Calcolo Buono Fruttifero Postale, Come Controllare il Valore

Calcolo Buono Fruttifero Postale, Come Controllare il Valore

Cos’è

Il Buono Fruttifero Postale riveste un’importanza fondamentale per il risparmio dei cittadini italiani e, insieme ai personali libretti di risparmio, ha caratterizzato la vita di moltissime persone e contraddistinto le epoche passate contribuendo a definire la patrimonializzazione delle classi sociali meno fortunate, stimolate dall’accumulare denaro per soddisfare esigenze altrimenti impossibili come l’acquisto di una casa.

I buoni fruttiferi sono emessi dalla Cassa Deposito e Prestiti (acronimo CDP), una società per azioni partecipata per larga misura dallo Stato Italiano, garante di questi strumenti: sono definiti postali perché Poste Italiane li colloca come distributore esclusivo e li rende disponibili al pubblico per essere sottoscritti.

I Buoni Fruttiferi Postali, anche definiti dall’acronimo BFP, sono emessi nella tradizionale forma cartacea ovvero dematerializzata, per venire incontro alle nuove esigenze dei tempi moderni e della clientela attuale, nonché l’utilizzo della tecnologia moderna.

I BFP, seppur molto diversificati tra loro e legati alle nuove dinamiche finanziarie, molto più complesse e variegate del passato, presentano comunque caratteristiche e peculiarità molto comuni tra loro. I tratti distintivi comuni sono i seguenti:

  • E’ possibile sottoscriverli e chiederne il rimborso, il pagamento presso qualunque ufficio postale, anche se nel caso di forma cartacea occorrerà attendere un controllo se lo consegniamo a una filiale diversa da quella dove è stato emesso ed è presente nel database interno;
  • Non è dovuta alcuna commissione o costo annesso all’emissione o al rimborso, tranne gli oneri di natura fiscale;
  • Forma cartacea o dematerializzata;
  • Importo minimo sottoscrivibile pari a 50€;
  • E’ possibile sottoscriverli in ogni momento e non attendere l’emissione durante un periodo particolare, come avviene per le obbligazioni;
  • Per usufruire del buono dematerializzato, occorre avere già un rapporto di deposito, ad esempio un libretto di risparmio ovvero un conto BancoPosta presso le Poste Italiane, da cui saranno addebitati i soldi investiti per l’acquisto;
  • Le condizioni dell’emissione sono previste in fase contrattuale, prestabilite e non possono essere cambiate fino al rimborso, anche se decidiamo di avvalerci di una richiesta anticipata;
  • Nel caso di buono cartaceo, il rimborso avverrà per intero, mentre potrebbe essere scaglionato a frazioni di minimo 250€ nel caso il capitale sia stato sottoscritto per mezzo di buono dematerializzato;
  • In funzione del tipo di Buono sottoscritto e del denaro investito in questo titolo di risparmio, potremmo richiedere la restituzione anticipata del capitale quando più ci aggrada, ottenendo il capitale iniziale più (solitamente, tranne alcune eccezioni) il rendimento in funzione del tempo trascorso e delle condizioni previste. La liquidazione del buono fruttifero postale sarà sempre possibile, nel caso di esigenze e problematiche impreviste, senza dover dare alcuna giustificazione o produrre documentazione apposita;
  • Solitamente il rendimento è crescente nel tempo, proprio per incentivare il risparmiatore a lasciare i soldi investiti;

I BFP, come anticipato, sono sempre più numerosi e diversi, per consentire alle persone di accedere ad uno strumento di risparmio basilare ed essere sempre più coinvolto da questo strumento emesso in pratica dallo Stato Italiano con il quale si finanzia e si tutela anche il cittadino e il popolo stesso.

I Buoni Fruttiferi Postali possono variare in base a:

  • Rendimento (fisso, crescente, variabile, indicizzato a determinati parametri);
  • Durata (minima, massima, a step) ;
  • Riconoscimento del rendimento (costante, a periodi predeterminati anche diversi, solamente alla scadenza);
  • Potenziali investitori (massa generica, investitori che reinvestono denaro già impegnato, aziende, eredi, minorenni, etc.).

Calcolo del Valore

Se vogliamo investire nei Buoni Fruttiferi Postali o l’abbiamo già fatto e vogliamo effettuare il semplice calcolo del rendimento presente e del valore dei BFP, allora non sarà necessario recarsi nella filiale postale più vicina, ma potremo utilizzare gli strumenti disponibili on line e i simulatori programmati ad hoc.

In ogni caso, conoscere il rendimento di un qualsivoglia strumento d’investimento, compresi questi titoli di risparmio, è fondamentale per prendere le migliori decisioni, analizzare le azioni passate, presenti e future e intraprendere i corretti comportamenti finanziari nel caso d’imprevisti o comunque in ottica familiare.

Come avremo capito, i BFP sono indissolubilmente legati al concetto di famiglia, di progetto, di futuro, disegnati proprio per la tutela del risparmio e al fine di consentire al cittadino di ottenere un rendimento certo e la salvaguardia dello Stato nazionale, al contrario di altri strumenti d’investimento privati, magari più redditizi, ma sicuramente più rischiosi.

Se vogliamo conoscere il valore del nostro BFP e il rendimento in un preciso momento temporale, basta aprire un qualunque browser web installato sul Pc o sul device mobile tra quelli conosciuti (Chrome, Mozilla Firefox, Edge, Internet Explorer, Opera, Safari) e recarsi sul sito di Poste Italiane, nella sezione dedicata ai “Buoni e Libretti” ove è presente il “Calcolatore di Buoni” all’url www.buonielibretti.poste.it/calcolatore-buoni.html.

