Potature Gelsomino, Come e Quando vanno Fatte

Jasminum è il nome in latino che include varie specie di piante più conosciute come gelsomino. Esistono circa 200 specie, tra arbustive e rampicanti, alcune delle quali possono raggiungere altezze fino a  quattro, sei metri. I fiori del gelsomino sono di solito bianchi, caratterizzati da un profumo molto pungente e dolce, ma ne esistono alcuni dalle sfumature rosa sul lato inferiore del petalo.

Originario dell’oriente, precisamente della Cina, dell’India, Iran o dell’Arabia, le varie specie sono utilizzate spesso come pianta ornamentale, come arbusto isolato o per rivestire un muro, vista la natura rampicante di alcuni tipi di gelsomino.  Un tempo si estraeva un famoso olio, cui si associavano numerose proprietà officinali e afrodisiache, legate alla sessualità umana. Cosimo de Medici fu il primo a coltivarlo in Italia e ne proibì la diffusione al di fuori dei propri giardini.

Per l’aromaterapia, (la scienza che studia le associazioni tra le essenze, i profumi e le percezioni olfattive legate agli aspetti più primitivi del nostro cervello, e le ripercussioni sul nostro organismo e sulla nostra psicologia) il profumo di gelsomino genererebbe euforia in chi lo sente. A livello chimico, il sistema endocrino sarebbe stimolato a livello dell’ipotalamo a produrre encefaline, un ormone in grado d’inibire il dolore e indurre uno stato di benessere e felicità. Il gelsomino ha anche connotazioni psicologiche di riflesso: sarebbe in grado di dissolvere le paure e le tensioni dovute ai problemi della sfera sessuale. Inoltre trova applicazione nel trattamento dei disturbi legati al sistema riproduttivo femminile; i fiori di Bach che tutti conosciamo, contengono diversi estratti da questa pianta, associata ad altre essenze. Le sue presunte virtù officinali sarebbero comunque state smentite dalla farmacopea moderna.

Dopo aver descritto brevemente la pianta, parliamo del fulcro della questione, sul quale verte l’articolo: la potatura del gelsomino. Come ben sappiamo, non tutti hanno il pollice verde, ma è necessario provvedere alla manutenzione del proprio giardino anche attraverso il cosiddetto fai-da-te. La rete ci accorre in aiuto, ma dobbiamo discernere tra ciò che è utile, da ciò che non lo è e non sempre risulta facile comprenderlo.

Il giardinaggio, inteso come attività, ci consente di occupare buona parte del nostro tempo e di ottenere diversi benefici, appagando il desiderio di bellezza e gratificando la voglia di gestire e costruire qualcosa con le proprie mani. Grazie al giardinaggio, potremo rilassarci e trascorrere del tempo in modo piacevole, imparando a gestire la vita delle piante, dalla loro nascita, allo sviluppo fino alla crescita, sublimando la vita umana stessa.  Il risultato, se fatto nel modo giusto, ci illuminerà le giornate, incantando noi stessi e tutti coloro che verranno nel nostro giardino incantato, grazie al valore ornamentale delle piante di gelsomino.

Il gelsomino, avendo moltissime varianti, può essere coltivato sia in spazi aperti, sia all’interno della propria abitazione per donare un tocco di femminilità e accoglienza, energia, ai propri ambienti interni.  Ovviamente nel giardino sarà possibile piantare dei gelsomini di dimensioni ben maggiori, oltre le utili piante da frutto, mentre tra le proprie mura domestiche potremo goderci piccoli e ornamentali capolavori.

Il gelsomino è una di queste piante, a utilizzo ornamentale, sia da interno, sia da esterno. Capace di crescere favorevolmente nella fascia climatica mediterranea, il gelsomino genera fiori belli e profumati, in modo copioso, ma richiede, come tutte le cose belle, attenzioni particolari, legate anche all’attività della potatura.

Attraverso quest’attività, potremo conferire alla pianta la forma desiderata e migliorarne l’estetica, in modo da gratificare la nostra vista, oltre che il nostro olfatto; inoltre il beneficio per la salute e il benessere stesso della pianta, grazie alla rimozione di elementi inutili e finanche dannosi, incentiverà il gelsomino stesso a svilupparsi più rigoglioso che mai.

Attrezzi Potatura Gelsomino

Anche per quanto concerne l’attività di potatura, così per ogni altro tipo di azione, esistono attrezzature e materiali che bisogna assolutamente possedere, oltre ad averne cura. Prima di procedere con la potatura vera e propria, occorrerà riflettere un attimo sugli attrezzi necessari al raggiungimento dello scopo con il minor sforzo possibile e in modo efficace ed efficiente. Se non li abbiamo, dovremo acquistarli, rivolgendoci a un rivenditore di fiducia e seguendone i consigli.

Una volta ottenuti, dovremo imparare a utilizzarli al meglio. Le criticità per la potatura di qualsiasi pianta, sono più o meno sempre le medesime, legate soprattutto alla capacità di taglio netto o comunque non profondo dello strumento utilizzato. Se non saremo in grado di tagliare in tal modo, danneggeremo la pianta con conseguenze anche gravi: pensiamo di essere un chirurgo e di avere tra le mani la vita del nostro orto, quindi agiamo con consapevolezza, con cautela e con cura nei dettagli.

Per potare il gelsomino non occorrerà particolare forza, vista la natura della pianta, composta di rami non particolarmente massicci, né consistenti o di diametro ampio: basteranno un paio di forbici da giardinaggio che siano adatte per la rimozione di foglie e rami piccole, nonché un paio di cesoie per procedere al taglio dei rami un po’ più grossi. Sarà nostra cura, inoltre, disinfettare preventivamente sia le forbici, sia le cesoie, sterilizzando gli strumenti da giardino, in modo da non causare danni collaterali alle piante, incentivando la proliferazione di agenti patogeni come i parassiti e i batteri.

Come Potare il Gelsomino

Innanzitutto sarà necessario conoscere la pianta e la pratica stessa della potatura, avendo contezza di ciò che si sta andando a fare. Informarsi ex ante è sempre una pratica molto utile, ma se state leggendo quest’articolo di certo siete già sulla buona strada.

Le tecniche e i metodi più utilizzati per potare il gelsomino sono molto simili per tutte le varietà numerose di questa pianta: occorre eliminare semplicemente i rami secchi, quelli malformati, quelli spezzati o danneggiati, quelli che presentano malattie o parassiti e, infine, quelli che non producono fiori, sintomo di un malessere interno. Alcune specie di gelsomino, pur prevedendo le medesime attività, presentano esigenze tecniche diverse: il gelsomino bianco, ad esempio, va solamente diradato, mentre i gelsomini che fioriscono tutto l’anno devono essere potati eseguendo un taglio a due/tre decimi dell’altezza del ramo partendo dal basso. I tagli devono essere, inoltre, per tutte le tipologie di gelsomino, netti, decisi e obliqui, non orizzontali.

Quando fare la Potatura

Come tutte le operazioni di giardinaggio, in accordo agli eventi della vita, c’è un tempo per agire e un tempo per meditare. Il tempo per agire nella potatura del gelsomino, il periodo durante il quale i benefici sono maggiori per la pianta, è molto relativo: bisogna valutare le necessità reali del gelsomino stesso.

Innanzitutto, occorre una valutazione preventiva in funzione della natura della pianta:

  • Se molto giovane, al primo anno di vita, i rami vanno recisi nella misura massima di 3 centimetri, durante la primavera;
  • Dopo i primi 3 anni, vanno potati ed eliminati soltanto i rami vecchi e danneggiati.

Nel periodo adulto della pianta, la potatura può essere eseguita prima della stagione primaverile o dopo, indifferentemente, studiando però la specie di gelsomino con cui si ha a che fare e le sue prerogative climatico-ambientali: in linea generale, se i fiori spuntano sui rami appena nati, la potatura va fatta a inizio primavera, mentre se fioriscono sui rami nati l’anno prima, allora va eseguita quindici giorni prima della fioritura.

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