Cosa Mangiare in caso di Vomito

Cosa mangiare in caso di vomito

Il sintomo del vomito deve innanzitutto essere distinto dal sintomo del rigurgito in grado, a differenza del primo caso, di raggiungere le vie aeree come gola, naso, bocca tramite una secrezione del contenuto esofagico che risale verso l’alto ma si differenzia dal bisogno di espellere il contenuto dello stomaco.

Il vomito invece è caratterizzato da un’espulsione totale o parziale del contenuto presente all’interno dello stomaco per mezzo di contrazioni addominali involontarie e processi specifici che consentono la risalita verso l’alto dei contenuti gastrici fino alla bocca, con un effetto del tutto involontario.

Il tipico rigurgito, presente soprattutto nei neonati e nei bambini, risale le vie aeree senza contenere bile e acido, comparendo in condizioni di decubito, privo di un corredo sintomatico.

Il vomito sarà invece accompagnato generalmente da una serie di sintomi più o meno marcati a seconda del soggetto e della gravità del malessere. Il disturbo potrà dipendere da diverse cause e origini che cercheremo di analizzare nelle righe successive.

Vomito: cause principali

Quali sono le cause principali del vomito? Generalmente il sintomo compare in presenza di una correlazione alimentare, ma tra le motivazioni più comuni si trovano: indigestione, patologie ostruttive, patologie di origine infiammatoria, patologie psichiatriche riferite soprattutto all’autoinduzione del vomito nei pazienti bulimici, disturbi della motilità, uremia, chetoacidosi, iperglicemia, ipoglicemia, disfunzioni di origine cerebrale, microbi, tossine, stato di gravidanza, tossine endogene, malattie cardiopolmonari, patologie della toroide, alterazioni a carico del sistema sensoriale, assunzione di farmaci, assunzione di ulteriori sostanze, particolari terapie.

In presenza del vomito i muscoli del diaframma e i muscoli addominali subiranno una contrazione vigorosa con una conseguente onda antiperistalsi originata nel digiuno prossimale responsabile della spinta finale verso l’alto fino alla bocca per poter liberare lo stomaco.

Il processo del vomito non può essere impedito e non potrà essere opposta alcuna resistenza da parte della volontà e del controllo sul proprio fisico, ma tuttavia potranno essere prescritte alcune terapie farmacologiche in presenza di conseguenze più gravi.

Anche l’alimentazione successiva all’evento del vomito potrà essere abilmente adattata al fine di escludere un nuovo possibile evento.

Cosa mangiare in caso di vomito: consigli da seguire

In presenza di vomito sarà opportuno modificare momentaneamente il proprio regime alimentare in modo tale da contrastare i sintomi e l’eventualità di introdurre cibi irritanti per le condizioni dello stomaco stesso.

Le cause del vomito non sono sempre diagnosticabili autonomamente e rappresentano una condizione aspecifica ma generalmente, in presenza di un’abbuffata precedente o di qualcosa che si è mangiato, fatta eccezione per i casi alimentari di intossicazione per i quali rivolgersi al pronto soccorso, si potrà intervenire senza allarmismi.

Per prima cosa dovrà essere rispettata una corretta cura dell’igiene alimentare nei prodotti che necessitano di un lavaggio come frutta e verdure, prevedendo procedure di cottura e conservazione degli alimenti adeguate.

In presenza di vomito dovranno essere ridotti o momentaneamente eliminati zuccheri, grassi, condimenti eccessivamente pesanti, piccanti, l’impiego di erbe aromatiche, preferendo cibi solidi e semplici.

Si potranno rintrodurre i liquidi poco alla volta, optando anche per acqua e limone, ma senza allagare eccessivamente lo stomaco nell’immediato, escludendo il latte e i suoi derivati dal proprio regime alimentare, preferendo piccole porzioni più volte al giorno rispetto ad un unico pasto.

A differenza degli adulti e dei bambini svezzati, i neonati dovranno essere nutriti con il latte.