La sfida di Sammy contro la progeria



Sammy Basso, il 23enne più longevo affetto dalla patologia progeria, la malattia che provoca un invecchiamento precoce nei soggetti affetti. Come riportato sul quotidiano il Corriere della Sera, la mamma di Sammy Basso ha spiegato: “Quando io e mio marito Amerigo abbiamo salutato Sammy, prima che entrasse in sala operatoria, ci ha guardati con grande tenerezza.

È stato dolcissimo, si è fatto il segno della croce e ha detto ‘Ok, sono pronto, io vado’. Sapeva, sapevamo che sarebbe potuto non uscire vivo perché l’intervento era ad altissimo rischio. Ma nonostante ciò era sereno. E lo eravamo anche noi”.

Il delicatissimo intervento sostenuto da Sammy Basso alla valvola aortica eseguito dal cardiochirurgo Francesco Musumeci al San Camillo di Roma. “È stata forse questa la sua battaglia più difficile perché per tutti c’era la consapevolezza che senza questa operazione per lui non ci sarebbero state speranze. Era la sua unica possibilità per continuare a vivere e se l’è giocata fino in fondo con la determinazione che lo caratterizza” ha proseguito Laura, la madre di Sammy Basso.



Ad una sola settimana dall’intervento Sammy si è dichiarato pronto a perseguire la specializzazione in Biologia molecolare a seguito della laurea in Scienze Naturali con 110 e lode conseguita nel periodo del luglio scorso.

“È lui che aiuta noi, con la sua forza, la sua determinazione e la sua ironia. Non si arrende mai, trova sempre in se stesso e nella fede in Dio le energie per farcela. Di fronte a una difficoltà che sembra una montagna insormontabile lui cerca sempre di vedere l’orizzonte” ha sottolineato la sua famiglia. “Per lui la malattia non è stata una scoperta, ma una lenta consapevolezza. Siamo sempre stati convinti che non capire perché fosse diverso dagli altri sarebbe stato peggio.

Sammy ha fatto l’asilo e tutte le scuole qui, nei nostri paesi, nessuno lo ha mai preso in giro, nessuno lo ha mai trattato da diverso. Il problema era quando ci spostavamo in altre città, la gente lo fissava, a lui dava fastidio. Ma alla fine trovava sempre un modo per riderci su con una battuta del tipo va beh…vuoi una foto?”.