Maria Teresa d’Austria, Arciduchessa d’Asburgo

Maria Teresa d'Austria, Arciduchessa d'Asburgo

C’è stato un tempo in cui la consorte di un Imperatore, oppure di un Re, aveva un solo e grande compito ovvero generare un figlio maschio che alla morte del monarca avrebbe poi ereditato il Trono.

Questo perché se dal matrimonio nascevano solo figlie femmine o, ancora peggio, non veniva generato nessun erede dopo la morte del Re nel regno si creava una gravissima crisi politica, in quanto apparivano sulla scena tutti i possibili pretendenti alla Corona che potevano addirittura scatenare una guerra.

Così nel ‘700 l’Imperatore del Sacro Romano Impero Carlo VI d’Asburgo, onde evitare che alla sua morte si potesse verificare una crisi dovuta alla successione (aveva solo figlie femmine), non solo elaborò ma riuscì anche a far approvare a tutte le altre monarchie europee una riforma innovativa, ovvero la Pragmatica Sanzione.

In questo modo il Sovrano si assicurò che in Austria, alla sua morte senza nessun erede maschio, la Corona passasse per diritto ereditario alla sua primogenita Maria Teresa che, a soli 23 anni, ascese poi al Trono con il Titolo di Arciduchessa Regnante. Ma chi era Maria Teresa d’Austria? E quali sono le riforme che ha attuato? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Maria Teresa d’Austria, l’Arciduchessa Regnante

Come abbia accennato sopra, Maria Teresa d’Austria divenne la Sovrana d’Austria nel 1740 quando, alla sopraggiunta morte di Carlo IV, gli succedette al Trono in quanto era la sua figlia primogenita. Per l’epoca questo era un fatto assolutamente nuovo, innovativo potremmo dire e, proprio per questo motivo i più considerarono questo evento inaccettabile e scandaloso.

Tanto è vero che molti regnanti europei, nonostante nel 1713 firmarono la Pragmatica Sanzione voluta da Carlo IV, improvvisamente se ne dimenticarono e la Prussia, la più piccola ma anche la più aggressiva delle potenze dell’epoca, attaccò l’Austria occupando una delle sue più ricche province, ovvero la Slesia.

Questa aggressione di per sé non aveva nessuna giustificazione logica, tra l’altro la Sassonia, la Francia e la Baviera al posto di porsi a difesa dell’Austria si schierarono a fianco della Prussia e, questo perché pensavano che data la giovanissima età e soprattutto l’inesperienza della Monarca il Paese fosse un facile bersaglio e di conseguenza si potesse smembrare.

Sfortunatamente per loro mai pensiero fu più sbagliato, in quanto Maria Teresa riuscì (grazie all’aiuto degli ungheresi) a respingere questo scellerato attacco militare, la Prussia provò a riprendere il controllo della Slesia ma, dopo il 1757, la Francia decidendo di cambiare schieramento e di allearsi con l’Austria e la Russia, mise di fatto fine alle aspettative espansionistiche Prussiane.

Questa guerra comunque ebbe il potere di far diventare Austria e Prussia acerrimi nemici, in quanto durante questo conflitto i due Stati si diedero battaglia in un modo che possiamo definire solo con il termine sanguinoso, per dare un esempio del massacro perpetrato i soldati austriaci caduti sono stati circa 300.000.

Quando nel 1763 finalmente terminò la cosiddetta “Guerra dei sette anni”, Maria Teresa giurò solennemente che mai più avrebbe permesso che l’Austria dovesse combattere in un conflitto così catastrofico, tanto è vero che  nelle sue note private scrisse che il suo peccato più grande era di aver fatto una guerra per orgoglio. Mentre, anni dopo ammonì il suo primogenito Giuseppe scrivendogli le seguenti parole: “Non scordatelo mai, meglio una pace mediocre che una guerra fortunata“.

Le riforme attuate dalla Sovrana austriaca

Dopo il sanguinoso conflitto con la Prussia, in Austria seguì un lungo periodo di pace che aiutò il Paese a rimettere in ordine le disastrate finanze del Regno, in quanto le spese sostenute per finanziare la guerra erano state davvero molto, troppo ingenti.

Tanto è vero che l’Arciduchessa Maria Teresa, nonostante non si potesse definire una rivoluzionaria ma piuttosto una conservatrice, capì comunque che per risollevarsi il Paese aveva bisogno di riforme e cosi ne introdusse moltissime che aiutarono l’Austria a modernizzarsi. Introducendo, in questo modo, delle riforme strutturali come:

  • L’abolizione delle rigide regole di Corte

Dividendo così il cerimoniale di Stato dalla vita privata, in modo tale che il primo comprendesse il senso del dovere e la magnificenza  che bisognava mostrare in pubblico, mentre il secondo doveva essere principalmente caratterizzato dal divertimento

  • L’organizzazione economica e finanziaria

Ovvero i dazi interni e i pedaggi privati vennero aboliti, in quanto questi vennero considerati, molto saggiamente, deleteri per il traffico commerciale

  • L’introduzione di una riforma amministrativa e giudiziaria

Si abolirono addirittura i consolidati privilegi tradizionali e, anche se non mancarono parecchie resistenze, venne dichiarata illegale anche la tortura

  • La riforma del sistema scolastico

Attuata non senza problemi, in quanto all’epoca l’istruzione era in mano alla Chiesa (la quale non era molto propensa a perdere il monopolio educativo) e, in Austria purtroppo nessuno aveva le giuste competenze e soprattutto l’esperienza per applicare la riforma.

Però Maria Teresa, rendendosi ben conto che era di vitale importanza riformare il sistema scolastico rendo la scuola non solo pubblica ma anche obbligatoria, chiese all’acerrima nemica Prussia di prestargli il monaco Agostino, grande conoscitore del sistema scolastico moderno, Ignaz von Felbiger.

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