Da Bruco a Farfalla: come sono, dove vivono e come avviene la metamorfosi

La farfalla è un insetto con il corpo diviso in capo, torace e addome ed è fornita di tre paia di zampe. Le ali sono il carattere che ci permettere di distinguerle l’una dall’altra. Quelle dell’argynnis sono color terra di siena, macchiate di nero e il loro bordo è dentellato.

 

Come è Fatta una Farfalla: ali, capo, torace e zampe

Quante ali ha una farfalla? Sempre quattro: le anteriori sono di solito più grandi delle posteriori e la forma è generalmente triangolare. La faccia superiore dell’ala è la più vistosa, perciò le farfalle diurne (che volano solo di giorno) quando si posano sui fiori per succhiare il nettare o per riposarsi, la nascondono tenendo le ali diritte: questo è un particolare motivo molto importante perché vi servirà a distinguerle da quelle notturne (che escono cioè solo verso sera), le quali, avendo colori molto meno vivaci, quando si fermano possono tenere senza timore le ali abbassate a tetto.

Inoltre i colori delle farfalle, in molte specie, sono diversi nei due sessi; ciò permette di distinguere il maschio dalla femmina. Questo fenomeno si chiama dimorfismo sessuale.

Le ali delle farfalle sono espansioni membranose articolate al torace, tenute distese da tante nervature chitinose (cioè impregnate di chitina); il tutto ricoperto da squame disposte come le tegole di un tetto (le farfalle sono infatti chiamate anche Lepidotteri, che significa appunto ali a squame). Devono essere tante se sono così minute da sembrare una polverina: e infatti si dice che in ogni ala se ne possano contare circa un milione.

La bellezza delle farfalle è data dagli splendidi colori di queste squame che si combinano in modo mirabile a costituire l’ala.

Nel capo troviamo gli occhi composti e un paio di antenne che nelle farfalle diurne sono clavate, cioè terminano in punta con un rigonfiamento; nelle notturne invece assomigliano di più a pettini o a piume. La bocca si presenta invece sotto il capo, come una specie di lingua avvolta a spirale. Si tratta dell’apparato boccale trasformato in tromba (spiritromba) che, estroflessa, è in grado di succhiare sostanze liquide.

Il torace presenta i tre segmenti da cui partono le zampe non molto dissimili da quelle degli altri insetti. L’addome, più o meno lungo, è sempre diviso in anelli ognuno dei quali porta, come al solito, un paio di stigmi per la respirazione. Nelle farfalle notturne è sempre grosso e pelose e, in ogni caso, è più grosso nelle femmine che nei maschi.

L’argynnis è una farfalla abbastanza comune; compare a maggio nei boschi e nei prati fioriti, tanto in pianura che a una certa altitudine sul livello del mare, specialmente vicino alle viole sulle cui foglie depone le uova.

 

Cosa Mangiano le Farfalle

La farfalla assaggia prima con le zampe, poi con la bocca tramite la spiritromba. L’organo del gusto si trova sulle zampe e l’olfatto si trova invece sulle antenne. Non tutte le farfalle si nutrono; alcune addirittura restano digiune fino alla morte, consumando le riserve accumulate in giovinezza, cioè allo stadio di bruchi.

Le farfalle mangiano, o meglio bevono, il nettare dei fiori, contribuendo così all’impollinazione; infatti nel visitare il fiore si imbrattano ali e zampe di polline che trasportano da fiore a fiore.

 

Come Nasce una Farfalla

La nascita di una farfalla è ciò che di più bello e misterioso possiate immaginare. Le uova sono deposte dalle femmine sulle piante; queste forniranno l’alimento ricercato dalle larve che si schiuderanno. Non sono facili da trovare perché più piccole di una capocchia di spillo e in genere attaccate sulla pagina inferiore delle foglie. Il tempo necessario all’uscita della larva dall’uovo è variabile: in certe specie può bastare una settimana, in altre occorrono dei mesi. Se le uova sono deposte in autunno non si schiuderanno fino alla primavera.

