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Mark Zuckerberg, scandalo Facebook: il fondatore compare davanti al Senato degli Stati Uniti

Mark Zuckerberg, scandalo Facebook il fondatore compare davanti al Senato degli Stati Uniti

A seguito dello scandalo Facebook e dei dati sottratti agli utenti da parte della società Cambridge Analityca lo storico fondatore Mark Zuckerberg, che per giorni si era richiuso in un silenzio stampa, è comparso di fronte al Senato degli Stati Uniti d’America per rispondere ad alcune domande in merito al proprio social network.

Mark Zuckerberg si è assunto così l’intera responsabilità di quanto accaduto di recente, comprese le fughe di dati avvenuti durante le campagne presidenziali di Donald Trump nello scorso 2016.

Il fondatore del social network più utilizzato al mondo dagli utenti si è presentato al Senato degli Usa con lo sguardo serio necessario per rispondere esaustivamente alle domande, circondato da uno stormo di fotografi, per un totale complessivo di cinque ore di spiegazioni.

Lo stesso Mark Zuckerberg ha ammesso di non essere riuscito nell’intento di assicurare ai propri utenti la privacy e la sicurezza necessaria promessa all’interno della piattaforma social network, soffermandosi in particolar modo sulla questione delle fake news e sulla cessione ad applicazioni e società terze delle informazioni personali degli iscritti.

“Non avevamo una visione abbastanza ampia della nostra responsabilità, e questo è stato un grosso errore. È stato un mio errore, e mi dispiace” ha dichiarato Mark Zuckerberg soffermandosi sulla piena e completa responsabilità della gestione del social network da lui creato.

Il fondatore di Facebook è stato chiamato a rispondere alle diverse domande da parte di 44 senatori sia democratici che repubblicani, una sorta di interrogatorio trasmessa in diretta streaming.

Mark Zuckerberg si è inoltre soffermato sull’importanza della pubblicità all’interno del social network, assicurando che la stessa non riuscirà mai ad ottenere la priorità. L’intera vicenda ha presentato diverse lacune durante il corso delle domande poste al fondatore di Facebook, mentre Alex Stamos a capo della sicurezza ha annunciato le proprie dimissioni.

Mark Zuckerberg ha mostrato diversi tentennamenti all’interno delle 44 domande, senza riuscire da una parte a mostrarsi del tutto convincente in merito alla sicurezza e alla privacy su Facebook.