Fmi boccia il reddito cittadinanza



L’Fmi, il Fondo Monetario Internazionale, ha fortemente criticato e bocciato il Reddito di Cittadinanza emanato dal Governo giallo-verde. Fmi ha così invitato l’esecutivo a ‘valutare la transizione dal Rei al reddito di cittadinanza’, come riportato su Adnkronos.

Il Fondo Monetario Internazionale si è inoltre concentrato sulla ‘forte evasione fiscale e le dimensioni dell’economia sommersa, per la quale sarà necessaria una grande attenzione per garantire’. Al Reddito di Cittadinanza sarà difatti riservata una quota pari allo 0,5% del Pil, segnalando i possibili rischi legati anche al lavoro in nero.

L’Fmi si è concentrato anche sul rischio per i lavoratori a basso reddito di rinunciare alla ricerca di un impiego professionale, ricadendo all’interno della trappola della povertà. L’Fmi ha così sottoscritto nel documento presentato: ‘Con una dotazione di 2 miliardi l’anno, lo 0,1% del Pil italiano, i finanziamenti al Reddito di inclusione erano inadeguati, i 780 euro del reddito di cittadinanza sono generosi’ in riferimento alla somma tra i 325 e 568 euro prevista dalla dipendenza dal welfare.



Il vicepremier Luigi Di Maio ha inoltre ribattuto: “Hanno affamato i popoli per decenni, ora ripristiniamo un po’ di giustizia sociale. Non hanno la credibilità per criticare il reddito di cittadinanza. Abbiamo già smentito tante voci in soli 7 mesi e nel corso del 2019 smentiremo anche l’Fmi.

Chi ha affamato popoli per decenni, appoggiando politiche di austerità che non hanno ridotto il debito, ma hanno solo accentuato divari, non ha la credibilità per criticare una misura come il Reddito di cittadinanza, un progetto economico espansivo di equità sociale e un incentivo al lavoro”.

“Sulla base delle esperienze in altri Paesi è improbabile che l’ondata prevista di pensionamenti possa creare altrettanti posti di lavoro per i giovani. Anche a politiche invariate l’Italia dovrà far fronte a pressioni pensionistiche significative nei prossimi 2-3 anni, che metterà a dura prova i conti pubblici.

Di qui l’urgenza di razionalizzare gli eccessi all’interno del sistema previdenziale, ad esempio, collegando strettamente le prestazioni ai loro contributi, mantenendo l’indicizzazione dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e adeguando i parametri pensionistici” ha aggiunto il Fondo Monetario Internazionale.