Maria Rachele Ruiu: la violenza sulle donne è colpa dell’abbandono dei mariti



Hanno sollevato un’ampia polemica sociale le dichiarazioni di Maria Rachele Ruiu, redattrice di articoli presso Provita Onlus, membro del comitato omofobo di Gandolfini, parte del direttivo della Manif Pour Tous di Jacopo Chighe, curatrice per un corso di educazione sessuale biblica promosso nelle scuole da Forza Nuova e sostenitrice della sottomissione femminile e del sesso bareback.

Maria Rachele Ruiu, è intervenuta contro uno sketch trasmesso dalla TV delle ragazze, pubblicando una lettera su La Nuova Bussola Quotidiana: ” La chiamano satira. Dicono che questa sia proprio lo stesso genere letterario che, sin dagli antichi romani, porta una critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni.

Quel genere artistico che dovrebbe far sorgere sulle labbra dello spettatore un sorriso, nella mente un pensiero critico. A me il sorriso è mancato, anzi è mancato proprio il respiro a immaginare bambini, ragazzi e adulti ascoltare cotanto dialogo (perché, cara Serena, magari le bambine durante la registrazione non hanno ascoltato quanto ha detto Angela Finocchiaro, ma, indovina un po’?, la registrazione è stata mandata in onda durante un programma in prima serata… che dici? Tutti gli spettatori e le spettatrici di qualunque età avranno ascoltato?)

Non voglio entrare nel merito dei miei pensieri scaturiti dalla battuta blasfema sulla Vergine Maria, perchè non sono stati pensieri cristiani (facile fare i blasfemi sempre con i cristiani, eh?), ma voglio soffermarmi sul “problema”, sulla “critica” che questa scenetta avrebbe dovuto rappresentare. Immagino che il quid fosse la violenza contro le donne (immagino solo, perchè onestamente mi sono risparmiata di guardarmi il prima e il dopo). Le nostre amiche, cioè, hanno inteso fare una critica alla società, al problema “della violenza contro le donne”, sottolineando che tutti gli uomini sono pezzi di me*da. Geniale. Andiamo a vedere perchè.



Il primo pensiero, scontato, che sono riuscite a farmi sorgere, è che mi spiace che loro abbiano avuto un rapporto brutto con il loro padre, ma il mio, di padre, non è pezzo di m*, anzi; così come non lo sono i miei fratelli, i miei amici; così come sicuramente non lo è mio marito.

Ho incontrato uomini sgradevoli, così come ho incontrato donne sgradevoli. Uomini violenti, donne violente. Indistintamente” proseguono le parole della Ruiu.

” Volendo studiare questo fenomeno, infatti, non perché siano di più gli omicidi contro le donne, ma perché le donne e gli uomini sono obiettivamente diversi e quindi le donne vanno protette “di più”, perchè “più deboli”, volendo quindi riconoscere questo fenomeno, dicevamo, si scopre che in questa società post-moderna tecno-liquida dove tutto è “se posso pensarlo, lo pretendo, come e quando lo dico io”, i fattori di rischio che, interagendo tra loro, possono causare il fenomeno della violenza contro le donne, sono lo stress, la mancanza di strategie per tollerare la frustrazione (troppo pochi “no”, nella vita).

La scarsa stima di sè e della partner, uso di droghe e pornografia, incapacità di gestire i conflitti e incapacità di empatia. Tutti fenomeni imputabili a un’ assenza del padre. Sì, care Serena, Angela, e car* tutt*, mentre voi vi impegnate a indebolire la figura paterna, a farle perdere quella forza virile capace di iniziativa, azione, e disposta ad assumersi le responsabilità delle proprie azioni, rendete difficoltosa la costruzione dell’identità, della stima, della fiducia verso se stessi e verso la vita dei nostri giovani.

Mentre voi strappate con violenza, ehm… satira, da 50 anni, il padre ai ragazzi, strappate con violenza, loro, la libertà di essere, la libertà di riconoscere i propri limiti, la libertà di poter essere rifiutati”.