Frutti del Drago, Proprietà, Benefici, come si mangia il Dragon Fruit

Frutti del Drago, Proprietà, Benefici, come si mangia il Dragon Fruit

Dragon Fruit

La Pitaya, altresì detta Pitahaya, è chiamata nel linguaggio comune “Frutto del Drago” (o in inglese “Dragon Fruit”) proprio per la sua particolare forma che ricorda la palla di fuoco disegnata dal tipico soffio di un mitico Drago o, più semplicemente, le uova di quest’essere epico.  Questo frutto è generato dalla Hylocereus Undatus, una piata epifita, ossia quelle specie che vivono su altre piante, non in modo parassitario, ma solo funzionale (come sostegno): sono altresì chiamate “piante aeree”, capaci di rampicarsi con radici bio-adesive o aggrappanti e creando un habitat sopraelevato particolare, ombreggiato e abbastanza illuminato.

Le felci, i muschi, i licheni o altri organismi sessili che non crescono sul terreno, appartengono a queste categorie.

La pianta che produce i frutti del Drago, è, dunque, di tipo rampicate, utilizzando gli alberi come sostegno e divincolandosi tra questi fino a raggiungere quasi i dieci metri di altezza. La riproduzione della Hylocereus Undatus avviene tramite impollinazione attiva da parte di animali molto particolari e notturni: i pipistrelli e le falene, proprio perché il tipico fiore è caratterizzato da una fioritura notturna, più volte l’anno.

La pianta che produce il frutto di cui stiamo parlando, appartiene alla classe delle Cactacee, la tipica categoria delle piante cosiddette grasse, amanti dei climi tropicali, capace di sopportare temperature anche molto alte, grazie alla sua struttura e alla capacità di assorbire e trattenere l’acqua piovana, tipica del tipo descritto.  Viceversa, non riesce a resistere alle temperature prossime allo zero, deperendo fino a morire.

Il Frutto del Drago è particolarmente raro da trovare nella nostra amata penisola, tuttavia potremmo trovarlo in alcuni mercati particolari, nei quali la scelta è molto alta, variegata e ricca di questi frutti che originano da territori molto lontani dal nostro e distanti dalla cultura alimentare che ci caratterizza: l’Australia, il Vietnam, la Thailandia, la Cina o l’America Centrale sono i posti nei quali è coltivato, deliziando i palati fini della popolazione locale e autoctona.

La piyata rossa è un tipico frutto del Drago che presenta un colore con sfumatura dal rosa scuro al rosso, mentre dentro è bianco, in forte contrasto tra l’interno e la vividezza esterna e ci sono dei piccoli semini commestibili neri. Oltre questa tipologia, ci sono anche diversi frutti del Drago, la varietà Pitaya con polpa rossa e Pitaya gialla con la buccia dello stesso colore.

Valori Nutrizionali

La polpa interna del Frutto del Drago presenta al gusto un sapore molto vicino a quello del kiwi e della pera mischiati, altrettanto astringente e succoso, ma delle volte può assumere anche il tipico intenso sentore del fico d’india, con un tasso elevato di fruttosio. La taglia del frutto colto e maturo al punto giusto, varia da un minimo di 150 a un massimo di 600 grammi e presenta valori nutrizionali molto importanti e notevoli per chi vuole alimentarsi, sostituire o integrare un pasto assumendo la Pitaya:

Valori Nutrizionali per 100 grammi di Polpa del Frutto del Drago
Fresco Essiccato
Acqua 87 g 14 g
Kcal 38 kcal 337 kcal
Carboidrati 9 g 63,5 g
Proteine 2 g 7,4 g
Grassi o Lipidi 1 g 3,7 g
Colesterolo 0 g 0,1 g

Proprietà

Il Frutto del Drago è un alimento dalle ricche proprietà organolettiche e dai benefici provati per sostenere una dieta o comunque favorire il benessere e la salute di una persona, prezioso alleato nel controbattere i segni del tempo e incentivare il serbatoio energetico del nostro corpo, privo di controindicazioni, abuso a parte (il troppo stroppia sempre e si rischia l’ipervitaminosi, ad esempio): ricco di vitamina C, B1, B2, B3 e vitamina E contenuta nei semini neri, proteine, antiossidanti (antagonisti dei radicali liberi, principali attori dell’invecchiamento e del deperimento cellulare), minerali come ferro, fosforo, calcio, potassio e fibre, rappresenta un alimento poliedrico, con molteplici proprietà consolidate.

Benefici

  • Energia. la presenza massiccia di vitamine, lo zucchero è metabolizzato e trasformato velocemente in energia. Molto utile nei periodi in cui abbiamo bisogno di una buona carica per studiare, ad esempio, e nei periodi in cui ci sentiamo depressi, stressati e nervosi.
  • Forza. Le proteine sostengono l’attività muscolare, indicate per chi pratica un’intensa attività fisica, uno sport ovvero dopo un periodo di forte inattività e sedentarietà.
  • Equilibrio. Grazie alle fibre, la nostra funzione intestinale diventa equilibrata e combatteremo la stitichezza.
  • Immunità. Le vitamine, in particolar modo l’acido ascorbico (la Vitamina C), supportano il corretto funzionamento del sistema immunitario e la capacità di agire contro gli agenti patogeni, i virus e i batteri, principali fautori dell’influenza. La stessa vitamina C stimola la produzione di Collagene, un elemento molto utile nel mantenere la rotondità e la consistenza, l’elasticità della pelle, combattendo l’anti-invecchiamento.
  • Depurazione. La sostanza phytoalbumine è utilissima per il nostro fegato, il “filtro” principale del nostro corpo, consentendoci di liberarci dei metalli pesanti (ai quali si lega) molto pericolosi per il nostro organismo quando si depositano, disintossicandoci da elementi nocivi.
  • Regolazione. La pressione sanguigna è equilibrata e regolata, coadiuvando la corretta regolazione della dinamica dei fluidi e dei vari sanguigni presenti nel nostro corpo.
  • Estetica. Il Frutto del Drago ha numerosi benefici e molteplici proprietà a livello estetico, perché previene l’invecchiamento epidermico, contrastando la ritenzione idrica e un fenomeno molto presente nel corpo femminile, molto antiestetico: la cellulite. L’elevato contenuto di anti ossidanti, al pari delle bacche di acai, classificano il Dragon Fruit come un super food.
  • Stimolazione. Se assunti regolarmente, il Frutto del Drago stimola e accelera la riproduzione delle cellule, le unità che costituiscono le basi di tutti i nostri tessuti, favorendo la guarigione di ferite e lesioni.

Dieta

Come abbiamo già visto nella tabella superiore, ogni 100 grammi di polpa contiene circa 36 kilocalorie (kcal) e può essere inserito come alimento in una dieta dimagrante, chiaramente ponderato per peso. Il suo contributo in una dieta ipocalorica (con poche calorie, comunque minori al fabbisogno medio giornaliero di un uomo o di una donna, leggermente inferiore) può essere determinante, ma non è la panacea di tutti i mali, né un rimedio  miracoloso.

Essendo un Frutto così ricco di elementi, è molto apprezzato per la poca presenza di grassi e di colesterolo (quasi assente) e la capacità di infondere energia all’individuo per affrontare una giornata di lavoro o di studio, in modo salutare e benefico, leggermente e finalizzato a una corretta digestione.

La Pitaya riesce a saziare l’appetito della persona più esigente, sostituendo eventualmente un pranzo o una cena in modo totalmente sano e senza forzature.

Come si Mangia

Possiamo consumare il frutto del Drago fresco senza ulteriori azioni che siano necessarie per esaltarne proprietà e sapore: dovremo semplicemente aprirlo a metà con un coltello e utilizzare un cucchiaino per estrarne la morbida polpa solitamente bianca a punti neri (simile alla stracciatella come pigmentazione). Se vogliamo essere più audaci, possiamo esaltarne la sapidità, condendo la polpa con una spruzzata di succo di limone e l’aggiunta di saccarosio, lo zucchero grezzo utilizzato normalmente in cucina.

Essendo un frutto molto colorato e dal nome accattivante, etnico, quasi leggendario, la Pitaya si presta all’utilizzo e per la preparazione di frullati e cocktail, alcuni molto famosi nei paesi dove la pianta e i suoi frutti sono presenti in larga scala.

L’Agua de Pitaya, dal tipico nome spagnoleggiante, è una bevanda (oseremo dire energetica) molto in voga e semplice da preparare utilizzando i frutti del Drago. Prediamo il frutto, dividiamolo, estraiamo la polpa e mettiamola in un bicchiere, aggiungendo un po’ di limone e zucchero; misceliamo il tutto ottenendo un mix uniforme, omogeneo, dal colore vivido e dall’intenso sapore. Provare per credere!

Nei paesi asiatici, alcuni piatti tipici ovvero portate di carne oppure pesce, vedono il fiore di questo frutto come protagonista assoluto nell’impiattamento; la polpa stessa, bollita o cotta al vapore, può essere adagiata accanto un piatto salato.

La polvere secca di Dragon Fruit, può essere messa all’interno di succhi, estratti, muesli, yogurt o dessert al fine di arricchire il loro sapere e le proprietà benefica.

Dal frutto non si butta nemmeno la buccia che può essere trasformata in marmellata oppure utilizzata nella preparazione di una tisana.

Site Footer

Questo sito fa uso dei cookie, anche di terze parti, per garantire ai suoi utenti un'esperienza di uso ottimale. Continuare nella navigazione (scroll, click, ...) equivale all'accettazione dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi