Lombrico: come è fatto, dove si trova, è utile o dannoso



Il lombrico è uno dei vermi più presenti nei terreni grassi umidi dei nostri canti, orti e giardini. Osservandolo attentamente ci apparirà giusta la sua classificazione fra gli anellidi.

Il suo corpo, infatti, cilindrico, di colore rosa violaceo, lungo al massimo 20 cm, e tutto suddiviso in anelli di uguale lunghezza tanto che è difficile dire qual è la testa e qual è la coda.

Solo osservando il lombrico con una lente è possibile vedere che le due estremità non sono proprio esattamente uguali: una infatti termina a cono, mentre l’altra è più grossa e un po’ appiattita. La prima è la testa, la seconda la coda.

A 1/3 della testa è presente un rigonfiamento, spesso iridescente: il clitello. È un organo importante, perché in esso si trovano ghiandole che producono un buco col quale vengono svolte le uova.

Pur sapendo dove la testa inutile cercare gli occhi. Il lombrico infatti non li possiede, ma riesce ugualmente, grazie alla sensibilità della sua pelle, a distinguere la luce dall’oscurità.

Il lombrico è un animale notturno ed esce soltanto quando l’aria è ricca di umidità, come per esempio dopo un temporale.

Nella testa del lombrico si trova solo la bocca, che è situata nel secondo anello è verso il basso. Con la lente sarà possibile vedere una piccola fessura circondata dalle labbra: quella è la bocca. Le orecchie non esistono, tuttavia il lombrico sente con i rumori tramite le vibrazioni.

Come si muove il lombrico? Sul corpo crostaceo e liscio sporgono, su ogni anello, gruppi di setole. Queste, insieme alle contrazioni di certi muscoli longitudinali e circolari che rivestono il corpo dell’animale per tutta la sua, mi permettono di avanzare ora allungandosi ora accorciandosi. Le setole non si vedono facilmente, ma possono essere sentite con le nostre dita. Le setole infatti sono tutte rivolte all’indietro e quando il lombrico vuole spostarsi, muove in avanti la parte anteriore del corpo, puntando le setole della parte posteriore finché questa non retrocede.

Le setole, che sono dei peli rigidi, possono però essere estratte o ritratte nel corpo, a volontà dell’animale.



Una particolarità del corpo del lombrico è che le parti eventualmente staccate ricresceranno. Qualora, a causa di un piccolo problema, il lombrico dovesse perdere un pezzo del suo corpo, questo grazie a potere di rigenerazione sarà riprodotto ed il lombrico tornerà ad essere come prima dell’incidente.

 

Dove vivono i lombrichi

Il lombrico respira attraverso la pelle che deve essere costantemente umida. Per questo motivo si infossa sempre nella terra in cerca di un velo d’acqua che gli permette di sopravvivere. Dato che non possono vivere a lungo senza umidità, i luoghi preferiti dai lombrichi sono quelli che offrono le terre grasse ed umide.

Sfuggono quindi dei terreni secchi e sabbiosi. D’inverno vanno in letargo, spingendosi anche fino a 2 m di profondità.

 

Cosa mangia un lombrico

Il lombrico mangia soltanto terra. Il suo tubo digerente è capace di togliere a questo povero cibo che il verme ingoia mentre scava gallerie, tutte le sostanze nutrienti ancora presenti.

Ciò che resta inutilizzato viene messo sotto forma di monticelli di terra, assai frequenti sulla superficie dei terreni visitati da questi animali.

 

Come nasce un lombrico

Ogni lombrico e contemporaneamente maschio e femmina, cioè è ermafrodita, come anche la chiocciola. Al momento della riproduzione, il clitello assume la forma di palla resistente; all’interno di esso piccoli vermi saranno protetti finché non verrà il momento, e le condizioni ambientali adatte alla loro nascita.

 

Verme utile o dannoso?

Il lombrico è stato paragonato a un aratro e tale infatti è l’effetto prodotto dalle sue scorrerie nel terreno. In America vi sono individui che allevano lombrichi per gli agricoltori proprietari di terreni troppo compatti.

Il lombrico infatti è un infaticabile lavoratore che, perforando la terra in tutte le direzioni, ne aumenta l’areazione favorendo la respirazione delle radici. Esso allo stesso tempo porta alla superficie i materiali profondi e trascina con sé foglie morte sostanze in decomposizione, arricchendo così il terreno di sostanze fertilizzanti.

Questa sua attività è soprattutto notturna e ha un unico scopo: la ricerca del cibo. Inoltre anche la terra che mette non è più la stessa, ma resta chimicamente trasformata dai succhi intestinali.