Mozzarelle in Gravidanza: si possono Mangiare o fanno Male?

La Mozzarella

La mozzarella è uno dei formaggi tipicamente prodotti nell’Italia meridionale e centrale in un secondo momento. E’ un formaggio detto a pasta filata poiché generato dalla lavorazione della cagliata matura con l’acqua bollente al fine di ridurre la cosiddetta caseina, elemento fondamentale di ogni formaggio, in fili sottilissimi e molto lunghi, da filare e lavorare esercitando una successiva fase di stiro mentre le micelle caseiniche sono saldate tra loro. In gergo meno tecnico, la filatura consente di ricavare filamenti continui di lunghezza superiore anche a un metro: questo filato sarà poi sottoposto a trattamento fisico con acqua bollente e soggetto a rotazioni per creare la tipica forma di un gomitolo più o meno grande. Avremo così creato le nostre mozzarelle o le scamorze o altro tipico latticino ricavato da questa tecnica.

Oggi è prodotta e riprodotta con risultati alterni in tutto il mondo, ma in Italia restiamo i maestri in quest’arte che affonda le sue radici sin dai tempi passati. La mozzarella può essere preparata con latti generati da diversi animali e, in base alla natura della materia prima impiegata, abbiamo un prodotto finale diverso:

  • Mozzarella di Bufala, se è il latte bufalino a essere utilizzato. Tipica della regione Campania, è D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta), fino al 1996 era l’unica a potersi fregiare del termine stesso di mozzarella.
  • Mozzarella di latte di bufala, fatta sempre con latte bufalino, ma non di origine campana, non può fregiarsi del marchio D.O.P.
  • Mozzarella di latte vaccino o Fior di Latte. Prodotta grazie al latte vaccino.

L’origine del nome Mozzarella, deriva proprio dalla tecnica stessa applicata: la cosiddetta mozzatura che separava manualmente dall’impasto i singoli pezzi, secondo la dimensione desiderata. Anticamente era anche chiamata Mozza. E’ buona cosa consumarla fresca, per questo è prodotta quotidianamente e si perde la sua origine nella notte dei tempi, anche se le testimonianze degli storici non sono concordi; segni del suo impiego si hanno sicuramente durante il Medioevo, periodo nel quale era anche oggetto di commercio tra i mercanti. La prima testimonianza scritta risale naturalmente in un monastero nel XII° secolo, all’interno del quale i monaci erano soliti rifocillare i viandanti con pane e mozza o provatura (l’antico nome della provola).

Si Può Mangiare in Gravidanza?

Essendo un cibo tanto particolare e così antico, è lapalissiano e lampante il fatto che per una donna in uno stato interessante, sia necessario accertarsi della possibilità o meno di gustare questa prelibatezza. In gravidanza la donna deve prestare particolare attenzione a ciò che mangia e a come si nutre, dovendo curare prima se stessa e poi anche il frutto della propria situazione pregnante.

Innanzitutto, bisogna considerare insieme al medico curante, il quadro clinico generale e il benessere della futura mamma per evitare di trascurare manifestazioni e segni chiari di una qualche sofferenza o di una patologia in atto: una volta chiaro questo scenario e appurata la natura della gravidanza, sia essa fisiologicamente normale oppure a rischio per molteplici fattori (età, salute, genealogia del passato, usi e abitudini, etc.), sarà opportuno redigere una dieta accurata facendo attenzione agli alimenti che possono essere mangiati durante questo stato, focalizzandoci anche sull’igiene e sulle modalità di cottura degli stessi. Come ben sappiamo, alcuni batteri sono particolarmente sensibili alle temperature, termolabili e la cottura rientra tra le prerogative di consumo del cibo dell’uomo moderno, a meno di non appartenere al movimento dei crudisti.

I formaggi, data la loro natura e la loro origine animale, sono quindi oggetto di approfondita indagine e discussione per quanto concerne il loro consumo durante lo stato di gravidanza e la mozzarella non fa certo eccezione, dato che è il prodotto più consumato nella sua categoria. L’importanza dei formaggi la conosciamo fin da piccoli, infatti, più e più volte li abbiamo associati al calcio e alle proteine, di cui sono molto ricchi; purtroppo non tutti i formaggi sono uguali e dobbiamo vagliare attentamente la possibilità di consumare o no il nostro latticino preferito durante lo stato interessante.

Dovremo evitare i cosiddetti formaggi molli, come il Gorgonzola e il Brie perché in questi sono possibili concentrazioni della cosiddetta Listeria monocytogenes, che non è una parolaccia, ma il nome in latino di un batterio tossico che può causare una tossinfezione alimentare comunemente conosciuta come Listeriosi. Il latte non pastorizzato, naturale, è per lo stesso motivo sconsigliato da chi deve preoccuparsi anche per la crescita nel proprio corpo di un altro essere vivente.

