La massoneria sbarca su Instagram contro le fake news



La Massoneria è sbarcata ufficialmente all’interno del social network Instagram per combattere la divulgazione di fake news. La presenza della Massoneria sotto forma di account è stata resa pubblica lo scorso 20 dicembre 2018 sotto la denominazione @grandeorienteit, come riporta il quotidiano il Corriere della Sera.

Fondata nel 1805, il Grande Oriente d’Italia rappresenta la più antica e numerosa istituzione massonica italiana, sotto un’affluenza superiore ai 23 mila iscritti originari di oltre 860 logge. Il nuovo profilo Instagram della Massoneria ha già raggiunto i 2.000 follower dal momento della propria registrazione.

Alla base degli obiettivi della Massoneria si trova la lotta contro l’informazione fake news, trovandosi da tempo presenti anche sui social e piattaforme di Facebook, Twitter e YouTube. Tra le spiegazioni quella di ‘portare anche su Instagram una corretta informazione per combattere il più possibile le “fake news” che vedono protagonisti i Liberi Muratori’.



Gli Hashtag quali #Massoneria e #Freemason contano decine di migliaia di scatti fotografici, spesso accompagnati da messaggi del tutto errati e fuorvianti per gli utenti. Uno dei post pubblicati sull’account massonico @grandeorienteit ha spiegato gli obiettivi protratti sotto ‘organizzazione di rappresentanza e di tutela sul piano nazionale e internazionale delle associazioni italiane, di emanazione liberomuratoria, aventi scopi di solidarietà civile verso persone indigenti e in condizioni di fragilità sociale e di salute’.

La massoneria in Italia risulta odiernamente molto frammentata e divisa in varie obbedienze o comunioni, sotto le prime testimonianze risalenti al 1728. La prima loggia massonica, sotto il  nome di Fidelitas, potrebbe essere stata fondata sul territorio italico a Girifalco, in Calabria, nel 1723, seppur sotto deboli fonti a dimostrazione.

L’articolo 18 della Costituzione della Repubblica Italiana integra al primo comma il riconoscimento della tutela alla libertà d’associazione, e prevede che i cittadini abbiano il diritto di associarsi, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalle leggi.

Lo stesso articolo al comma secondo vieta tuttavia le associazioni segrete.