Esauriente Salute Diabete: occorre una dieta rigida per sconfiggerlo

Diabete: occorre una dieta rigida per sconfiggerlo

Diabete occorre una dieta rigida per sconfiggerlo

La patologia del diabete può essere affrontata e contrastata soprattutto a tavola, attraverso un regime alimentare rigido ma essenziale, dal quale trarre giovamento.

Le nuove ricerche sono state avanzate contro una forma di patologia tra le più diffuse al mondo come il diabete di tipo 2, molto spesso frutto di un’alimentazione sregolata.

Un nuovo studio ha evidenziato la possibilità di trarre un notevole beneficio apportando una modifica sostanziale delle calorie giornaliere, comprese fra  825 e le 850 calorie per giornata. Seguendo un regime alimentare di questo tipo la patologia del diabete è in grado di regredire nel giro di soli 3/5 mesi, con risultati certi almeno nella metà dei pazienti.

La ricerca è stata resa pubblica sulla rivista “The Lancet”, realizzata dalla New Castle University. Lo studio, denominato  The Diabetes Remission Clinical Trial (DiRECT), ha preso in esame circa 300 adulti affetti da diabete di tipo 2 dai 20 ai 65 anni per un periodo complessivo di sei anni.

E’ stato evidenziato che, solamente dopo un anno di regime alimentar ipocalorico, la maggior parte dei soggetti aveva perso non soltanto peso ma aveva ridotto il livello del diabete fino a rendere non necessarie le cure farmacologiche dapprima prescritte come unica fonte di rimedio per questa patologia, sicuramente fonte di guadagno per le industrie farmaceutiche.

Lo studio ha posto rilevanza sull’apporto degli eccessi di calorie in grado di condurre ad un ingrossamento del fegato e ad una maggiore produzione di glucosio con effetti sul pancreas e l’insulina.

Il professor Roy Taylor ha evidenziato le speranze per il futuro: “Raramente si discute di curare il diabete attraverso il taglio delle calorie. La grande sfida è evitare che sul lungo termine i pazienti riprendano tanto peso. Noi continueremo a seguirli per quattro anni per capire se la perdita di peso e la remissione della patologia è possibile anche sul lungo termine”.