Mangiare Pizza la Sera fa Ingrassare?

Tutto il mondo di solito ci associa il canto, il mandolino e soprattutto, la pizza. Quest’alimento ci caratterizza in tutto il globo, nonostante sia un prodotto gastronomico molto semplice da preparare, con ingredienti poveri e alla portata di tutti.

La pizza è un prodotto salato consistente in un impasto a base di farina, acqua e un tipo di lievito che subisce una fase di lievitazione in funzione del tipo di lievito utilizzato e delle condizioni in cui avviene questa fase importantissima (umidità, temperatura, etc.); è poi spianata con un mattarello o meglio allargata con le mani roteandole in senso circolare dal centro verso l’esterno in un moto centrifugo uniforme. Gli ingredienti basilari sono il pomodoro, la mozzarella e la cottura deve avvenire in un forno a legna.

Tipico della cucina napoletana, è stata poi esportata in tutto lo stivale con numerose varianti ed è riconosciuta e prodotta in tutto il pianeta. Il termine pizza, coniato nel territorio del napoletano, non era utilizzato per questo prodotto prima della fine del XVIII° secolo; la caratterizzazione planetaria è stata certificata dall’UNESCO nel 2017, in quanto quest’organismo riconosciuto ha dichiarato l’arte del pizzaiolo napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità.

Visto il largo consumo che si fa di questo cibo in tutte le sue connotazioni, senza perdere le peculiarità intrinseche al prodotto culinario stesso, tutti si domandano se mangiare la pizza la sera può rovinare la dieta oppure fare male. Durante i week-end è uso e consuetudine per l’italiano andare fuori a mangiare una bella pizza, di solito per cena, quindi è necessario informarsi prima sull’apporto calorico di quest’alimento e sulle possibili conseguenze spiacevoli che potrebbe avere di riflesso sul nostro metabolismo.

La risposta è molto semplice: si, possiamo mangiare la pizza la sera tranquillamente, seppure essa deve rientrare nell’apporto calorico totale quotidiano indicato dal nostro dietista, quindi sarà buona cosa proseguire nell’articolo per capire il perché, facendo cadere luoghi comuni molto chiacchierati e diffusi in Italia.

Non Esistono Alimenti che fanno Dimagrire o Ingrassare

Una pizza Margherita, pomodoro e mozzarella semplice, comporta un valore calorico pari a 800-1200 kilocalorie, ma se prendiamo un altro tipo di pizza, più farcita, allora questo valore sale verticalmente, superando di gran lunga il fabbisogno calorico medio per una persona, specialmente se parliamo di una donna che generalmente è contraddistinta da un parametro inferiore. Una pizza quattro stagioni, con salame piccante oppure finanche un calzone, chiaramente comporterà un apporto importante in termini di calorie e ci farà sicuramente ingrassare, salvo che non sia l’unico pasto consumato durante tutto il giorno in termini assoluti; in via pratica sappiamo che mangiare solo una volta al giorno rovina qualunque metabolismo basale, anzi, è consigliato procedere a più pasti con piccole porzione, anche sei.

L’attenzione dei dietisti e delle persone interessate, visto anche un approccio più commerciale e di tendenza alla cosa, ha determinato uno scostamento del pensiero comune dalla realtà delle cose: le persone sono passate dall’analizzare l’equilibrio energetico a considerare il cibo come una medicina quasi, cercando di evitare quegli alimenti che stimolano la produzione d’insulina nel nostro corpo o quelli a cui siamo intolleranti perché in teoria la loro assunzione comporterebbe un aumento sicuro del peso corporeo.

La realtà è diversa: se bastasse evitare solo certi cibi e mangiare a volontà tutti gli altri senza ingrassare, sarebbe molto facile agire all’occorrenza.

Invero tutto fa ingrassare e tutto fa dimagrire! Dobbiamo scindere l’aspetto salutare da quello puramente calorico: se assumiamo molte calorie ingrassiamo, ma d’altra parte, dobbiamo anche valutare i giusti alimenti per non creare scompensi di sorta al nostro organismo. Bisogna mangiare quindi sano e giusto, in modo equilibrato e consapevole non lasciandosi trascinare da fantomatiche diete e ricorrendo il meno possibile alle terapie mediche.

Ogni alimento, sia essa una pizza, una bistecca, una fetta di torta e finanche un caffè zuccherato o una mela, contiene calorie. Ciò che cambia sono gli altri elementi nutritivi e la risposta organico-metabolica, ma energeticamente dobbiamo considerare il cibo per quello che apporto secondo questo parametro.

Poi è chiaro che una mela è molto più salutare per tutti gli altri elementi rispetto a una fetta di torta!

Se assumiamo un maggiore livello energetico rispetto al fabbisogno giornaliero personale (ricordiamo, è diverso da persona a persona in funzione di altri elementi quali l’età, lo stato di salute etc.), ingrasseremo; viceversa dimagriremo. Mangiare bene consente al corpo di dimagrire consumando il tessuto adiposo e non quello muscolare, ma i processi catabolici, di distruzione, e quelli di sintesi (finalizzati a costruire tessuti) sono sempre funzionali agli equilibri energetici. L’ormone dell’insulina, infatti, se assumiamo troppe calorie (contesto ipercalorico) agevolerà i processi di sintesi e ci farà ingrassare, viceversa lo stesso ormone in caso di apporto ipocalorico, preserverà la massa magra incentivando la distruzione di quella grassa, mentre dimagriremo.

La conclusione è semplice: non esistono alimenti che fanno ingrassare o dimagrire così come non esistono gli ormoni che svolgono le medesime azioni e ai quali sono legati molti luoghi comuni. Le persone normalmente credono che l’insulina o il cortisolo, se prodotti in eccesso, aumentino il peso corporeo, mentre l’ormone chiamato GH è associato spesso e volentieri al fenomeno della perdita di peso. La produzione di questi ormoni è spesso non causa, ma conseguenza di un’alimentazione troppo abbondante o carente, sempre con consapevolezza e mai senza freni per non incorrere in disturbi alimentari anche gradi oppure ossessivo-compulsivi.

Meglio la Pizza di Sera o a Pranzo?

Come molti lettori oramai avranno compreso, mangiare la pizza di sera o a pranzo è indifferente; il corpo e il nostro apparato digerente non ragionano in termini di orari, ma segue semplici regole metaboliche. Il valore da considerare per analizzare ed elaborare comportamenti corretti e indirizzati a ciò che vogliamo è il bilancio energetico parametrato al giorno. La paura dei carboidrati assunti alla sera cui spesso associamo la pizza, ricordando che gli zuccheri sono carboidrati essi stessi, è un luogo comune da sfatare perché mangiare alimenti con un’alta concentrazione di questi elementi, incide ugualmente in qualsiasi momento della giornata e va valutata nel suo insieme, non nel suo contesto.

Dobbiamo quindi valutare il fabbisogno energetico giornaliero, chiamato secondo l’acronimo inglese (Total Daily Energy Expenditure) del nostro fisico. Una volta partiti da questo, verticalmente, dobbiamo sottrarre le calorie introdotte nel nostro organismo mangiando la pizza; fatto questo, sapremo che nel resto della giornata possiamo assumere la differenza calorica rimasta e se non riusciamo a restare sotto la soglia voluta, possiamo ammortizzare l’eccesso di calorie durante tutta la settimana.  Un esempio sarà chiarificatore: Mariangela ha un TDEE di 1600 kcal giornaliere calcolato in base ad analisi accurati sul metabolismo basale. Esce a cena per una pizza, una birra e per terminare la serata prende anche un dolce, una buonissima panna cotta al caramello. Mariangela sa che assumerà circa 2300 kcal, sforando di 700 la soglia personale. Potrà, nei restanti sei giorni della settimana tipo, mangiare cibo per 1500 kcal, distribuendo e ammortizzando l’eccesso della serata.  Un’altra possibilità è di aumentare il fabbisogno energetico giornaliero mediante attività fisica, ad esempio, facendo Jogging al mattino o camminando all’aria aperta se abbiamo molto tempo libero: se la ragazza pesa 55kg, un rapido calcolo statistico ci dice che dovrà percorrere 14 chilometri e mezzo di corsa (non successivamente) o 30 km a piedi, in quanto sappiamo che mediamente la corsa ha un costo energetico di  1kcal ogni kg del proprio peso per ogni chilometro percorso, mentre il cammino comporta circa la metà (0,5 kcal/kg/km).

Si può infine sia mangiare meno negli altri pasti della settimana, sia praticare una qualsiasi attività fisica che, ricordiamo, fa bene alla mente e finanche al corpo: come dicevano i latini mens sana in corpore sano.

Qual è la Pizza con meno Calorie

L’ultimo capitolo dell’articolo, dopo aver parlato in generale della pizza e aver risposto al dilemma amletico sulla possibilità di mangiarla di sera o di giorno, lo dedichiamo alla definizione calorica dei principali tipi di pizza presenti sul mercato, non dimenticando che queste dipendono da molteplici fattori cui non è possibile definire a priori l’incidenza.

Il consiglio comunque è semplice ed efficace: la pizza migliore da scegliere, se andiamo a mangiarla la sera e siamo a dieta, è quella alle verdure oppure la marinara o la margherita. Queste sono le pizze meno caloriche di tutte le altre. L’apporto calorico della pizza non è dato dall’impasto che incide per 500-700 kcal su 130-180 grammi di farina, ma più dal condimento e per questo le pizze più semplici hanno minori calorie, mentre quelle più complesse e farcite sono più “pesanti” da questo punto di vista.

Ecco una tabella di apporti calorici definiti per le pizze più famose, secondo la famosa Accademia dei Pizzaioli:

Pizza 100 Grammi Piccola (300 Grammi) Grande (600 Grammi)
Ortolana 260 kcal 780 kcal 1560 kcal
Margherita 270 kcal 810 kcal 1620 kcal
Prosciutto 275 kcal 825 kcal 1650 kcal
Quattro Stagioni 285 kcal 855 kcal 1710 kcal
Capricciosa 320 kcal 960 kcal 1929 kcal
Quattro Formaggi 330 kcal 990 kcal 1980 kcal

Mangiate quindi tranquillamente anche la pizza e fate bene i calcoli, aumentando soprattutto il fabbisogno calorico giornaliero con attività fisica non in modo ossessivo, ma graduale e intelligente.

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