soluzione possibile per se e per gli altri. In questo senso è sempre un passo avanti e mai di fianco.

Accezione Negativa

Non sempre il pragmatismo è visto con un carattere positivo, anzi, spesso gli si conferisce un’accezione negativa, lontano dall’umanità e dalle debolezze che spesso ci caratterizza irrazionalmente e istintivamente. Pensiamo a quei grandi magnati e super affaristi molto pragmatici che spesso ci appaiono spregiudicati, immorali, insensibili, privi di valori e di qualsiasi connotazione umana e il cui scopo ultimo è solo la realizzazione degli obiettivi, a qualsivoglia prezzo o costo.

In tal caso, però, dovremo scindere la questione in due tronconi: non stiamo parlando di un pragmatismo sano, ma di una vera e propria estremizzazione del concetto e come ben sappiamo, gli estremi sono spesso forieri di guai. Se il pragmatico si lascia prendere la mano, spesso subendo il lavaggio del cervello dalle note metodologie d’affari che ci vedono più simili a macchine pensanti che a esseri umani, allora potrà incorrere nella perdita della concezione stessa del pragmatismo, incappando in logiche più legate al successo mero e quindi all’irrazionalità, piuttosto che alla concretezza.

Se si passerà il segno, allora il fallimento non sarà più normale né contemplabile, ma diventerà un’ossessione; la persona non si preoccuperà più del benessere degli altri, ma solo di se stesso, concentrandosi solo sulle proprie azioni senza alcuno scrupolo e in modo immorale, a volte ignobile.

Il vero pragmatico non è di certo rappresentato da questa tipologia di persona, ma è chi nel suo essere pratico e attivo, identifica comunque aspetti positivi e sinergici: valori morali, ideali e azione nel rispetto di se stessi e degli altri.

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