Esauriente Attualità Nicaragua, paramilitari picchiano in chiesa il cardinale Brenes

Nicaragua, paramilitari picchiano in chiesa il cardinale Brenes

Nicaragua, paramilitari picchiano in chiesa il cardinale Brenes

Il cardinale Brenes, insieme a un nunzio e un vescovo, è stato aggredito all’interno della basilica di San Sebastián, a Diriamba, la città dove si stanno svolgendo numerosi scontri nell’ultimo periodo.

Nel corso del primo pomeriggio di ieri, come riportano le principali testate giornalistiche, il vescovo, il nunzio e il cardinale Brenes sono stati verbalmente e fisicamente aggrediti, spintonati, minacciati di morte e insultati con terminologie quali “vermi” e “traditori”.

L’accaduto ha così evidenziato la vicenda raccontata dal cardinale Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, quella del proprio ausiliare, monsignor José Silvio Báez e del nunzio apostolico Waldemar Stanisław Sommertag.

La situazione all’interno del paese centroamericano si ripercuote dal 19 aprile scorso, contando sino a questo momento 309 vittime a seguito della repressione violenta delle forze filo-governative contro tutte le manifestazioni promosse dai civili.

“Assediati da una folla che voleva entrare nella basilica di San Sebastián a Diriamba, sono stato ferito, picchiato nello stomaco, mi hanno strappato le insegne episcopali e aggredito verbalmente. Sto bene, grazie a Dio. La basilica è stata liberata e anche coloro che erano lì” ha spiegato lo stesso monsignor Báez attraverso il proprio profilo social network Twitter.

Gli uomini religiosi si erano recati all’interno della città di  Diriamba su di un pulmino, al fine di poter portare conforto e aiuti alla popolazione bisognosa, rifugiatosi nella chiesa di san Bartolomeo per sfuggire agli scontri e alla violenza.

Le cosiddette Turbas, le forze di polizia e quelle paramilitari, avrebbero circondato la basilica facendo irruzione al suo interno con il volto coperto da una maschera nera, aggredendo i presenti compresi i religiosi.

L’aggressione verbale si è avvalsa di frasi e accuse offensive quali “Vermi al servizio dell’imperialismo”, “Agenti di Trump”, “Traditori della patria”.

Ai giornalisti presenti sono stati sottratti e distrutti smartphone e telecamere onde evitare la documentazione di quanto avvenuto, compreso il furto di un dispositivo di proprietà di un prete. La basilica è stata successivamente devastata dagli attacchi.

“Un attacco ripudiabile e codardo. Contento degli insulti, delle mie debolezze, di quanto ho sofferto, delle persecuzioni subite, perché sono quelle sofferte da Cristo” ha dichiarato il cardinale Brenes.