Esauriente Intrattenimento Afterhours: 30 anni di musica rock

Afterhours: 30 anni di musica rock

Afterhours 30 anni di musica rock

Il 17 novembre uscirà “Foto di pura gioia” l’antologia del gruppo rock Afterhours, composta da quattro cd e un libro, ad opera di Manuel Agnelli e i soci del gruppo.

Dal loro primo singolo “My bit boy” e dal primo LP “All the good children go to hell”, un trentennio fa, gli Afterhours hanno continuato a dominare il mondo del rock italiano, incarnandone la giusta inquietudine concerto dopo concerto.

Manuel Agnelli ha dichiarato: “Per tanto tempo degli Afterhours si è parlato quasi soltanto per l’approccio e per il modo di fare, per l’atteggiamento ma quello che conta è la musica che abbiamo fatto. Se ho un rammarico è proprio questo: il fatto che spesso si sia parlato poco della nostra musica e basta”.

La nuova ricerca che ha dato vita all’antologia del gruppo si è basata su un approfondito lavoro di squadra, o meglio di gruppo, “agevolato” in qualche modo da un incendio che ha colpito proprio il capannone della sala prove.

“Abbiamo dovuto spostare tutto, compresi archivi e scatoloni nei quali abbiamo tolto cose che nemmeno ricordavamo di avere” ha evidenziato Manuel Agnelli.

La partecipazione del leader voce degli Afterhours ha sicuramente cambiato le sorti della popolarità del gruppo: “Il punto è che se non sei in televisione non esisti, piaccia o meno. E anche se il pubblico medio di X Factor dovesse acquistare in massa i nostri cd, li riporterebbe probabilmente in negozio pensando siano difettosi, magari un venti per cento di pubblico potremmo averlo aggiunto. Resta poi il fatto che credo ancora che da quella posizione sia possibile fare della contaminazione”.

Per festeggiare il tentennio musicale il gruppo sarà presente al Mediolanum Forum di Assago il 10 aprile 2018, in un concerto evento che toccherà quest’unica tappa live.

La foto della copertina dell’antologia, evidenzia Angelli, ricorda un pezzo del proprio passato: “Sono stato un bambino felice e questa foto rappresenta la mia infanzia. La casa che si vede sullo sfondo era la casa in cui vivevo con i miei genitori in quel periodo. È un punto di riferimento, per me: ci vado ancora oggi, ogni volta che vivo una crisi”.