Cosa Mangiare in Gravidanza

Non bisogna di certo allarmarsi, né preoccuparsi, né lasciarsi prendere dall’ansia se siamo in stato di gravidanza, anzi, le regole alimentari non sono certo opprimenti e il consiglio del medico è quello di mangiare paradossalmente di tutto, pur con attenzione. L’attenzione va focalizzata su particolari cibi che necessitano un controllo attento e di solito sono originati dagli animali: il latte, i formaggi e le uova si possono tranquillamente utilizzare sia da soli, sia in preparati anche complessi, informandosi però sull’origine certa e certificata di questi e alla loro pastorizzazione, ovvero quel processo di risanamento termico che di solito associamo alla cottura.

Mai e sottolineiamo mai mangiare nulla che sia crudo o non sia cotto adeguatamente.

Possiamo anche mangiare il pesce, evitando quelli che possono contenere elevate concentrazioni di mercurio, poiché questo elemento è altamente velenoso per l’organismo e soprattutto per il nascituro: a questa categoria da evitare appartengono i tonni e il pesce spada.

Mangiare frutta e verdura di stagione non lasciandosi andare a desideri irrealizzabili e dannosi, come le fragole in inverno; prima di assumere questi alimenti, dovremo lavarli bene con acqua fredda corrente e cuocerli secondo i principi basilari del buon padre di famiglia. La carne stessa deve essere mangiata ben cotta e comprata di prima scelta.

Cosa non Mangiare in Gravidanza

In gravidanza, quindi, il consiglio è di non mangiare carne cruda o cotta male. Evitiamo quindi le bistecche succulente cotte al sangue, il prosciutto crudo e gli insaccati in generale. Oltre a questi, dovremo state attenti e rinunciare a qualche desiderio, inerente le seguenti categorie di alimenti che in quel dato periodo della vita di una donna dovrebbero essere evitati:

  • Molluschi che spesso sono crogiuolo di colonie batteriche molto pericolose anche per un essere umano in stato normale e in particolar modo ospitano la Salmonella Campylobacter e il virus dell’Epatite A con cui dovremo poi convivere tutta la vita.
  • Preparazioni contenenti uova crude, come la maionese, lo zabaione, il buonissimo tiramisu, etc.

Toxoplasmosi in Gravidanza

La mozzarella, quindi, è uno dei tanti alimenti cui prestare particolare attenzione se si è in dolce attesa. I consigli generalmente validi sono sempre i medesimi e si rifanno alla corretta gestione della propria nutrizione, cui le persone stanno rivolgendo sempre più attenzione nell’epoca moderna, anche grazie alle informazioni reperibili facilmente su internet:

  • Accertarsi della provenienza del prodotto, consumando mozzarella generata in un’industria controllata e di cui ci fidiamo per quanto concerne il brand, ovvero un caseificio certificato dalle opportune certificazioni di qualità (pensiamo ai vari livelli ISO, ad esempio).
  • Preoccuparsi relativamente dell’utilizzo possibile del latte pastorizzato nella produzione della mozzarella. Prima della tecnica stessa della filatura, il latte subisce il processo di pastorizzazione, finalizzata all’eliminazione dei batteri più pericolosi per la salute umana. Se il latte utilizzato per creare qualunque formaggio è pastorizzato, allora tutti i formaggi saranno sicuri e consumabili anche da una donna in gravidanza.

Proprio per questo secondo motivo, i formaggi freschi sono quelli più temuti, siccome solitamente il latte utilizzato non è pastorizzato, La mozzarella, pur essendo un prodotto fresco, da consumarsi subito o quasi, è sicura, a patto che sia sottoposta ad attenti controlli.

Uno dei motivi principali per i quali si devono fare attenzione all’alimentazione in gravidanza, è rappresentato dall’insorgenza d’infezioni deleterie per la salute della donna stessa e per il suo bambino: pensiamo alla già citata listeriosi, la salmonellosi e, sopra ogni cosa, la toxoplasmosi, tossinfezioni alimentari dannosissime.

La toxoplasmosi è causata da un protozoo, il Toxoplasma gondii e spesso lo troviamo ospitato nell’organismo di un gatto, l’alcova preferita per questo batterio. Durante la gravidanza, sarà opportuno stare a debita distanza da un gatto, anche se è il nostro animale amato, senza paura alcuna dei germi, né atteggiamenti compulsivi o ipocondriaci, ma con cura e cautela.

Purtroppo l’ambiente circostante è spesso costellato da gatti, anche randagi e questi sono ancora più pericolosi, perché possono avere il Toxoplasma presente nel proprio corpo e contagiare le persone con le feci e il loro derma. Se lavoriamo in giardino o a contatto con il terriccio, dovremo lavare spesso e abbondantemente le mani, così come la frutta e la verdura coltivate nell’orto o acquistate dal fruttivendolo.

La cottura delle verdure e della carne, soprattutto, è fondamentale nel distruggere questo batterio, causa della Toxoplasmosi; questa patologia, una volta insorta, potrebbe determinare problemi di vario tipo a una gravidanza, generando problemi anche gravi, secondo la fase evolutiva del feto. Non bisogna preoccuparsi troppo, ma nemmeno vivere ignorando le conseguenze dei nostri comportamenti incauti: il bambino potrebbe avere delle malformazioni se la mamma sarà contagiata dalla toxoplasmosi, oppure le conseguenze potrebbero essere ancor più gravi (aborto etc.).

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