Emilio Munda, Intervista al Produttore artistico, Compositore, Autore Musicale

Lo staff di Esauriente ha raggiunto il famoso Produttore artistico, Compositore, Autore e Arrangiatore musicale di diversi cantanti e programmi televisivi. La professionalità e il talento di Emilio Munda lo ha portato alla scrittura di canzoni per Nina Zilli, Francesco Renga, Michele Bravi, Nomadi, Dearjack, Umberto Tozzi, Gemelli Diversi, Silvia Mezzanotte e per i vari artisti dei talent: Xfactor, The Voice of Italy e Amici di Maria De Filippi.

Nonostante i numerosi impegni professionali Emilio Munda ci ha permesso di entrare all’interno del suo mondo musicale, fatto di impegno e dedizione, unito all’umiltà che contraddistingue da sempre i grandi artisti all’interno di un panorama musicale in continua crescita ed evoluzione.

Produttore artistico, compositore, autore e arrangiatore per diversi artisti della musica italiana e per famosi programmi televisivi. Quando è cominciata la tua carriera professionale?

Iniziò attraverso il web. Nel 2007 contattai Silvia Mezzanotte tramite myspace, proponendole due brani inediti: “Non c’è contatto” e “Ma il buio”, nel giro di una settimana lei mi raggiunse in studio. Il primo divenne il singolo del disco “Lunatica”, mentre il secondo divenne il brano di apertura dei suoi concerti. Fu una bellissima emozione.

Riuscire a comporre testi e relativi arrangiamenti non risulta affatto semplice. Qual’è il segreto alla base? Talento, professionalità ma anche una sorta di ispirazione innata?

Bisogna essere inizialmente molto attenti al panorama discografico attuale, ascoltare molto e tutto, per essere sempre aggiornati sulle nuove uscite. Poi chiaramente si impara ogni giorno scrivendo e confrontandosi, per cui è certo che bisogna essere ispirati, ma molto importante è proprio “il mestiere”, ovvero la continuità nel lavoro. Nelle fasi successive bisogna essere autocritici ed essere disposti a fare qualche passo indietro per poter fare dei passi avanti.

Molto spesso un autore di testi musicali assume lo stesso ruolo del poeta attraverso i suoi versi. Le parole diventano hit di successo amate dal pubblico. Quanto sono importanti i significati interni alla composizione?

Una melodia accompagnata da un testo di spessore acquista un valore molto più grande, per cui è probabilmente destinata ad una strada più lunga con apprezzamenti maggiori.
Detto questo però va anche considerato che canzoni leggere e immediate, con testi più “abbordabili” da tutti, spesso si sono dimostrate più ascoltate e apprezzate dal pubblico.
Se pensiamo ai classici tormentoni estivi che si ascoltano al supermercato o mentre stai provando qualcosa in un negozio di vestiti, sappiamo che quelle 4 parole semplici entrano più in testa di grandi discorsi.

Ti va di parlarci un pò dell’etichetta discografica SugarMusic?

La SugarMusic è attualmente la più grande etichetta italiana indipendente, con a capo la grande talent scout “Caterina Caselli” e il figlio “Filippo Sugar”. La Sugar è famosa anche per per la sua grande passione di “scovare” artisti nuovi, che non siano passati obbligatoriamente per un talent televisivo.

Dietro ogni canzone di successo, ogni nuovo album, si nasconde un lavoro di gruppo spesso ‘ignorato’ dai fan dei singoli artisti. Quanto impegno, preparazione, cura dei dettagli, si cela ‘dietro alle quinte’?

Questo bisognerebbe chiederlo a mia moglie, perché dice che sono sempre troppo impegnato 😉 Il lavoro sta molto nel dettaglio, si fanno molto spesso sessioni di scrittura in gruppo, per cercare di trovare delle soluzioni melodiche o di testo che non siano state mai utilizzate, ma che allo stesso tempo non siano troppo “Borderline” rispetto alle nuove uscite.

