Canton, Intervista al famoso Gruppo Musicale alla ribalta delle scene

Lo staff di Esauriente ha raggiunto il famoso gruppo musicale Canton, i quali ci hanno concesso un’esclusiva intervista grazie alla collaborazione dell’ufficio stampa a cura di Paola Conforti. I Canton sono un gruppo musicale italiano proveniente da Riva del Garda, in provincia di Trento, ritornati alla ribalta dopo un lungo periodo di silenzio.

Come si apprende al sito web ufficiale del gruppo i Canton sono diventati famosi con la hit “Sonnambulismo” (Sanremo ’84), scritta da Enrico Ruggeri, poi arrangiata e trasformata dai tre ragazzi: Marcello Semeraro, Francesco Marchetti e Stefano Valdo, in un pop rock iper elettronico dai contenuti interessanti e innovativi.

La particolarità indiscussa dei Canton è stata da sempre improntata sulla capacità di di confrontarsi a testa alta con la scena inglese e americana. Dopo “Sonnambulismo” arriva “Please don’t stay”, scritta e prodotta dai Canton stessi, che li ha portati a vincere “Azzurro” e a partecipare al Festivalbar ’85. “Please don’t Stay” fu pubblicata in tutta Europa, Inghilterra inclusa ed eccezione estremamente rara per il periodo.

A seguito del successo riscontrato dai singoli “Ancora estate” e “Voglia di te” è giunta in radio dal 25 settembre il brano che svela il lato più oscuro e misterioso della band divenuta celebre negli anni ’80, dopo un periodo di 15 anni lontani dalle scene musicali. “Sono Solo” è la canzone più intensa e magnetica dell’album “Uno su tre”, particolarmente apprezzata ed acclamata dal pubblico.

Alan Pasotti Fotografo ©

Com’è nata la formazione musicale dei Canton?

Così come nascono la maggior parte dei gruppi rock: a 17 anni, con tantissima voglia di fare musica e di sfondare, nella nostra cantina, facendo prove su prove ogni sera dopo scuola fino a riuscire a ottenere, 6 anni dopo, un contratto discografico che ci ha portato a Sanremo.

All’interno dei social network siete particolarmente seguiti dai fan. Vi sareste mai aspettati un risultato del genere e quanto contano le stesse interazioni con gli utenti soliti seguirvi?

Al giorno d’oggi i social sono il motore di tutto e abbiamo subito puntato sulla popolarità sul web per il nostro ritorno. Senza i social non saremmo qui adesso…

I Canton sono formati rispettivamente da Marcello Semeraro e Alberto Masella, Mauro Iseppi. Chi siete all’interno della vita privata?

La vita privata cerchiamo di farla rimanere il più privata possibile… Ti dico solo che io, Marcello, sono cantante e compositore dei pezzi, Alberto è bassista e Mauro è batterista e fonico di studio. Non dobbiamo però dimenticare anche i nostri membri ”occulti” ma non per questo meno importanti: il nostro produttore e tastierista Davide Dalpiaz e il chitarrista Marco Gardini.

Negli anni ’80, grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo con il brano Sonnambulismo, scritto da Enrico Ruggeri, la vostra fama è esplosa all’interno del panorama musicale. Che cosa ha significato per voi calcare il palco dell’Ariston?

È stata la cosa più bella che finora ci sia capitata, sia per la grande emozione, sia per la fama immediata e la possibilità di comunicare al grande pubblico la nostra musica! Bellissimo…

Successivamente a Sanremo siete stati protagonisti anche del Festivalbar, compresi numerosi brani tradotti anche in inglese per un successo giunto sin oltre oceano in Messico. Com’è cambiato il mondo musicale dagli inizi degli anni ’80 ad oggi secondo il vostro punto di vista?

Mah, l’ispirazione e lo scrivere canzoni vengono sempre dall’anima del musicista, questo non cambierà mai. Dal punto di vista tecnico ovviamente adesso abbiamo a disposizione tutte le tecnologie digitali che, se usate “con l’anima”, possono aiutare a sveltire un poco il processo di arrangiamento e produzione, e soprattutto il web che ci dà la possibilità di arrivare direttamente al pubblico senza necessariamente passare per la lunga e difficile trafila delle grosse case discografiche. Prova ne è il fatto che noi siamo qui ora e abbiamo fatto tutto il percorso del ritorno in maniera autonoma e indipendente.