Una volta giunti su questa pagina basterà scorrere la pagina e compilare i campi previsti dal form, ossia:

  • Data Sottoscrizione;
  • Data Rimborso ipotizzata;
  • Selezionare il tipo di BFP scorrendo i numerosi modelli di risparmio dal menù a tendina e trovando quello che corrisponde al buono in nostro possesso;
  • Divisa (tra la vecchia Lira con la quale sono ancora sottoscritti alcuni BFP e la nuova moneta unica Europea, l’Euro);
  • Importo.

Cliccando sul bottone in basso a destra denominato “Calcola”, riusciremo a visualizzare il rendimento attuale dello strumento selezionato.

Il simulatore è utilizzabile per un qualunque indirizzo IP per sole 3 volte, ma non ci sono restrizioni ed è illimitato se ci registriamo all’area riservata di Poste Italiane ed effettuiamo l’accesso: ricordiamo al lettore, inoltre, che tutti i BFP sottoscritti dopo il 1° gennaio 2009 sono consultabili on line, effettuando l’accesso sulla piattaforma online di Poste Italiane e andando nella sezione personale, “Portafoglio Buoni”.

Calcolo della Ritenuta Fiscale e dell’Imposta di Bollo

Quando eseguiamo il calcolo del rendimento di un Buono Fruttifero Postale, non dobbiamo dimenticarci che, nonostante non sussistano costi e spese annessi all’attività di emissione e rimborso stessa, ci sono ritenute fiscali e un’imposta sostitutiva da considerare nel reale importo che otterremo chiedendo il rimborso e la liquidazione in modo anticipato o a scadenza.

Il regime fiscale al quale sono soggetti i BFP varia in base alla data d’emissione per la natura non retroattiva dei vari intendimenti fiscali legiferati dai Governi che si sono succeduti nel tempo. Semplicemente:

  • I BFP emessi fino al 20 settembre 1986 sono esenti da ritenuta fiscale e nulla è dovuto all’Erario per il loro rimborso;
  • I BFP emessi tra il 21 settembre 1986 e il 31 agosto 1987 sono soggetti a una ritenuta fiscale al 6,25% trattenuta a monte da Poste Italiane come sostituto d’imposta;
  • I BFP emessi dal 1 luglio 1997 sono soggetti a ritenuta del 12,50%.

Fortunatamente non sono stati assimilati fiscalmente a guadagni su rendimenti finanziari, sottoposti a un’aliquota molto più alta, nell’ordine del 26%.

I BFP sono anche assoggettati al pagamento di un’imposta di bollo annuale, in base sempre alla loro natura e alla data d’emissione:

  • Nulla è dovuto per i BFP il cui valore di rimborso complessivo legato a un solo titolare alla data di scadenza è inferiore a 5.000€;
  • I BFP emessi prima del 2009 in formato cartaceo sono soggetti a imposta di bollo annuale pari a 2,00€ (ad eccezione del 2012, in cui l’imposta è pari a 1,81€) a forfait perché non esisteva un archivio certo dei buoni emessi e non si è in grado di verificare il limite sotto al quale si è esenti;
  • Le aliquote in base alle quali calcolare l’imposta di bollo sui BFP sono fissate nella misura dell’1 per mille annuo per il 2012, dell’1,5 per mille annuo per il 2013 e del 2 per mille a decorrere dal 2014 e negli anni seguenti. L’aliquota va applicata al valore nominale e non agli interessi maturati.

Il calcolatore di Poste Italiane è il metodo migliore per conoscere il rendimento attuale di un BFP, ma dovremo anche considerare eventualmente la ritenuta fiscale da applicare e l’imposta di bollo: la certezza l’avremo solo al momento della riscossione, soprattutto se i buoni hanno una scadenza molto lontana nel tempo e potrebbero esserci condizioni che regolino il rendimento oppure leggi che mutino, ad esempio, l’aliquota dell’imposta sostitutiva (ritenuta fiscale) o di bollo applicata.

Conviene Investire nei BFP?

In conclusione, dopo aver analizzato la teoria dei Buoni Fruttiferi Postali e, aver consentito al lettore di capire come calcolare il rendimento attualizzato e le possibili varianti del valore futuro a scadenza, possiamo consigliare o no la compravendita di questi strumenti di risparmio tanto utilizzati nel passato?

La risposta, come al solito, è vaga, ossia “dipende”: in funzione degli obiettivi che abbiamo e delle esigenze alle quali vogliamo corrispondere le nostre azioni e i nostri investimenti, allora i BFP potranno soddisfarle o no, anche perché purtroppo i tassi d’interesse applicati di buoni emessi da Cassa Depositi e Prestiti non sono certo così “interessanti” e convenienti come lo erano un tempo.

Basta ascoltare i racconti dei nostri nonni e di chi si è trovato in mano un vero e proprio capitale ingente, avendo investito in questo tipo di strumento negli anni passati: evento difficilmente ripetibile nell’epoca attuale.

Oggi i BFP non rendono moltissimo al lordo e al netto il guadagno si riduce ancor di più, soggetto com’è alla tassazione gravosa dello Stato Italiano che disincentiva i suoi stessi strumenti con i quali si finanziava nel passato.

Viceversa, se la nostra esigenza non è quella di diventare ricchi con la finanza e di ottenere tassi d’interesse altisonanti, ma solo quella di depositare i risparmi in modo sicuro, guadagnandoci anche qualcosina, allora l’opzione di investimento è valutabile e appetibile, naturalmente da paragonare all’offerta dei Conti Deposito, l’altro grande strumento appannaggio del risparmio.

L’Eldorado degli investimenti Postali sembra purtroppo un’epoca ormai finita, ma non dobbiamo dimenticare quanto siano considerevolmente cambiati e stiano mutando tuttora i Buoni per non sparire dagli investimenti ricercati ed essere ancora appetitosi ed economicamente convenienti.

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