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La misteriosa morte del giornalista Borodin dopo le sue inchieste sui mercenari russi in Siria

La misteriosa morte del giornalista Borodin dopo le sue inchieste sui mercenari russi in Siria

Il 32enne giornalista Maksim Borodin, di Ekaterinburg, si era ritrovato tra i primi ad indagare sulla delicata questione dei decessi dei contractor presenti sul territorio russo.

Il giornaista si è spento tre giorni in seguito al suo ritrovamento in stato di incoscienza in prossimità del proprio appartamento a Ekaterinburg, negli Urali, in condizioni gravissime ricondotte dalle forze di polizia impegnate sul caso alla possibile caduta dal balcone.

La caduta da un’altezza pari al quarto piano non ha lasciato scampo per le condizioni del giornalista Maksim Borodin, portandolo ad un progressivo declino delle condizioni fisiche in soli tre giorni dal ricovero ospedaliero.

Dalle prime indiscrezioni sembrerebbe essere emerso che, al momento della perquisizione da parte delle forze di polizia impegnate sul caso, l’abitazione di Maksim Borodin non presentasse alcun segno di effrazione. L’ipotesi maggiormente avallata sembra quindi essere quella del suicidio, ma immediatamente scartata da Polina Rumjanseva, la direttrice di “Novij Den”, il giornale presso il quale Borodin lavorava.

Secondo la stessa le indagini e le inchieste di Maksim Borodin sarebbero risultate sin troppo scomode dal punto di vista dell’ufficialità delle sue pubblicazioni, a partire dai segreti svelati della Chiesa russa ai magnati dell’alluminio.

Lo scorso maggio il giornalista si era occupato delle morti avvenute in Deir el-Zor, in Siria, riconosciute come i cadaveri dei dipendenti di Wagner, una compagnia militare privata con a capo il denominato “cuoco di Putin” Evgenij Prigozhin, accusato anche all’interno della campagna elettorale del 2016 di Donald Trump nella “fabbrica dei troll”.

Secondo le ricerche del giornalista, in conseguenza al raid statunitense, sarebbero morti centinaia di mercenari russi, mentre Mosca ha continuato ad ufficializzare un numero di vittime pari a cinque persone soltanto.

L’utilizzo dei contractor risulta tuttavia illegale secondo le legislazioni russe, mentre Maksim Borodin si sarebbe potuto trovare in pericolo di vita secondo le ultime confessioni fatte ad un amico al quale aveva detto d’aver visto degli uomini incappucciati ed armati nei pressi della propria abitazione nel periodo precedente alla caduta dal balcone.

Successivamente le confessioni stesse di Borodin erano state ritrattate sino al momento dell’incidente che gli è costato la vita.