Esauriente Salute La malattia di Lyme della quale soffre Avril Lavigne

La malattia di Lyme della quale soffre Avril Lavigne

La malattia di Lyme della quale soffre Avril Lavigne

La cantante Avril Lavigne ha rivelato pubblicamente di soffrire della malattia di Lyme, per la quale ha rischiato e più volte creduto di trovarsi in fin di vita. Ma di che cosa si tratta nello specifico? Quali sono i sintomi, le terapie ad oggi disponibili e gli effettivi rischi per la salute?

La malattia di Lyme, chiamata anche borreliosi, risulta una patologia di origine strettamente batterica secondo il New York Times tra le malattie a maggior diffusione dopo l’Aids.

Il nome Lyme si riferisce espressamente alla cittadina del Connecticut all’interno della quale si diffuse una vera e propria epidemia iniziale provocata dal batterio.

La patologia venne segnalata agli albori nel 1975, evidenziando un drastico aumento dell’artrite infantile. Tra i sintomi maggiori si evidenziavano numerosi eritemi in direzione del torace, ma anche sul dorso, sull’addome e in direzione delle natiche in grado di raggiungere fino a 50 centimetri di dimensioni.

Al corredo sintomatico dell’artrite si aggiunsero anche mal di testa e forti dolori articolari. Il batterio spiraliforme, la Borrelia burgdorferi, infesta soprattutto le zecche con conseguente trasmissione agli animali e agli esseri umani.

La diagnosi della malattia di Lyme risulta spesso difficile a livello medico in quanto, la maggior parte dei sintomi, possono essere facilmente scambiati con il decorso dell’influenza e delle infezioni comuni.

Nel peggiore dei casi i sintomi correlati alla malattia di Lyme possono evolvere in fatica cronica, artrite reumatoide, demenza frontotemporale, Alzheimer. Sotto una diagnosi mirata e veloce si potrà ricorrere ad una semplice prescrizione di antibiotici.

La maggior parte dei sintomi può tuttavia continuare a presentarsi anche mesi dopo la cura prescritta, rendendo la malattia stessa particolarmente fastidiosa, mentre di recente  l’istituto di medicina della Yale University, negli Stati Uniti, sembrerebbe aver creato un vaccino sperimentale a prevenzione della patologia.

Il Ministero della Salute italiana consiglia inoltre di non procedere ad alcun intervento antibiotico in precedenza alla comparsa dei sintomi, al fine di non mascherare un eventuale comparsa tardiva della malattia stessa.