La vostra carriera è stata correlata anche da difficoltà e ostacoli; come siete riusciti a superare anche i momenti di ‘crisi’?

Molte e grossissime difficoltà, soprattutto quando, sul più bello del successo, siamo stati costretti a smettere non per nostra incapacità di produrre successi ma perché la nostra casa discografica di allora aveva chiuso la produzione pur mantenendoci legati ad un contratto discografico che non ci permetteva di passare ad altri.

E a quei tempi il web non c’era, quindi non c’erano alternative per continuare a fare musica. Questo ci ha molto amareggiati e ci ha perfino portati a abbandonare il mondo della musica ed a dedicarci ad altre attività. Poi, il tempo cura le ferite, la passione non muore mai e la voglia di tornare a calcare il palco ci ha portati a rimetterci in gioco consapevoli che avremmo dovuto rifare la gavetta da capo, ma felici di affrontare di nuovo questa sfida senza oltretutto l’aiuto di nessuna grande discografica, ma per pura passione.

E abbiamo fatto bene, perché dal nostro ritorno ufficiale nel 2016 con la pubblicazione dell’album “Ci saremo” abbiamo pubblicato ben 10 singoli con i rispettivi video, tutti entrati nelle classifiche indie. Soprattutto gli ultimi tre ci hanno portato grande soddisfazione, “Ancora estate”, “Voglia di te” e “Sono solo”, che hanno raggiunto la top 10 e hanno totalizzato insieme quasi 3.000.000 di visualizzazioni su youTube.

Alan Pasotti Fotografo ©

Attualmente quali sono i vostri progetti per il futuro?

Stiamo realizzando il nostro progetto “1/3 – Uno su tre”, un album ‘in divenire’ che prevede la pubblicazione di un singolo ogni tre mesi, singoli che poi si andranno mano a mano a raccogliere in quello che in futuro diverrà un album/raccolta.

A quale dei vostri brani siete rimasti maggiormente legati?

Sempre all’ultimo realizzato generalmente, ma anche “Please don’t stay” ha un posto speciale nel cuore perché è stato il primo pezzo interamente scritto e realizzato da noi ad entrare nelle grazie del grande pubblico ed ad andare addirittura in classifica in Inghilterra.

Abbiamo appreso dai social network un nuovo lavoro per la futura pubblicazione di inediti. Lo stile resterà quello classico del pop rock?

Sì, si tratta appunto di “1/3 – Uno su tre”. Il pop rock è la nostra musica in assoluto, ma il pop rock ovviamente si evolve e si arricchisce di nuove sonorità e influenze con il passare degli anni. E a noi piace sempre guardare avanti e non indietro, quindi pop rock del 2018! 

Su tutti i digital store è stato pubblicato “Ancora estate”, il primo singolo del progetto “1/3 – Uno su tre”, come nasce questa canzone?

Sono stati pubblicati già tre singoli dal nuovo progetto “1/3 – Uno su tre”! “Ancora estate” brano dalle influenze funk, che parla di estate interiore, l’estate che si sente anche in inverno dentro di noi quando si è in pace con se stessi; “Voglia di te”, pezzo più scanzonato e allegro, e “Sono solo”, il pezzo più intenso e dark pubblicato finora dove esploriamo le pieghe più oscure delle anime sole, di chi in certi momenti non si sente al posto giusto, si sente in qualche modo ‘sbagliato’.

Alan Pasotti Fotografo ©

Al termine di questa bellissima chiacchierata con il gruppo musicale Canton lo staff di Esauriente coglie l’occasione per ringraziare Marcello Semeraro, Alberto Masella e Mauro Iseppi, oltre alla disponibilità di Paola Conforti invitando tutti i lettori ad accedere alla Pagina Facebook ufficiale della band, il sito Web, il canale YouTube.

Questo sito fa uso dei cookie, anche di terze parti, per garantire ai suoi utenti un'esperienza di uso ottimale. Continuare nella navigazione (scroll, click, ...) equivale all'accettazione dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi