Esauriente Economia Pensioni giovani: raggiungeranno l’età pensionabile a 71 anni

Pensioni giovani: raggiungeranno l’età pensionabile a 71 anni

Pensioni giovani raggiungeranno l'età pensionabile a 71 anni

Il delicato tema delle revisioni in merito all’età pensionabile sfiora ormai qualsiasi limite accettabile dalla comunità dei cittadini, ma le varie modifiche hanno assunto forma di legge e le cose difficilmente potranno essere modificate.

A lanciare l’allarme sulle prospettive pensionistiche future dei giovani odierni sono stati i dati statistici rilasciati dall’Ocse secondo il quale, i giovani entrati nel mondo professionale nel 2016 a 20 anni di età, saranno legati alla nuova legge sulla prospettiva dell’allungamento della vita per la quale saranno previste pensioni a 71 anni, contrariamente ai 74 anni della Danimarca e i 71 dell’Olanda.

La scelta della modifica di legge si basa su di un allungamento della vita generale, ma non sempre adattabile ai casi singoli, in presenza di professioni strettamente fisiche e faticose e in presenza di possibili eventuali patologie che potrebbero insorgere ai danni del soggetto dipendente.

L’obiettivo della nuova norma legale si basa essenzialmente sulla riduzione delle spese pensionistiche, favorendo l’occupazione professionale lavorativa.

L’Ocse ha precisato: “La spesa pensionistica è aumentata e dovrebbe continuare a crescere nel breve termine in gran parte dei Paesi Ocse. Per l’insieme di questi Paesi  le spese previdenziali sono aumentate di circa il 2,5% del Pil dal 1990. Attualmente, la Grecia e l’Italia consacrano già oltre il 15% del loro Pil alle pensioni”.

“Le prospettive di lungo termine sono migliorate e il ritmo di crescita delle spese anticipate è notevolmente diminuito. L’attuale sfida dell’Italia è limitare al tempo stesso la spesa pensionistica nel breve e medio termine e affrontare i problemi di adeguamento per i futuri pensionati. Ciò significa concentrarsi sull’aumento dei tassi di occupazione, in particolare tra i gruppi vulnerabili. Un mercato del lavoro più inclusivo ridurrebbe anche il futuro tasso di utilizzo delle prestazioni sociali per la vecchiaia”.

Le revisioni sulle leggi pensionistiche non hanno tuttavia garantito ancora un livello di disponibilità del lavoro correlato ad un adeguato stipendio di retribuzione, ulteriori aspetti fondamentali offuscati dalle modifiche vigenti.