Mario Draghi e le attese tradite, occhio al tasso d’inflazione

Draghi e le attese tradite, occhio al tasso di inflazione


L’evento centrale riguarda sempre il meeting BCE, ovvero il consiglio direttivo riunitosi a Francoforte nella giornata di ieri 20 luglio 2017.

Il Presidente Mario Draghi è stato chiamato in conferenza alle 14:30 per decidere le sorti della fine degli stimoli monetari, il cosiddetto tapering.

Le dichiarazioni di Draghi sono state attese con ansia, con il rischio lampante e possibile di una ricaduta da parte degli investitori, come già successo nell’anno 2013 in seguito all’annuncio della Federal Reserve.

Tale evento drammatico fu ribattezzato con l’appellativo di “taper tantrum”, nonostante la brevità del suo protrarsi, caratterizzato da forti vendite di valute e borse.

La stessa BCE sembra aver rimandato ogni decisione alla conferenza prevista in autunno, con accenni specifici ad un possibile cambio di linea monetaria.

Al momento però le indiscrezioni non sembrano trovare una conferma ufficiale, la previsione di una nuova discussione in sede autunnale è stata ribadita dal Presidente Mario Draghi, motivato ad incitare tutti alla pazienza e alla prudenza.

In accordo con il direttorio è stato deciso di non intervenire sul “forward guidance”, come non è stata stabilita una possibile data sul nuovo tapering.

I tassi di interesse rimangono così fermi al minimo storico, ovvero meno 0,40% i depositi bancari custoditi presso la BCE e fermo sullo zero il rifinanziamento principale.



Gli acquisti dei titoli invece sono stati confermati, fino a dicembre, a 60 miliardi di euro mensili. Questo conferma una situazione di stallo da parte dei tassi e dei volumi di acquisto, da rivedere in autunno.

Il mancato intervento di Mario Draghi sulla presa di posizione in merito alla forza dell’euro ha lasciato tutti nono poco sorpresi. Ci si aspettava forse qualcosa di più rispetto alle sue intenzioni di rimandare la questione?

Lasciar navigare il mercato sembra la linea invariata del Presidente, reduce di dissensi nelle ultime ore su ogni notizia riportata in merito alla conferenza della BCE.

Lo stato dei bond dei paesi più solidi ha subito un leggero colpo di arresto, mentre i bonds periferici sembrano essersi rafforzati, mentre lo stato dei cambi ha subito numerose variazioni.

Gli stati dell’USA hanno subito un “Cross EURUSD” arrivato persino a 1,16, mentre potenzialmente l’euro potrebbe trovarsi ancora sulla strada della salita.

La correzione della moneta potrebbe non rappresentare necessariamente un’inversione repentina, mentre l’indicatore da osservare rimane quello della BCE sul tasso di inflazione.

Fondamentale sarà monitorare l’andamento dell’inflazione core sui prossimi mesi a venire, mentre una moneta euro troppo forte potrebbe comportare dei ritardi sul recupero dell’inflazione stessa.

Da tenere sott’occhio restano inoltre i salari e l’andamento delle materie prime, in attesa del nuovo tapering previsto per i mesi autunnali.