Esauriente Attualità Lavoro Minorile: una violazione dei diritti del bambino

Lavoro Minorile: una violazione dei diritti del bambino

Il lavoro minorile, mai completamente scomparso nonostante le normative in vigore in diverse parti del mondo, rappresenta una delle più importanti violazioni dei diritti dei bambini.

Ma che cosa significa nello specifico, oltre la visione legale? Il lavoro minorile sfrutta, non soltanto il tempo e la fatica dei bambini, ma toglie loro qualsiasi forma di speranza, il diritto ad un’infanzia normale, al gioco, allo studio, al rapporto sereno con i propri compagni, alla spensieratezza.

Tuttavia, occorre fare distinzione tra lavoro minorile atto a sfruttare la manodopera dei bambini ed i piccoli lavoretti che bambini e adolescenti potrebbero decidere di eseguire in diverse circostanze.

In questo ultimo caso non sarà violata l’integrità psicologica né fisica del bambino minorenne come nell’altro caso. I piccoli lavoretti svolti per accrescere la personalità e la responsabilità dei bambini possono essere intesi come attività fuori dal contesto scolastico, attività costruttive e di aiuto insieme ai propri genitori come le faccende domestiche e la divisione dei compiti.

In tali contesti ogni bambino e ogni ragazzo potranno affacciarsi su quelle che diventeranno le proprie responsabilità da adulti, entrando in un contesto di autonomia maggiore.

 

Lavoro Minorile: un serio problema che cancella l’infanzia dei bambini

Legalmente, salvo diverse disposizioni, il lavoro minorile viene inteso fino ai 18 anni, ovvero fino all’esatta soglia della maggiore età.

I paesi dove più facilmente i diritti dei bambini vengono violati si trovano nelle aree più povere della Terra, nei territori in via di sviluppo quali Asia, Africa, America del sud, Europa dell’Est.

Il lavoro minorile si riscontra anche in paesi dove le condizioni generali risultano più floride e industrializzate, ma allo stesso tempo vige una condizione di reddito pro-capite basso, dove il lavoro si trasforma in un’esigenza.

Del lavoro minorile si trova traccia anche nell’antichità, ma la sua espansione più florida si registra a partire dalla rivoluzione industriale dove i bambini vennero richiesti soprattutto all’interno delle fabbriche tessili dove le loro prestazioni venivano impiegate ad un ritmo costante di 15 ore giornaliere.

La proporzione delle mani dei bambini risultava perfetta per la lavorazione dei tessuti, i bambini venivano sottopagati al punto da non potersi permettere il cibo necessario al proprio sostentamento, finendo per ammalarsi e nei casi più gravi morire.

Questo problema ha comportato anche diversi allontanamenti forzati dalle proprie famiglie naturali, tanti bambini sono stati trasferiti in altre località ed utilizzati come schiavi senza fare più ritorno.

Le stime ufficiali riportano almeno 168 milioni di minorenni impiegati nel lavoro in tutto il mondo, ma fra questi 85 milioni risultano essere impegnati in lavori pericolosi in miniera, oppure soggetti a carichi pesanti. I minorenni impiegati nei campi sono più di 98 milioni.

Nessun bambino dovrebbe essere costretto a rinunciare alla propria infanzia per lavorare, specie in condizioni disumane. Proprio per questo sono nate diverse associazioni, associazioni che permettono di adottare e salvare i bambini schiavi dell’epoca moderna, ma i numeri statistici continuano a rimanere alti.

In molte occasioni i bambini sono stati sfruttati, in diverse zone del mondo, anche da grandi marchi che, attualmente, hanno scelto di apporre sui propri prodotti delle specifiche etichette che mostrano la loro partecipazione in alcune campagne social anti sfruttamento del lavoro minorile nel mondo.

Il 20 novembre sarà la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. ActionAid in collaborazione con Gud ha realizzato quattro vignette per sensibilizzare i lettori sul tema dei diritti, per far capire che tutti possono, anche nel loro piccolo, aiutare a garantire un futuro migliore ai bambini di tutto il mondo.