Esauriente Salute Farmaci usati come droga per affrontare il lavoro e lo studio

Farmaci usati come droga per affrontare il lavoro e lo studio

Farmaci usati come droga per affrontare il lavoro e lo studio

Secondo quanto emerso da uno studio pubblicato all’interno dell’International Journal of Drug Policy e ripreso successivamente da Nature online, all’interno dell’Unione Europea è scattato un vero e proprio boom di adesioni farmacologiche a prodotti utilizzati per incrementare la concentrazione sul lavoro e sullo studio, con gli stessi effetti dipendenti di una droga.

I farmaci in questione vengono denominati “smart drugs”, o “droghe intelligenti”, prodotti assunti da diversi soggetti in modo del tutto improprio senza un controllo medico alla base delle prescrizioni e dei dosaggi.

Il pericolo dei farmaci utilizzati per incrementare prestazioni e concentrazioni in riferimento allo studio e alla propria professione ha assunto gli effetti virali di un’assunzione globale all’interno di diversi paesi, come evidenziato dalle ultime statistiche realizzate in merito.

Le smart drugs hanno subito un incremento di assunzioni pari al 9% rispetto ai dati registrati due anni fa, in almeno 15 nazioni nel mondo, percentuali maggiori soprattutto in Europa.

Tra i farmaci abusati impropriamente si trovano le prescrizioni per i prodotti a contrasto del deficit di attenzione e iperattività (ADHD), farmaci contro i disturbi del sonno, nonché vari stimolanti del tutto illegali quali la cocaina.

Il più alto tasso di utilizzo di smart drugs è stato registrato negli USA nel periodo risalente al 2017, a fronte di un incremento allarmante dal 2015 al 2017 anche all’interno dei paesi dell’Unione Europea.

Circa un 10% dei farmaci abusati riporta inoltre un’ordinazione online, oppure attraverso uno specifico rivenditore abusivo, spesso commissionata ad amici o parenti dei soggetti, mentre solamente un 4% degli intervistati ha ammesso di possedere una regolare ricetta medica.

Un 6% si è servito della disponibilità di specifici farmaci grazie all’assunzione prescritta ai propri famigliari, per una totalità di riscontri privi di qualsiasi indicazione medica, a rischio per la salute fisica e psichica, compresi i possibili effetti collaterali derivanti dalla composizione dei prodotti, dalle possibili reazioni allergiche, dai sovradosaggi autonomi.

Lo studio pubblicato all’interno dell’International Journal of Drug Policy si concentra su di un fenomeno in continua crescita ed espansione.