Esauriente Economia Deposito Titoli Amministrato: cos’è e come funziona

Deposito Titoli Amministrato: cos’è e come funziona

Deposito Titoli Amministrato cos’è e come funziona

Il deposito in titoli amministrato viene comunemente chiamato anche deposito titoli in amministrazione, oppure a dossier ad indicare il deposito di titoli del debito pubblico, titoli di Stato, obbligazioni, azioni e via elencando presso un istituto bancario che si assumerà due specifici obblighi: quello relativo alla custodia e quello relativo all’amministrazione degli stessi.

L’istituto bancario che provvederò alla gestione amministrativa e al controllo dei titoli in questione dovrà inoltre esigerne gli interessi o i dividendi, curando le riscossioni per conto del depositante con conseguenti accrediti delle somme relative, verificando i sorteggi per l’attribuzione di eventuali premi, per l’eventuale del capitale, provvedendo alla completa tutela dei diritti inerenti ai titoli depositati per conto del proprio cliente.

A riguardo del versamento di decimi o all’esercizio del diritto di opzione l’istituto bancario in questione dovrà fare un’esplicita richiesta di istruzioni al proprio cliente, in assenza della quale dovrà provvedere alla vendita dei diritti di opzione non esercitati per mezzo di un agente di cambio.

Deposito Titoli Amministrato: di quale contratto si tratta?

Il deposito titoli amministrato rappresenta un contratto di natura mista contemplando al proprio interno sia gli elementi del deposito regolare, sia del mandanto.

A riguardo del deposito regolare la banca non provvederà all’acquisto, alla proprietà e alla disponibilità dei titoli e dovrà quindi provvedere alla loro restituzione sulla base dell’eventuale specifica richiesta del proprio cliente. A riguardo invece del mandanto la banca potrà assumere decisioni giuridiche necessarie per l’amministrazione dei titoli affidati.

L’istituto bancario avrà quindi diritto alla richiesta anticipata del  rimborso delle spese sostenute per conto del proprio cliente, oltre che ad un compenso della somma pattuita in fase di contrattazione del deposito di titoli amministrato, stabilita dagli usi in materia.

La banca dovrà rispettare obbligatoriamente l’ordinaria diligenza, mentre risulterà nullo qualsiasi altro patto contrario. In altre casistiche meno frequenti alla banca potrà essere richiesto di svolgere solamente un’azione di custodia dei titoli del cliente che conserverà la gestione amministrativa degli stessi separatamente.

Il deposito di titoli è quindi uno strumento specifico messo a disposizione dall’istituto bancario e intermediari finanziari per la gestione dei titoli dei clienti che non necessitano del tempo necessario o delle conoscenze specifiche per la gestione autonoma.

Il deposito di titoli potrà quindi prevedere la gestione di azioni, obbligazioni, titoli di stato, derivati,quote di fondi comuni di investimento, Sicav, warrant, covered warrant, a seconda delle diverse scelte del cliente.

Moltissimi istituti di credito procedono all’apertura di un deposito titoli al momento stesso di quella relativa ad un nuovo conto corrente, rendendo in tale modo del tutto gratuita l’avvio della procedura di gestione e alla custodia dei titoli.

I costi di tassazione del deposito prevederanno un’imposta di bollo e del capital gain. L’imposta bollo, denominata anche mini-patrimoniale, sarà pari allo 0,15% dell’importo investito, mentre il capital gain sarà applicato in presenza di una plusvalenza pari al 20%, per i titoli di stato pari al 12,5%.

Il deposito di titoli amministrato sarà quindi fornito dall’istituto bancario sotto la spesa fissa di compensi previsti in fase di contrattazione rendendo un servizio a pagamento nei confronti della propria clientela.

Dal 1 gennaio 2014 è stato previsto l’aumento dell’aliquota imposta di bollo da 0,15% allo 0,2%, mentre per le persone fisiche i guadagni di capitale è stata prevista un’aliquota fissa del 26%.