Nuovo Regime Forfettario 2019, le ultime novità

Il regime forfettario, per effetto delle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2019, cambia e diventa tendenzialmente più favorevole nei confronti dei contribuenti e dei titolari di partita IVA.

Con il nuovo regime forfettario 2019, entrano in vigore i nuovi requisiti di accesso, permanenza e tassazione del regime forfettario per i contribuenti che sono ed entrano nel corso dell’anno in tale regime agevolato.

Come riportato dagli addetti ai lavori, le nuove regolamentazioni introdotte a livello governativo hanno ampliato la platea dei soggetti che possono usufruire del regime forfettario di cui alla Legge 190/2014.

Le novità relative ai requisiti di accesso e permanenza riguardano l’abolizione dei limiti differenziali in base al codice ATECO, le regole e i coefficienti di redditività per imprese e professionisti che rimangono ai fini di calcolo delle tasse, nonché il nuovo meccanismo di tassazione da applicare ai ricavi e compensi 2019 per le partite Iva fino a 65.000 euro con la flat tax al 15%.

Verrà applicata invece dal 2020 la flat tax al 20% per i contribuenti che, nel corso del 2019, hanno avuto ricavi tra i 65.001 e i 100.000 euro.

Per quello che riguarda invece le cause escludenti da tale regime, sono state confermate alcune situazioni al ricorrere delle quali è precluso l’accesso a tale regime forfettario.

Parliamo di persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfettari di determinazione del reddito, ma anche di persone non residenti, ad eccezione di quelli residenti in UE o in uno stato aderente all’accordo Spazio Economico Europeo.

Infine, non possono avvalersi del regime forfettario i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano attività di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni classificati come edificabili o di mezzi di trasporto nuovi.

Da quest’anno non possono accedere a tale regime anche coloro che detengono partecipazioni in Srl ordinarie (non trasparenti).

 

I contribuenti del regime forfettario sono invece soggetti ai seguenti obblighi:

  • effettuare la numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali;
  • certificare i corrispettivi, se rientranti nelle attività esonerate per legge;
  • integrare le fatture del reverse charge e versare l’imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata l’operazione;
  • per acquisto di beni intracomunitari con importo superiore a 10.000 euro e di acquisti di prestazioni di servizi inter-comunitarie, c’è l’obbligo di iscrizione al Vies, integrando la fattura rilasciata dal fornitore intra, versando l’imposta e compilando il modello intrastat;
  • per cessione di beni intracomunitari si ha l’obbligo di indicare sulla fattura che “l’operazione non costituisce cessione intracomunitaria ai sensi dell’articolo 41, comma 2-bis del DL 30 agosto 1993, n.331;
  • in caso di prestazioni di servizi verso un committente soggetto passivo stabilito in un paese UE, c’è l’obbligo di emettere fattura senza addebito d’imposta e compilando l’elenco Intrastat.

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