Moneta Elettronica, cos’è e come funziona la Criptovaluta

Moneta Elettronica, cos'è e come funziona la Criptovaluta

Cos’è

Come ben sappiamo, il denaro e le transazioni tra le persone, hanno subito e continuano a subire numerosi cambiamenti e mutamenti, in concomitanza al progresso tecnologico: nell’antichità l’uomo utilizzava il baratto e riportava un certo tipo di valore a un dato oggetto, molto spesso in funzione della sua utilità o, ancor meglio, della rarità di questo bene.

Si può affermare che questo principio sia ancora valido tutt’oggi, seppur riguardo a trasformazioni tuttora in atto. L’uomo ha iniziato a creare monete con valore intrinseco riferito al materiale utilizzato (pensiamo all’oro, all’argento o altri metalli preziosi) e ha poi pensato di utilizzare banconote e monete che rappresentassero una contropartita reale quando l’economia è divenuta molto più complessa, sconvolta dalle rivoluzioni industriali degli anni passati.

In quel momento il denaro era contrassegnato dalla dicitura “pagabile al portatore” proprio perché la sua emissione era legata alla reale disponibilità da parte della zecca e del soggetto che rendeva disponibile la moneta al pubblico, di riserve vere di una materia prima a comprova del flusso generato di contante: si era obbligati a detenere oro o argento (ci fu una discussione negli USA proprio per l’adozione dell’uno o dell’altro metallo, rappresentata dalla Storia di Dorothy e delle Scarpette Rosse in cui c’erano personaggi metaforici e indicativi della questione sollevata).

Dopo questi processi, si arrivò alla situazione di una moneta legale basata su valutazioni e indicizzazioni finanziarie, senza il bisogno necessario di detenere realmente materie prime di valore scambiabili con il titolo al portatore; proprio per semplificare il processo e rendere più agevole l’economia su scala globale e le valutazioni delle differenti valute.

Negli ultimi anni, grazie alla tecnologia e alla nuova frontiera elettronica, si è pensato di trasformare anche la valuta in denaro cosiddetto elettronico, chiamato anche e-cash, cybercoin o digicash (denaro digitale): tutte queste iniziative sono legate al principio della dematerializzazione del contante cui si ambisce nel prossimo futuro mediante l’utilizzo sempre più massiccio di strumenti di pagamento elettronici.

Il Commercio Elettronico, conosciuto anche come e-commerce, è oramai un fenomeno sempre più crescente e gli acquisti di beni e servizi utilizzando questo nuovo canale distributivo, presuppongono anche l’utilizzo di denaro elettronico, una transazione virtuale senza reale passaggio di denaro e senza il bisogno, dunque, di avere la somma stampata nella nostra disponibilità, ma avendo le risorse per corrispondere al pagamento. Basta avere un conto deposito o uno strumento di pagamento simile, ove versare o accreditare denaro reale che sarà poi utilizzato per questi acquisti via internet.

Come Funziona

Le differenze sostanziali tra le società che emettono le carte di credito e quelle che, invece, gestiscono la moneta elettronica, sono molto diverse, ma serve una spiegazione tecnica: le prime sono sottoposte a leggi nazionali e devono sottostare a particolari vincoli, mentre le seconde agiscono nel cyberspazio ed hanno natura transnazionale, al di sopra delle parti. Nonostante questa natura, non dovremo preoccuparti, perché le transazioni saranno soggette alle normative vigenti nei paesi in cui sono effettuate. Cambia solo la strategia aziendale

In questo filone è nata la criptovaluta, altresì detta crittovaluta o criptomoneta, una vera e propria valuta paritaria però non soggetta ad alcun indirizzo politico, decentralizzata e digitale, sicura proprio perché basata sui principi della crittografia: grazie alla tecnologia Peer-to-Peer (P2P), è stato possibile creare diverse valute senza il controllo di alcuna autorità e nessuna Zecca di sorta, basate sull’elaborazione delle transazioni e sullo stesso mining (creazione, emissione) di nuova valuta, grazie ai computer presenti in tutto il globo e connessi tra di loro.

Sia le transazioni, dunque, sia il rilascio di nuova moneta, avviene totalmente in rete: filosofia rivoluzionaria rispetto ai sistemi di pagamento utilizzati nel passato. Solitamente la criptovaluta si autodetermina e si autocontrolla attraverso un sistema di contabilità generale possibile grazie all’utilizzo della BlockChain, un database a blocchi in cui sono riportati i dati di  tutti i possessori delle valute(chiaramente criptati) e di tutte le transazioni finanziarie pubbliche e le attività di mining.

Bitcoin

Seppur questa tecnologia non sia stata ancora chiarita, né si sa molto del suo creatore, lo pseudonimo Satoshi Nakamoto, possiamo dire che questa nuova visione abbia aperto la strada a diverse e nuove criptovalute, anche molto diverse dal progenitore Bitcoin, differenziandosi da questo. Spesso, queste nuove forme utilizzano un sistema simile ma differente dalla Blockchain, cercando di convincere gli utenti finanziari a puntare su di loro, evitando un certo tipo di volatilità molto alto alla quale queste valute sono soggette sui mercati finanziari (passando da valori altissimi a bassissimi e viceversa, con aumento del rischio connesso per chi investe).

AltCoin

I nuovi Altcoin (chiamati così per differenziarsi) cercano di convincere il mondo a puntare su questo nuovo sistema monetario, aumentando la privacy e la sicurezza dei propri strumenti, ma sempre creando un sistema decentralizzato e non sottoposto al controllo di alcuna organizzazione nazionale o sovranazionale. Negli ultimi tempi, alcune criptomonete hanno anche posto un limite al tetto massimo di quantità di moneta circolante per evitare fenomeni legati all’iperinflazione e imitare la scarsità di risorse di cui parlavamo in precedenza, tipica dei metalli preziosi.

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