Potature Oleandri, come e quando vanno fatte

Oleandro

L’oleandro è una pianta arbusto sempreverde il cui nome in latino è Nerium oleander;  originario probabilmente del continente asiatico, è stato importato nei continui viaggi e si è adeguato anche al clima mediterraneo, crescendo sia coltivato, sia spontaneamente.

La sua caratteristica ornamentale, la rende una pianta molto piacevole agli occhi, con infiorescenze accentuate dal colore roseo o bianco, mentre le foglie sono glabre e coriacee, a picciolo, con nervatura centrale robusta e prominente; insieme al fusto, sono elementi velenosi, da trattare con cura e riguardo.

L’oleandro cresce nella fascia temperata calda, quella che si estende dal Giappone fino al Mar Mediterraneo, inoltrandosi anche ad altezze rilevanti, fino ai 1000 metri d’altitudine, seppur in concomitanza a corsi d’acqua, dai quali trae umidità e giovamento. L’oleandro, infatti, è una specie termofila ed eliofila, quindi richiede calore e sole, oltre ad abbisognare di un terreno molto umido. Tuttavia, l’adattamento nel corso del tempo, gli ha permesso di sviluppare degli stomi fogliari che gli permettono di resistere e restare in vita anche durante lunghi periodo di siccità; teme solo il freddo. In Italia è utilizzato spesso lungo le strade e le autostrade, a scopo ornamentale; se ci facciamo caso, girando in auto, avremo contezza di siffatti cespugli ai lati. Questo poiché non richiede particolari cure.

Se, invece, abbiamo il pollice verde e vogliamo educare il nostro oleandro, caratterizzando il giardino di casa nostra, dobbiamo sapere che esso può anche svilupparsi ad albero. Grazie ad attente potature, otterremo suggestivi viali alberati, abbelliti da una fioritura abbondante e variegata nei colori. Per fare ciò, oltre alla potatura, occorreranno interventi frequenti di spollonatura finalizzati alla rimozione dei cosiddetti polloni, quella parte di pianta sotto forma di ramo che si sviluppa in questo caso dalla ceppaia.

Potatura

Come agire per potare un oleandro quindi?  Innanzitutto dobbiamo sapere che esistono due tipi di potatura, una ordinaria e una, invece, straordinaria, definita drastica.

Il Nerium oleander e tutti i suoi ibridi, sono purtroppo velenosi, come già anticipato, sia nelle foglie, sia nel fusto, quindi occorre cautela e contezza di ciò che si sta facendo, senza timori reverenziali, ma nemmeno comportamenti inopportuni. I consigli sono presto enunciati: innanzitutto sarà meglio proteggere l’organo più esteso del corpo, la nostra pelle e in particolar modo, le mani, indossando dei guanti da giardino.

Dopo la potatura, dovremo avere l’accortezza di rimuovere tutti gli sfalci e i residui lasciati in giro, senza abbandonarli al loro destino, soprattutto se possediamo piccoli animali domestici, visto il grado di curiosità che hanno nel loro territorio. Questi sfalci vanno gettati nei contenitori adattati per l’accoglimento di potature, di solito di colore marrone, e non vanno mai bruciati, poiché la combustione rilascerà sostanze tossiche nell’ambiente. L’oleandrina, infatti, è un alcaloide molto tossico anche per l’uomo e la sua respirazione non è di certo salutare.

Indossare i guanti è una pratica molto importante, poiché le sostanze emesse dalla pianta di oleandro potrebbero irritarci la pelle anche con un minimo contatto: scegliere un modello di guanti robusti, adatti per il giardinaggio e non sottovalutate quest’aspetto.  Il contatto tra la nostra cute e l’alcaloide tossico può sfociare dal semplice rash cutaneo con prurito annesso, visto l’effetto urticante, fino a vere e proprie lesioni cutanee sanguinanti e con eritema complesso.  I guanti più adatti sono quelli di gomma pesante, da lavare dopo l’utilizzo; meglio sarebbe scegliere una soluzione “usa e getta”, ma in commercio non ci sono molti tipi di guanti che siano resistenti e utilizzabili solo una volta, per ovvie ragioni di prezzo.

Alla fine del lavoro di potatura, occorrerà lavare e disinfettare accuratamente anche gli attrezzi utilizzati, magari utilizzando detergenti e prodotti adatti per il giardino.

Nel caso decidessimo di piantare delle talee di oleandro, generando nuove piantine, allora dovremo tutelare la nostra salute adottando le medesime pratiche.

Altro consiglio riguarda il comportamento di fioritura della pianta stessa. Il Nerium oleander, infatti, fiorisce sui rami dall’anno; non dovremo, quindi potare quelli giovani, ma, al contrario, quelli più datati, altrimenti ci troveremmo una pianta senza fiori.

Il periodo migliore per la potatura senza danni di alcun tipo per la pianta, coincide con la fine dell’estate o l’inizio dell’autunno, quindi nei mesi che vanno da settembre a ottobre. Il motivo è connesso al consiglio precedente: rifiorendo sui rami dell’anno, sarà più facile distinguere i rami da potare, una volta visti quelli sui quali ci sono state le fioriture.  Dove il clima è meno rigido, la potatura può essere fatta anche a febbraio, avendo l’accortezza di tagliare i rami giusti, quelli sui quali non si è ancora avuta fioritura l’anno precedente.

Come Potare gli Oleandri

Gli oleandri si potano al fine di eliminarne i rami secchi nel caso di potatura ordinaria e per dare una forma voluta alla pianta, ad esempio ad albero, in caso di potatura drastica. Nella varietà di Nerium oleander a cespuglio, sarebbe opportuno mantenere le linee create dalla pianta, ma si può agire opportunamente e con piglio giusto, tagliando ad altezze differenti, in modo da conferire alla pianta stessa un aspetto particolare. La regola dice di non tagliare oltre un terzo della lunghezza, ma non è un diktat.

Come dice il proverbio, sono gli attrezzi a fare il masto, in questo caso il giardiniere; se non abbiamo il pollice verde, dobbiamo sapere che per potare la pianta descritta serve una forbice che riesca ad essere delicata con i rami più secchi, ma che dia anche un taglio molto più deciso ai rami dal diametro ben superiore.

Una buona forbice da potatura deve quindi:

  • Tagliare nettamente, senza schiacciare;
  • Essere disinfettata prima del lavoro e, nel caso dell’oleandro, anche dopo, per ovviare a danni recati alla pianta e alla persona;
  • Essere robusta e in grado di recidere i rami legnosi e ingrossati alla base, se scegliamo la soluzione di potatura drastica e vogliamo dare una forma alla nostra pianta.

Il consiglio è di utilizzare le forbici con cricchetto che potete trovare in ogni negozio specializzato. Questo tipo particolare di forbice è molto versatile, poiché consente di potare sia gli alberi da frutto, sia quelli più specifici, come le piante ornamentali. Il cricchetto, attivabile o meno, consentirà di distribuire lo sforzo di taglio in funzione del diametro da tagliare, ottenendo un risparmio di tempo e di energia. Il prezzo di questo articolo non è certo incommensurabile: parliamo di pochi euro ed è possibile acquistarli anche on line, sulle principali piattaforme di e-commerce.

A prescindere dal tipo di forbice, sarà cura del giardiniere, assicurarsi dell’affilatura delle lame, al fine di ottemperare al primo dogma, quello di non sfibrare il ramo tagliato: il colpo deve essere netto, perentorio.  Se un ramo resta non tagliato bene, diventa il crogiuolo di numerosi parassiti e batteri in grado d’infettare la pianta e renderla malata e debole.

Tossicità dell’Oleandro

L’oleandro, come abbiamo già detto, è una pianta molto tossica in tutti i suoi elementi. Se ingerita da qualsiasi animale, può condurre a disturbi anche molto gravi come la brachicardia e aumento della frequenza respiratoria, disturbi gastrici (vomito, nausea, bruciore) e addirittura disturbi del Sistema Nervoso Centrale, provocando assopimento.

Le sue proprietà tossiche sono state utilizzate anche al cinema, nell’omicidio del film White Oleander, in cui l’assassino compiva il suo delitto proprio grazie a questo veleno.  Anche la storia è piena di casi emblematici: si narra che durante le campagne napoleoniche, alcuni soldati morirono proprio in Italia a causa dell’avvelenamento dopo aver utilizzato rami di oleandro incautamente come spiedi durante la cottura della carne alla brace.

Essendo l’oleandrina molto tossica, in consiglio è di collocare rami e sfalci lontani dai bambini e dagli animali domestici; inoltre dobbiamo evitare di utilizzare o permettere l’utilizzo di questi rami o delle foglie da parte del “maestro della griglia” di turno, per accendere la brace o aromatizzare la carne. I fumi di qualsiasi parte dell’oleandro che bruci sono tossici e da evitare assolutamente.

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