 

Il Bruco

Il bruco è l’essere più affamato che esista, tanto che un naturalista lo ha chiamato intestino semovente. Perciò là dove vi sono foglie mangiucchiate ci possono essere dei bruchi. Non è sempre facile individuarli ma vi può aiutare il loro colore che va dal bruno, al verde, al giallo e spesso è coperto di verruche e di ciuffetti di peli che è meglio non toccare con le mani.

I bruchi dell’argynnis sono grigio e neri, con strisce dorsali bianche, i fianchi fasciati di giallo scuro con tante spine rosso mattone che ne ornano il corpo. Li troverete in aprile e in luglio sulle viole.

Nel bruco è possibile notare la sua fame insaziabile che tiene sempre in attività il forte apparato masticatore, il suo rapido accrescimento, le mute e il caratteristico modo di muoversi a fisarmonica, avvicinando e allontanando i segmenti del corpo, servendosi sia delle vere zampe (quelle del torace) sia delle false zampe (quelle degli altri segmenti).

Attenzione a non toccare con le mani i bruchi coperti di peli. Alcuni di essi potrebbero causare fastidiosissime infiammazioni alla bocca e agli occhi se vi toccherete dopo averli maneggiati.

 

La Metamorfosi: Dal Bruco si Forma la Pupa o Crisalide

Dal bruco, che cresce velocemente e subisce varie mute, si forma a un certo punto la pupa o crisalide.

Le crisalidi delle farfalle sono spesso avvolte in un bozzolo cioè in un involucro formato di fili di bava emessa da speciali ghiandole del corpo. Questa bava, sottile più di un capello, diventa solida a contatto dell’aria e chiude il bruco in una casa di seta.

E’ questo il momento più misterioso: la crisalide, per diventare adulta, distrugge tutto ciò che ricorda il bruco e costruisce nuovi organi, silenziosamente nel più completo digiuno. Dopo qualche tempo, variabile da una specie all’altra, sul dorso si forma una larga fenditura dalla quale finalmente uscirà l’insetto perfetto che abbandonerà l’involucro ormai divenuto inutile.

La metamorfosi della farfalla, che comprende stadi distinti (bruco, crisalide, insetto perfetto) è una metamorfosi completa.

 

Le Farfalle ed i Bruchi sono Utili o Dannosi?

Le farfalle allo stadio adulto non sono mai dannose. Anzi, visitando i fiori per nutrirsi di nettare, contribuiscono attivamente all’impollinazione dei fiori.

I bruchi, invece, con la loro fame insaziabile, provocano danni ingenti all’agricoltura e ai prodotti derivati come frutta e semi; alcuni di essi, infine, le tignole, distruggono in poco tempo indumenti di lana, pellicce e piume.

Esiste però anche qualche specie utile; il baco da seta, per esempio, filando il bozzolo ci procura da tempo immemorabile quel filo prezioso che fornisce la materia più fine e ricercata per i nostri tessuti.

L’allevamento di questa specie risale a tempi antichissimi (3000 anni a.C. in Estremo Oriente) e fu poi diffuso in Europa insieme alla coltura del gelso, delle cui foglie il baco si nutre.

Non dimentichiamo, fra le specie utili, alcuni bruchi distruttori di piante dannose all’uomo. In Australia si è assai grati alla tignola del cactus; le robuste mandibole dei suoi bruchi hanno arginato la straordinaria espansione del fico d’India che invadeva tutti i pascoli trasformandoli in campi di spine. A questo insetto gli Australiani, riconoscenti, hanno innalzato persino un monumento.

Site Footer

Questo sito fa uso dei cookie, anche di terze parti, per garantire ai suoi utenti un'esperienza di uso ottimale. Continuare nella navigazione (scroll, click, ...) equivale all'accettazione dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi