Lavoro Neet in Italia, solo un giovane su 5 studia o lavora



I dati giunti direttamente da Bruxelles hanno evidenziato una percentuale di Neet, ovvero di giovani tra i 15 e i 24 anni, in aumento contro i dati della media europea.

Le percentuali parlano chiaro: un 19% di Neet in Italia, contro l’11,5% della media dell’Europa. Tuttavia anche la situazione dei giovani lavoratori non rasenta il sereno in quanto, un 15%, ha sottoscritto un contratto a rischio di precarietà.

I lavoratori al di sotto dei 30 anni guadagnano una percentuale minore rispetto ai lavoratori con più di 60 anni, (dati che portano ad un 60% di guadagno in meno).

I dati Eurofound sottolineano inoltre una spesa pari al 2% del Prodotto interno lordo, per la quale i Neet costerebbero, alle casse italiane, circa 36 miliardi di euro a causa della considerazione di inattività della mancata partecipazione da una buona fetta di giovani.

Il mancato inserimento nel mondo del lavoro, unito all’assenza dal sistema informativo, comporta un’automatica crisi di reinserimento, nonostante i dati riportino una diminuzione dei giovani senza impiego e formazione.

Dall’Osservatorio statistico del consulenti del lavoro sono stati resi pubblici i seguenti dati: sembra che nell’anno precedente i Neet raggiungessero una numerazione pari a 2,2 milioni di unità, in calo rispetto all’anno 2015, sia per gli uomini che per le donne.



 

Con il Progetto Garanzia Giovani solo qualche piccolo miglioramento

Negli ultimi anni si è notato un leggero miglioramento. Nel 20013 i Neet italiani erano ancora pià di quelli di oggi. Parliamo addirittura del 22,2%. Il ribasso è dovuto, tra le altre cose, anche al progetto Garanzia Giovani il cui obiettivo è proprio quello di andare a ridurre il tasso di disoccupazione giovanile fornendo ai più giovani la giusta formazione per avviare un processo di assunzione del lavoratore più semplice e veloce.

Il progetto Garanzia Giovani ad oggi non ha funzionato molto in Europa e soprattutto in Italia dove nella maggior parte dei casi il risultato del progetto è stato quello di far frequentare agli interessati non una formazione con sbocco lavorativo ma un semplice stage.

 

Tanti disoccupati ma aumentano i Lavoratori Autonomi

L’Italia rispetto al resto d’Europa è un Paese in controtendenza. Rispetto agli altri paesi infatti è stato registrato sì un calo dei giovani al lavoro ma al tempo stesso un aumento dei nuovi lavoratori autonomi. Sono sempre più gli italiani che non trovando lavoro si lanciano nel settore lavorativo come lavoratori autonomi.