Claudym, Intervista alla Giovane Artista e Cantante, alla scoperta delle Miniature

Claudym, Intervista alla giovane artista e cantante alla scoperta delle miniature

Lo staff di Esauriente ha raggiunto la giovane artista e cantante Claudym la quale ci ha concesso un’intervista alla scoperta del suo talento innato per le miniature e per la musica.

La bellissima Claudym ci ha concesso di entrare all’interno di un mondo artistico in miniatura, grande pressoché quanto una moneta, frutto di studio, influenze artistiche e impegno, accompagnato dalle note musicali della sua voce sublime.

Alla base del tuo talento si trova l’idea di portare l’arte alle dimensioni di una moneta, rifacendosi ad un’ispirazione cinematografica. Da dove nasce questo approccio artistico e come sei arrivata alle creazioni che ti hanno resa celebre nell’odierno?

Ho riscoperto le miniature casualmente, tramite Instagram. Si tratta di un’arte antichissima, che veniva usata per decorare i manoscritti e che mi ha sempre affascinata, eppure rivedere quei piccoli soggetti catapultati nella nostra realtà mi ha colpita molto! Sono sempre stata innamorata delle miniature, perché nonostante la ridotta dimensione nascondono un mondo al loro interno. Quindi sono corsa a prendere i materiali che mi sarebbero serviti e ho iniziato a realizzarne una, quella di Darth Vader.

L’idea di associare a soggetti cinematografici questo piccolo formato è stata molto istintiva: stava uscendo il settimo episodio di Star Wars ed essendo appassionata di cinema ho pensato di disegnare uno dei personaggi più importanti della saga. Da lì ho deciso di proseguire su quella strada perché realizzare quella miniatura mi aveva lasciato un ricordo dell’infanzia molto bello. La maggior parte dei soggetti che rappresento hanno accompagnato tutti noi nella nostra crescita, quindi riproponendoli ora cerco di creare un contatto con il passato e di far rivivere il bambino che c’è in ognuno di noi.

Oltre all’arte possiedi anche una bellissima voce. Quando hai deciso di pubblicare canzoni dividendoti tra miniature e cover?

Ho sempre amato la musica e cantato, ma fino a qualche anno fa ho faticato a trovare un modo per esprimere questa passione che fosse confortevole per me. Mi vergognavo molto e temevo il confronto con gli altri, ma allo stesso tempo ero arrivata ad un punto in cui volevo a tutti i costi iniziare a farmi sentire. Ho pensato che internet fosse il modo migliore per incominciare perché, nonostante si sia comunque esposti al giudizio delle persone, si evita il contatto diretto con loro.

Come ti descriveresti nella vita di tutti i giorni?

Sono una persona alla mano, che ama le cose semplici; estroversa ma anche solitaria. Molto spesso purtroppo mi accorgo di rinunciare ad uscire di casa o vedere gli amici per lavorare su me stessa (disegnare, scrivere, studiare musica, ecc.).

Amo imparare e cerco sempre di portare avanti le mie scelte con determinazione. Questa parte di me però si scontra con una personalità un po’ fragile: pretendo molto da me, quindi a volte è difficile non scoraggiarsi davanti ad alcuni fallimenti o mancanze.

Emergere in campo artistico nell’epoca attuale risulta complicato. La maggior parte delle persone sembra aver perduto un reale contatto con la profondità delle cose, compresa l’arte in ogni sua forma. Ti trovi d’accordo in parte con tale affermazione oppure te ne discosti?

Credo si tratti di un problema generalizzato che ormai coinvolge campi differenti, anche se sicuramente il divario tra osservatore e opera si è ampliato. In realtà quasi tutti apprezzano l’arte: tanti dicono di avere piacere a disegnare e in molti rimangono colpiti davanti ad un dipinto.

Non tutti però riescono a comprendere il suo valore, e quello della manodopera in generale. Purtroppo la superficialità con la quale alcune persone si rapportano all’arte, di base, ha radici più profonde e dipende dai modelli sociali che ci vengono imposti. A scuola, per molti, l’ora d’arte è un’ora ricreativa e generalmente chi sceglie d’intraprendere questo percorso viene un po’ visto come un irresponsabile.

Il problema, secondo me, risiede soprattutto nel concetto di “dovere” e “piacere”, due cose che da sempre siamo abituati a separare. Ma dietro ad ogni percorso artistico c’è studio e fatica e ciò che è creativo non sempre è divertente, e sicuramente ha un valore più profondo della sua semplice esteriorità.

Quanto studio e preparazione tecnica si cela dietro ad ogni tua nuova opera?

Prima di creare un’opera faccio sempre una ricerca per capire quale soggetto fare. La realizzazione poi è molto spontanea: non seguo mai schemi per rispettare determinate proporzioni ma mi affido alla vista, non perché sia meglio, anzi, ma è il percorso più naturale per me. Anche se non si direbbe, visto il formato, dietro ad ogni disegno ci sono molte ore di lavoro: dalle 6 in su. Creare forme, dettagli e textures in uno spazio così limitato richiede molto tempo, perché bisogna seguire un procedimento diverso per cercare di ottenere la stessa resa di un’immagine grande.

Quanti ostacoli si celano in realtà dietro al percorso dei giovani artisti?

Il percorso degli artisti in generale, è molto complesso: bisogna sempre costruire nuove opportunità di lavoro e cercare ispirazioni. L’arte e la musica sono percorsi fatti di attese, nei quali occorre avere molta pazienza e perseveranza. Non avendo una routine fissa molte volte ho paura di perdere tempo, e questa mia idea spesso viene rafforzata dall’opinione di alcune persone che mi chiedono “sì ma quindi cosa fai nella vita?”.

La difficoltà di questo percorso sta sicuramente anche nella gestione delle emozioni, perché non sempre i risultati si ottengono e molte volte ci si rende conto di avere dei limiti. Bisogna continuamente confrontarsi con le proprie mancanze, cercare di andare oltre ed accettare che per farlo ci possono volere tempi lunghi.

Hai un posto in particolare dove trarre ispirazione per le tue miniature?

Avendo come filone principale la cultura pop, traggo ispirazione da ciò che vedo su internet, in televisione o al cinema. Rappresento personaggi di film visti di recente o in uscita, oppure qualcosa che è virale in quel momento (come Salt Bae e Tuna). Raffiguro anche soggetti legati al mondo astronomico e in quel caso la scelta arriva, oltre dall’interesse, anche dall’esigenza di passare ad un processo più astratto: i pianeti, le nebulose e le costellazioni non hanno molte forme, ma colori, sfumature e giochi di luce.

Come riesci a conciliare musica e arte?

Portare avanti sia la musica che l’arte per me è proprio una necessità, anche se può sembrare una forma di indecisione sul percorso che vorrei intraprendere. In realtà entrambe si coniugano benissimo insieme e mi aiutano a sfogare le emozioni in modo diverso, scoprire nuove forme di creatività e rendere varia la mia quotidianità.

Come dicevo prima, sia l’arte che la musica sono percorsi fatti di attese e io a volte faccio fatica ad avere pazienza perché non vedo l’ora di vedere il risultato. Quindi in questi periodi di stallo mi aiuta tantissimo dedicarmi ad una cosa piuttosto che all’altra, sfruttando quel tempo per portare avanti entrambi i percorsi.

Sia in campo artistico che musicale a quale personaggio vorresti rassomigliare?

Ci sono tanti artisti che ammiro e dai quali prendo ispirazione, cercando però sempre di essere il più onesta possibile con me stessa. Sono un’appassionata di Kandinskij, Dalì, Van Gogh e Leonardo da Vinci, mentre tra gli artisti contemporanei seguo Dina Brodsky, Stella Maria Baer, Cinta Vidal e Kangkanghoon.

Per quanto riguarda la musica invece sono cresciuta con i Beatles, i Queen, Elton John, Bowie e Michael Jackson, ma attualmente ammiro e cerco di ispirarmi ad artisti quali Tyler The Creator, Billie Eilish e Frank Ocean.

Le tue opere sono attualmente acquistabili?

Ho un negozio online su Etsy. Per trovarmi basta cercare “Claudym” sul sito, oppure andare negli highlights di Instagram, scegliere il disegno che si vuole acquistare e seguire il link diretto, correlato ad ogni opera. Inoltre durante il periodo natalizio partecipo ad alcuni market di Milano.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Nei prossimi mesi usciranno nuovi progetti, sia artistici che musicali, ai quali sto lavorando adesso. Il mio sogno principale sarebbe quello di vivere di musica, senza però pormi limiti.
In generale, nel futuro, mi piacerebbe poter vivere la creatività in ogni sua forma, sperimentando anche percorsi differenti ma comunque connessi a quello che faccio: la realizzazione dei video, la recitazione, la scrittura, oltre a collaborazioni artistiche varie.

Ad oggi, tra tutte le tue realizzazioni, se dovessi sceglierne una in particolare a quale rimarresti più affezionata?

Credo E.T.. E’ un personaggio che amo tantissimo e che avrei voluto tenere, anche se adesso si trova in una nuova casa (un po’ come nel film!), ma è sempre speciale lasciare ad un’altra persona un pezzo di te.

Al termine di questa meravigliosa chiacchierata con Claudym lo staff di Esauriente coglie l’occasione per ringraziarla. Invitiamo i nostri lettori a seguire i suoi lavori sulla sua Pagina Facebook e sul suo Profilo Instagram.

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