Idem per quanto riguarda le produzioni, occorre fare attenzione ad utilizzare sonorità nuove, ma che si sposino bene con l’attuale linea radiofonica.
Quando sono coinvolto nella produzione artistica, è importante anche il lavoro con l’artista in studio, cercando di dargli la direzione più giusta in fase di incisione, trovando le giuste sfumature e il mood adatto al brano stesso, senza perdere la propria personalità.

Hai collaborato anche all’uscita dell’album ‘Dieci’ di Valerio Scanu. Un numero che rappresenta in qualche modo anche il tuo percorso professionale. Puoi parlarcene?

Sì, è stata una coincidenza incredibile poiché i miei primi dischi cantati da artisti big sono usciti esattamente 10 anni fa, nel 2008. Oltre a Silvia Mezzanotte, in quell’anno uscì anche il singolo “Cerco ancora te”che scrissi per Umberto Tozzi, contenuto nell’album “Non solo live”. Presto quel brano fu esportato anche all’estero, pubblicato in Francia, Svizzera e Belgio.

Da quell’anno in avanti poi ho avuto il piacere di produrre e scrivere per molti altri artisti, tra cui anche Francesco Renga, Nina Zilli, Gemelli Diversi, Michele Bravi, Dearjack, Nomadi etc…

Nel 2010 Francesco Renga ti ha selezionato per una collaborazione, a seguito del concorso che hai vinto a livello nazionale. Che cosa ricordi di quell’esperienza?

E’ stata un’esperienza indimenticabile, me ne parlò un mio amico, dicendomi che Francesco Renga aveva organizzato un concorso online per trovare un nuovo autore, mandai semplicemente un provino piano e voce sul suo sito e dopo diversi mesi mi arrivò la notizia che avevo vinto. Da quel giorno sfatai quel mito che per farsi notare “bisogna avere per forza le conoscenze”, perché in realtà io non conoscevo nessuno. Quel tipo di soddisfazione è vera e indelebile.

Quanto è difficile riuscire ad emergere odiernamente in campo musicale? Si sente spesso dire che il talento dei singoli non è sufficiente senza le giuste ‘occasioni’. E’ veramente così?

E’ ovvio che le occasioni sono importanti, ma è altrettanto importante non arrendersi alla prima porta chiusa… e neanche alla decima. E’ ulteriormente vero che credo di essere tra i pochi produttori/autori che spendono il proprio tempo nell’ascoltare qualsiasi cosa arrivi da artisti emergenti e nel rispondere. Però devo dire che in molte occasioni mi arrivano artisti che credono di essere i migliori, poi quando provi a dare qualche consiglio per renderli più attuali, rispondono che il loro stile è quello (vecchio) e non vogliono cambiare.

Siamo curiosi di scoprire qualcosa in più su di te. Come di descriveresti nella vita di tutti i giorni? E quanto contano le radici della tua terra?

Sono sposato, ho figli, vivo nelle Marche e non cambierei mai questo posto. Ho avuto offerte di spostarmi a Milano, ma per quanto sia importante il lavoro, la vita in posti sereni e fuori dal caos è molto più importante. Poi sono molto spesso gli artisti a venire qui, è un modo anche per far conoscere e gustare la bellezza di questi posti.

Possiamo paragonarti ad un esempio da seguire per tutti gli aspiranti produttori e compositori odierni?

Forse è un po’ esagerato, chiaramente anche io ho molto da imparare e sto ancora lavorando per migliorarmi. Poi se posso dare qualche consiglio, ben volentieri, compatibilmente con i miei tempi di lavoro… ma come detto sopra cerco di essere sempre disponibile, perché anch’io molti anni fa ero un emergente e la maggior parte delle volte nessuno mi rispondeva.

Al termine di questa esaustiva chiacchierata con Emilio Munda cogliamo l’occasione per ringraziarlo del tempo dedicatoci invitando tutti i lettori ad accedere alla sua Pagina Facebook, il Profilo Instagram.

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