Musica Anni 90: le Canzoni più Belle degli Anni Novanta

Agli albori dei primi anni novanta il mondo della musica subì un cambiamento repentino nel concetto di sound: il Grunge e il Nu Metal approdarono sulla scena internazionale elevandosi alla ribalta del pubblico di massa. Il Nu Metal era un ibrido tra il metal degli anni 80 e altri generi musicali dai quali subiva influenze più o meno grandi (l’hip hop, l’alternative rock, l’industrial metal, il funk e il grunge stesso); i gruppi di spicco di questo trend furono i Korn, i Deftones, i Limp Bizkit, i Coal Chamber, i Sevendust, gli Incubus, i P.O.D., I Papa Roach e gli Slipknot, oltre il vero e proprio craque del genere, i Linkin Park.

Dalla Seattle di fine anni 80, invece, emersero i gruppi appartenenti a uno dei generi più emblematici della musica moderna, il grunge. Gruppi come Pearl Jam, Alice in Chains, Soundgarden definirono una rottura con il passato più recente, ma fu Kurt Cobain con i suoi Nirvana a tracciare il solco del movimento, finendo purtroppo la sua vita fisica e artistica a soli 27 anni, età nella quale molti grandi musicisti e cantanti sono anticipatamente scomparsi, contribuendo ad alimentare la maledizione dei cosiddetti ventisette.

La musica PoP continuò a prendere una solida fetta di pubblico ponendo all’attenzione dell’audience una vera e propria innovazione di formato, il fenomeno delle Boy Band, gruppi musicali spesso studiati a tavolino direttamente dalle case discografiche, le Major, composti di soli ragazzi nei quali tutti cantano e non ci sono musicisti, ma la base musicale va in sottofondo. Questi gruppi furono chiaramente incentrati allo spettacolo e al coinvolgimento del pubblico più sensibile al fascino immaginifico di un team costruito ad hoc, ovvero i teenager. Tra i più famosi, ricordiamo i Take That, vero e proprio cult, dal quale emersero talenti individuali veri e propri come Robbie Williams, la cui lunga carriera da solista è tuttora in corso, i Backstreet Boys e alcuni team femminili, le Spice Girls, famosissime e le All Saints.

Vede la luce anche una controcorrente chiamata Britpop soprattutto in territorio Inglese, dove i bad boys di Manchester, i fratelli Gallagher, inventano questo sottogenere popolare formando gli Oasis; sulla stessa falsa riga si formano altri gruppi come i The Verve e i Blur, ottenendo un successo strepitoso a livello globale. Non mancano poi anche artisti pop spesso prodotti e lanciati secondo primordiali piani industriali che poi confluiranno nei Talent Show da noi conosciuti; pensiamo a Christina Aguilera e a Britney Spears.

Oltre ad essere gli anni della rinascita della musica punk rock, dovuto al successo di band come i Rancid, i Green Day, gli Offspring e i Blink-182, il vero e proprio culmine di questi anni si è avuto con il successo inimmaginabile della musica Dance che influenzerà lo stesso PoP attirando sonorità utilizzate a più livelli. Negli anni 90 il boom delle discoteche fece si che i giovani e gli adolescenti fossero influenzati da questo tipo di musica fondamentalmente nuova ed emozionante, spesso ascoltata a tutto volume, anche in modo assordante. Si tratta di una musica che si udiva e si sentiva con il corpo stesso, attraverso vibrazioni e suoni bassi molto forti e amplificati, un ritmo incessante e ripetitivo e un refrain ripetuto molte volte, finalizzato al recepimento e alla memorizzazione del singolo stesso.

La mitica musica Dance che il nostro amico appassionato del genere, provetto DJ, metteva alla festa della nostra compagna di scuola, è qualcosa che accompagnerà i momenti e i ricordi di chi ha vissuto quel periodo così determinato da questa corrente di pensiero.  Il dancefloor di tutto il mondo, le piste dove si ballava non erano più la balera o i locali nei quali la febbre del Sabato sera di Tony Manero permeava tutto l’ambiente, ma si contraddistinguevano da un sound inconfondibile e unico, uno spirito libero di esprimere se stessi e il proprio corpo in modo euforico e giovanile, muovendosi ritmicamente e quasi compulsivamente secondo i tratti bassi delle tracce. Il fenomeno della cosiddetta Eurodance vede il culmine alla metà degli anni 90 grazie a gruppi come Culture Beat, Haddaway, La Bouche, 2 Unlimited, Captain Hollywood Project e gli Aqua con la canzone famosissima Barbie Girl; anche in Italia abbiamo numerosi interpreti del genere che acquisiscono un successo enorme ed esponenziale, tra cui abbiamo i Corona, Ice Mc, Datura, Da Blitz, il mitico Gigi D’Agostino, Robert Miles con il suo singolo Children addirittura secondo in UK e gli Eiffel 65, gruppo dal quale è fuoriuscito l’attuale DJ Gabry Ponte.

Per far meglio comprendere al lettore la musica dance di questi anni, possiamo provare a dare un piccolo input sciorinando una classifica dei 15 migliori brani degli anni 90:

Posizione Titolo Canzone Artista Anno
15 Snap Rhythm is a Dancer 1992
14 2 Unlimited No Limit 1993
13 Robert Miles Children 1995
12 ATB 9 PM 1998
11 Corona The rhythm of the night 1993
10 Alice Deejay Better off alone 1999
9 Mo-Do Eins Zwei Polizei 1994
8 Aqua Barbie Girl 1997
7 The Prodigy No good 1994
6 Twenty 4 Seven I can’t stand it 1990
5 Daft Punk Around the world 1997
4 Ice MC Think about the way 1994
3 Eiffel 65 Blue 1999
2 Gigi d’Agostino L’amour Toujours 1999
1 Scatman John Scatman 1994

La prima posizione va all’americano Scatman John, un pianista Jazz con una biografia incredibile e densa di eventi; con la sua canzone vuole veicolare un messaggio positivo, incoraggiando le persone a superare le stesse difficoltà che ha superato lui. La medaglia d’argento va a Gigi d’Agostino che è invece il principe della dance italiana, portata in tutto il mondo, anche grazie all’invenzione di un suo stile, il cosiddetto “lento violento”, un ritmo monotono che incalza chi balla in un attimo repentino. Il terzo posto del podio è assegnato ai piemontesi Eiffel 65 che, grazie al loro singolo, arrivarono a un successo internazionale.  Gli altri brani hanno tutti una loro storia dietro e invitiamo il lettore ad ascoltarli per verificare con mano, anzi, con orecchio musicale, la bontà del sound che non appartiene solo ai nostalgici.

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